
In Trentino sorge uno dei borghi più autentici dell’architettura rurale, dove si respirano ancora le vecchie tradizioni contadine, protette con cura e gelosia. La caratteristica principale di questo luogo sospeso nel tempo è la calma, quella che consiglio anche durante la visita. Rango, infatti, è una destinazione che va scoperta lentamente, passeggiando senza meta tra i vicoletti e lasciandosi guidare dall’odore dei piatti preparati ancora secondo le ricette tradizionali. Pronti a immergervi in un presepe in miniatura?
Rango è una piccola frazione del comune di Bleggio Superiore, in provincia di Trento, nel cuore dell’altopiano del Bleggio. Inserito tra i Borghi più Belli d’Italia, ha origini molto antiche (i primi villaggi risalirebbero al 2300 a.C., mentre l’impianto urbano al II millennio d.C.) ed è stato a lungo un’importante tappa della “via Imperiale”, frequentata da commercianti, pellegrini, contadini e pastori. Sicuramente, l’allevamento e l’agricoltura sono stati per secoli le attività fondamentali per la vita della comunità e, ancora oggi, è possibile vederne le tracce nell’architettura del piccolo borgo.
La denominazione del borgo sarebbe, secondo gli esperti, di origine celtica, dal sostantivo “ronda”, che vuol dire “limite”. Si trova, infatti, al limite della Pieve del Bleggio. La gastronomia è, senza dubbio, una delle principali attrazioni di Rango, visto che sono numerose le prelibatezze che è possibile assaggiare. La specialità più nota sono le noci e, in particolare, la noce varietà Bleggiana, che si caratterizza per la forma molto piccola e il sapore speziato. Il prodotto ha anche ricevuto l’ambito riconoscimento di Presidio Slow Food e viene usato per preparare torte, biscotti, pane e anche un salame aromatizzato.
La bellezza di Rango è principalmente racchiusa nell’atmosfera senza tempo dei vicoletti lastricati, dove è ancora possibile respirare l’autentica atmosfera medievale. Al centro del borgo si accede tramite una scalinata in pietra, sovrastata da una bifora di origine rinascimentale. Passeggiando tra le stradine, ci si imbatte nei palazzi caratterizzati da corti interne, porticati, volti a botte (cd. portech). La struttura delle abitazioni rispecchia le esigenze della vita contadina di un tempo. Costruite in granito e calce, al piano terra avevano la cucina, la cantina (detta vòlt) e la stalla. È proprio tra i portici e le cantine che, ogni anno, vengono organizzati i mercatini di Natale.
Un’altra attrazione di Rango è la fontana quadrata situata in piazza, che un tempo veniva usata come abbeveratoio per gli animali, lavatoio e riserva per spegnere gli incendi. La Chiesa di Santa Lucia, invece, è l’edificio religioso più importante di Rango. Ha uno stile barocco e, sul retro, si trova il cimitero.
A Rango si trova anche il Museo della Scuola, dove sono conservati banchi, sedie, libri, quaderni e tutto il materiale didattico utilizzato nei primi anni del Novecento dagli scolari.
Inserire Rango in un mototour è la soluzione ideale per visitare lo straordinario territorio trentino. Per raggiungere il borgo da Trento, basta seguire la SS237 del Caffaro fino a Bleggio Superiore e, poi, la SP5. Il centro storico deve essere ammirato a piedi perché le strade sono molto strette, ma sono diversi i punti in cui è possibile trovare parcheggio. Per questa tipologia di viaggio, sono indicate moto da turismo, crossover di media cilindrata o naked.
Arrivando a Rango in moto, sarà più facile spostarsi per visitare il meraviglioso paesaggio circostante. La zona è perfetta per i bikers che sono appassionati anche di trekking e cicloturismo, perché presenta tantissimi percorsi. Da Rango, ad esempio, si raggiunge Cima Serà, il Passo Durone e Monte San Martino. Poco distante, inoltre, ci sono il Parco Naturale Adamello Brenta, il borgo di Balbido (conosciuto come “il paese dipinto”, per la presenza di affreschi sugli edifici) e le Terme di Comano, perfette per una pausa rilassante prima di ritornare in sella.

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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