Il borgo sospeso tra le rocce che incantò Escher: la magia di Castrovalva

I vicoli stretti, le case in pietra e le bellezze naturali di Castrovalva lo hanno reso celebre in tutto il mondo e il suo scorcio più famoso è immortalato nell’opera di uno dei più grandi artisti del Novecento. Ecco la meta perfetta per i bikers che amano il pericolo.
Antonia Festa  | 06 Set 2026  | Tempo di lettura: 3 minuti

L’Abruzzo è una vera e propria miniera d’oro per chi cerca luoghi meravigliosi ma lontani dalle rotte prese d’assalto dall’overtourism. Se avete voglia di un’esperienza autentica, dovete assolutamente inserire nel prossimo mototour il borgo di Castrovalva, che vi accoglierà con i suoi panorami fiabeschi. Tra stradine irte e silenziose, ritmi lenti e resilienti tradizioni, questo piccolissimo comune mi ha sorpresa come pochi e, sono sicura, susciterà in voi le stesse sensazioni, provate in passato anche da grandi artisti. Partiamo per un viaggio indimenticabile!

Castrovalva, il paese d’artista che sembra uscito da un dipinto

 

Situato su uno sperone roccioso a 865 metri s.l.m., Castrovalva è l’unica frazione del comune di Anversa degli Abruzzi, in provincia di L’Aquila. Offre ai visitatori uno scorcio privilegiato sulla Riserva delle Gole del Sagittario e, nonostante la presenza di circa 15 abitanti e l’assenza di grandi piazze o illustri monumenti, è uno dei posti più belli d’Italia.

Il panorama di Castrovalva ha affascinato anche il famosissimo artista olandese Maurits Cornelis Escher. In occasione del suo viaggio a Roma, esplorò tantissimi borghi italiani e, nel 1929, capitò proprio a Castrovalva. Colpito dalla bellezza naturalistica di questo posto, ne realizzò un disegno che, nel 1930, divenne una litografia. L’opera, conservata alla National Gallery of Art di Washington, ritrae il borgo quasi come sospeso e inaccessibile, con una prospettiva davvero suggestiva. È possibile notare la minuzia con la quale sono stati rappresentati i tornanti, la vegetazione, i campi, i monti e i paesini circostanti. Per ricordare il legame tra Castrovalva e l’artista, nel 2006 l’ultimo tornante prima di arrivare al borgo, quello dal quale fu realizzata la litografia, è stato rinominato “Girone Escher”.

Cosa vedere a Castrovalva

A Castrovalva è possibile ammirare incantevoli edifici religiosi, custodi della storia e delle tradizioni locali. In particolare:

  • Chiesa di Santa Maria delle Grazie. Eretta di una preesistente cappella dedicata a San Tommaso, è caratterizzata da una facciata in stile rinascimentale, sulla quale spicca un portale romanico decorato con angeli che sostengono lo stemma dei Belprato, fiori e un affresco di Cristo. La chiesa custodisce opere d’arte di valore, come la scultura policroma di Santa Lucia e una Madonna col Bambino risalente al XVI secolo;
  • Chiesa di Santa Maria ad Nives. Situata nella piazza principale, è di epoca medievale, anche se è stata ristrutturata nel XVI secolo. La facciata presenta un suggestivo affresco della Madonna col Bambino, mente l’interno si distingue per lo stile settecentesco ed è a tre navate. Tra le principali opere, ci sono una tela con l’Apparizione della Madonna dell’Incoronata e una statua di San Michele Arcangelo;
  • Chiesa di San Michele. Dedicata al Santo Patrono di Castrovalva, è stata costruita nel XII secolo su un precedente edificio di culto. L’attuale aspetto è dovuto all’ultima restaurazione nell’Ottocento. Sull’altare maggiore spicca la statua di San Michele.

Perché arrivare in moto a Castrovalva

 

Castrovalva è un borgo quasi irreale e si raggiunge, dopo aver imboccato l’uscita Cocullo dell’autostrada A25 Roma-Pescara, tramite una mozzafiato strada panoramica che, da Anversa degli Abruzzi conduce fino al Lago di Scanno. Il viaggio in sé è un’esperienza, soprattutto se lo si affronta su due ruote. Poiché le curve per arrivare in cima a Castrovalva sono tortuose e strette, consiglio di muovervi con enduro stradali o crossover.

Il borgo si presta come tappa ideale di un tour in moto più ampio, che abbraccia il comune di Anversa degli Abruzzi, i paesini limitrofi di Villalago e Scanno e la meravigliosa Riserva delle Gole del Sagittario. Trattandosi di zone montuose con clima fresco e ventilato, è preferibile portare con sé una giacca antivento anche in estate.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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