
Nella nostra penisola ci sono svariati posti fiabeschi, che regalano ai bikers avventure indimenticabili. Ma un borgo in particolare sono sicura che susciterà meraviglia e curiosità. Inserito tra i Borghi più Belli d’Italia, regala indimenticabili scorci sul fiume Mincio e offre un’immersione completa nell’autentica e rilassante atmosfera medievale. Borghetto sul Mincio è un piccolo ma prezioso gioiello che merita assolutamente di essere scoperto in ogni suo angolo!
Borghetto è una frazione del comune di Valeggio sul Mincio, sulle rive dell’omonimo fiume, in provincia di Verona. Per secoli il suo territorio è stato conteso da diverse signorie, dai Gonzaga ai Visconti, fino al dominio degli Austriaci e dei Francesi. Le origini del borgo, tuttavia, risalgono ai Longobardi, che furono i primi a sfruttare la posizione strategica sulle acque del fiume. Per circa un millennio, infatti, Borghetto sul Mincio è stata la principale tappa di coloro che dovevano muoversi in Veneto.
Oggi è una meta davvero suggestiva e, proprio per la sua bellezza, è stata scelta come location della pellicola “Senso” di Luchino Visconti. Se, poi, oltre a essere amanti delle due ruote avete anche un animo romantico, allora sono sicura che Borghetto farà breccia nel vostro cuore! Qui, infatti, aleggia la leggenda legata alla storia d’amore tra la ninfa Silvia e il capitano Malco.
Alla fine del 1300, il signore di Milano Giangaleazzo Visconti era accampato con le sue truppe sulle rive del fiume, dove risiedevano delle bellissime ninfe, condannate, a causa di un sortilegio, a tramutarsi in ripudianti streghe una volta fuori dall’acqua. Durante una festa notturna, il capitano Malco seguì una di esse, Silvia, che, perdendo il mantello, mostrò il suo reale e bellissimo corpo da ninfa. I due si innamorarono, ma scatenarono la gelosia di Isabella, una giovane nobile che era attratta dal capitano e che, per vendetta, accusò Silvia di essere una strega. Inseguiti dalle guardie, decisero di gettarsi nel fiume, lasciando sulla riva un fazzoletto di seta dorato annodato.
Proprio a questa romantica ma tragica storia è legato il piatto tradizionale di Borghetto: il tortellino e, in particolare, la variante detta “nodo d’amore”, preparato con una sottilissima sfoglia all’uovo e ripieno di carne. Per celebrare la pietanza, ogni anno viene organizzata la Festa del Nodo d’Amore, con l’allestimento di una tavolata lunga più di un chilometro, ideata per accogliere più di 3 mila commensali.
Consiglio di iniziare la visita di Borghetto sul Mincio dal suo monumento simbolo: il Ponte Visconteo. Conosciuto anche come Pontelongo, fu costruito tra il 1393 e il 1395 per volontà del duca di Milano Giangaleazzo Visconti, per deviare le acque del fiume Mincio dal percorso verso Mantova. Si tratta di una diga lunga 650 metri e alta circa 21 metri, in passato collegata al Castello Scaligero di Valeggio sul Mincio tramite due panoramiche cortine merlate.
Non si tratta, tuttavia, dell’unico ponte, perché poco lontano si trova il ponte di San Marco, costruito tra il Cinquecento e il Seicento in muratura e legno. È conosciuto anche come ponte di San Giovanni Nepomuceno, per la presenza, in una nicchia su un lato, della statua del Santo, protettore delle acque e dei ponti. Nelle vicinanze si trova una metasequoia, un abete d’acqua che, durante le festività natalizie, viene illuminato.
Tra le strade del centro ci sono i meravigliosi mulini con i cd. ritrecini, cioè le ruote in metallo mosse dalle acque del Mincio. Risalenti al Quattrocento e utilizzati per la molitura di frumento e cereali, sono ancora funzionanti e ben tre di essi possono essere visitati. Accanto, invece, sorge l’Angolo degli Innamorati, una ringhiera dove le coppie appendono lucchetti in segno del loro amore.
Immancabile, poi, una visita al castelletto, la porta a torre che conduce al vecchio centro medievale fortificato. Passeggiando, potrete scorgere i resti della cinta muraria che cingeva la città. Suggerisco, infine, di ammirare la Chiesa di San Marco Evangelista, inizialmente dedicata a Santa Maria, edificata nel X secolo, ma restaurata nel 1759. Ospita diversi affreschi del Quattrocento, la tela della Madonna di Borghetto del 1835 e la campana più antica del veronese, risalente al 1300.
Raggiungere Borghetto sul Mincio in moto permette di ammirare a 360 gradi i meravigliosi paesaggi del veronese. È la meta ideale anche se non si dispone di un intero weekend a disposizione ma si vuole fare una breve gita fuori porta. Il borgo, infatti, è poco distante da Verona e Peschiera del Garda e facilmente accessibile tramite le autostrade A4 o A22. Nel centro, tuttavia, è vietata la circolazione di motoveicoli e ciclomotori e, dunque, è necessario parcheggiare la moto in una delle aree a pagamento nei pressi del Ponte Visconteo oppure a Valeggio. Per il viaggio, suggerisco una naked o una crossover di media cilindrata.
Spostarsi in moto è la soluzione perfetta se avete voglia di raggiungere agevolmente una meravigliosa area poco distante da Borghetto sul Mincio: il Parco Naturale di Sigurtà, un vasto giardino con pregiate specie di fiori.

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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