Il borgo presepe incastonato nei Monti Iblei: alla scoperta della perla di pietra della Sicilia

Tra chiese, grotte, cime panoramiche e tradizioni secolari, questo borgo siciliano è perfetto per un tour poco turistico ma molto emozionante.
Antonia Festa  | 04 Set 2026  | Tempo di lettura: 4 minuti

Può sembrare il classico luogo da cartolina che si erge fiero su un’altura e conserva gelosamente imponenti edifici storici. Ma Monterosso Almo è molto più di un borgo in pietra costruito tra i Monti Iblei. È un luogo di grande fascino ma, soprattutto, di immensa rilevanza storica e archeologica, con chiese barocche, necropoli e palazzi nobiliari che narrano di un passato glorioso. Per chi si viaggia in moto è la destinazione perfetta per conoscere la Sicilia sud-orientale. Partiamo!

Monterosso Almo: il gioiello siciliano dal cuore nobile

 

Monterosso Almo è un comune siciliano di circa 3 mila abitanti ed è il più settentrionale della provincia di Ragusa. Situato sui Monti Iblei a 700 metri s.l.m., vanta origini nobili. Le prime notizie certe relative al borgo risalgono al 1168, quando il territorio era dominato da Goffredo, figlio del Conte Ruggero. A quei tempi, il centro abitato era conosciuto con il nome di Monte Jahalmo.

Successivamente, Monterosso Almo ha conosciuto il potere del conte Enrico Rosso ed è appartenuto alla Contea di Modica. Le vicende storiche del borgo sono oggi conoscibili anche tramite i palazzi nobiliari, presso i quali è possibile apprendere le dinamiche delle famiglie che hanno controllato tale area geografica.

Il terremoto del Val di Noto del 1693 causò circa 200 vittime e gran parte degli edifici andarono distrutti, tra cui la Chiesa Madre di Santa Maria Assunta. Ma la ricostruzione cambiò, in parte, anche la geografia di Monterosso Almo, perché il paese fu edificato più in alto. È per tale motivo che il centro abitato si trova in posizione sopraelevata rispetto alle costruzioni più antiche.

Cosa vedere a Monterosso Almo

 

Tra gli edifici che consiglio di visitare assolutamente, ci sono:

  • la Basilica di San Giovanni Battista. Non è ben chiaro l’anno di origine dell’edificio, ma probabilmente risalirebbe all’epoca normanna, quando iniziò a diffondersi il culto di San Giovanni Battista. La Basilica presenta tre navate e custodisce diverse opere d’arte, come la statua di Santa Maria dei Pericoli di Cultraro, risalente al 1741. Un dettaglio davvero interessante è il modo in cui è stata costruita la facciata, che è rivolta a est affinchè ogni anno, durante la celebrazione della festa in onore di San Giovanni Battista, la luce dell’alba entri dalla finestra per colpire il simulacro del Santo;
  • la Chiesa Madre di Santa Maria Assunta. Dichiarato Monumento Nazionale, l’edificio ha subito ingenti danni dal violento terremoto del 1693 ma, grazie alla ricostruzione, oggi mostra fiero la sua meravigliosa facciata in bugnato, in stile neogotico. All’interno si possono notare le tre navate e alcune opere di rilievo, come il crocifisso di legno del Quattrocento e due acquasantiere dell’XI secolo;
  • la Chiesa di Sant’Antonio Abate. Conosciuta anche come Santuario Diocesano di Maria Santissima Addolorata, è un altro Monumento Nazionale di Monterosso Almo. Al suo interno ci sono meravigliosi dipinti, come il Battesimo di Costantino, la pala del martirio di San Lorenzo e la Madonna del Carmelo;
  • Palazzo Cocuzza. È una delle principali dimore nobiliari del borgo, appartenuta all’omonima casata. Il palazzo è in stile barocco e affaccia sulla piazza principale. Si contraddistingue per la sua imponenza, con più di quaranta ambienti disposti su tre piani e un porticato;
  • Piazza San Giovanni. È il cuore pulsante della vita sociale di Monterosso Almo, dove ci si incontra per passeggiare e chiacchierare;
  • Presepe vivente. Ogni anno viene organizzato nell’antico quartiere Matrice e consente di fare un vero e proprio tuffo nel passato e scoprire la storia siciliana. In tale occasione, infatti, è possibile girare tra vecchie botteghe artigiane, ammirare le massaie che impastano il pane o le ricamatrici intente nel loro minuzioso lavoro e ascoltare le musiche delle fisarmoniche e delle cornamuse.

Perchè arrivare in moto a Monterosso Almo

Raggiungere Monterosso Almo in moto è molto semplice, perché basta seguire l’autostrada A18 Catania-Siracusa e la SS194 Ragusana. Il percorso non presenta difficoltà particolari ed è composto prevalentemente da rettilinei e curve regolari. Per tale motivo, la tipologia di mezzo più adeguata è una sport touring o una naked di media cilindrata.

Uno dei vantaggi di muoversi in moto per arrivare a Monterosso Almo è la possibilità di parcheggiare poco prima del centro (nei dintorni di Piazza San Giovanni) per spostarsi a piedi, poiché il cuore del borgo è molto raccolto. Dopo la visita ai principali monumenti, consiglio di ritornare in sella per esplorare i Monti Iblei. Non può mancare un salto alla Grotta dei Santi, dove ci sono tombe scavate nella roccia e una chiesa rupestre, e alla necropoli di Monte Casasia. Un altro sito che merita è l’Ipogeo di Calaforno, una grande necropoli scavata nella roccia risalente dell’Età del Rame. Per finire, Chiaramonte Gulfi è uno dei borghi più caratteristici della zona.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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