
Esistono luoghi che sembrano catapultati in un’altra epoca, dove la montagna sa dettare i ritmi della quotidianità ed ogni edificio tramanda una storia secolare. Siamo nel cuore della Valle Varaita, nella provincia di Cuneo a due passi dal confine con la Francia ed ai piedi del Colle dell’Agnello. Qui sorge uno tra i borghi più affascinanti di tutto l’arco alpino italiano. Siamo a Chianale, a circa 1.800 metri di altitudine e qui passa il torrente Varaita. Questo piccolo borgo è inserito tra i Borghi più Belli d’Italia e rappresenta una delle destinazioni più autentiche del Piemonte. Le case in pietra, i tetti in lose e le strette viuzze restituiscono l’impressione di entrare in un luogo rimasto immutato nel corso dei secoli. Vieni a scoprirlo!
Il nostro itinerario inizia da Costigliole Saluzzo in provincia di Cuneo ed arriva fino a Briançon. Partiamo seguendo SP8, SP105 e SP251 in direzione di Frazione Chianale e Pontechianale. Seguiamo questa strada per quasi 50km per poi svoltare a sinistra e prendere Frazione Chianale. Subito la nostra prima tappa è proprio Chianale. Da qui si procede verso SP251, si svolta a sinistra e si prende SP251 per 9,8km. Svoltiamo a destra e passiamo su D205T, pochi metri ed eccoci a Colle dell’Agnello.
Si procede in direzione nordest su D205T e si segue questa strada per 10,8km. Da qui continuiamo su D205 per 4,2km, svoltiamo a destra per prendere Rte de Guadissard e poi a sinistra ed eccoci a Molines-en-Queyras. Ultimo tratto di strada che ci porta alla fine del percorso. Prendiamo Rte de Guadissard in direzione di D205 e seguiamo D5, D947 e D902 in direzione di Prte d’Embrun a Briançon per 44,8km. Così continuiamo su Prte d’Embrun, guidiamo in direzione di Rue Prte Méane. Dopo 400 metri eccoci arrivati alla fine del nostro itinerario. Un percorso di 120km che ci ha tenuto impegnati per 2 ore e 42 minuti.

La posizione strategica di questo borgo è ciò che ha permesso lo sviluppo della sua storia. Infatti, Chianale, sorge lungo l’antica strada che in passato conduceva al Colle dell’Agnello, uno tra i più importanti valichi alpini tra l’Italia e la Francia. Per molti secoli mercanti, pellegrini, allevatori e viaggiatori hanno percorso questo valico tra le montagne facendo del borgo un punto di sosta fondamentale. Il nome stesso di Chianale deriva, con molta probabilità, dal latino planale, in riferimento alla particolare conformazione pianeggiante dell’area rispetto al resto della valle.
Chianale è molto legata al periodo del Medioevo, tanto che tutt’oggi conserva ancora l’impianto urbanistico tipico di quell’epoca, con edifici costruiti quasi esclusivamente in pietra locale e coperti dalle tipiche lose, pesanti lastre di pietra caratteristiche delle Alpi Occidentali.
Se si passeggia lungo i vicoli del borgo è possibile incontrare antiche abitazioni perfettamente restaurate, fontane in pietra, balconi in legno arricchiti da fiori durante la bella stagione e scorci panoramici in ogni angolo. Tra gli edifici più simbolici abbiamo la Chiesa di Sant’Antonio appartenente al XV secolo, mentre il ponte in pietra che attraversa il torrente Varaita divide Chianale nelle sue due storiche anime. Questo regala uno dei panorami tra i più fotografati del borgo.

Qui c’è una cosa che rende davvero speciale passarci una giornata e godere di ciò che sa regalare: la capacità di conservare intatta l’atmosfera della montagna autentica. Qui non abbiamo grandi centri commerciali, traffico o frenesia. Il silenzio viene interrotto solamente dal suono dell’acqua del torrente, dal vento che attraversa i pascoli e dal rintocco dei campanacci delle mandrie nel peridio estivo.
Le case in pietra testimoniano, poi, un perfetto equilibrio tra uomo ed ambiente alpino. Ogni dettaglio è in grado di raccontare una tradizione che continua tutt’oggi: le stalle al piano terra, i fienili in legno, le piccole finestre ideate per trattenere il calore durante i lunghi inverni e le strette stradine lastricate che si possono percorrere a piedi. In più, durante la stagione estiva Chianale diventa il punto di partenza ideale per escursioni verso il Colle dell’Agnello, il lago Blu e numerosi sentieri che si sviluppano tra pascoli d’alta quota e cime oltre i tremila metri. D’inverno, il paesaggio si trasforma completamente. La neve ricopre i tetti ed il borgo assume l’aspetto di piccolo villaggio alpino.
Infine, dal punto di vista gastronomico questo paese conserva la propria identità. Le locande ed i ristoranti propongono piatti della tradizione occitana e piemontese. I protagonisti sono sicuramente i formaggi d’alpeggio, la polenta, la selvaggina ed altre specialità che raccontano la cultura di questa valle di confine.

Giornalista pubblicista con la passione per la politica, lo sport ed i viaggi. Mi occupo di raccontare luoghi, territori e storie attraverso l’osservazione diretta e la curiosità per ciò che spesso resta fuori dai percorsi più battuti. Scrivo di borghi nascosti, città da scoprire e destinazioni che meritano di essere vissute e raccontate, con l’obiettivo di offrire uno sguardo autentico e attento sui luoghi che visito.
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