
La Calabria è un’ambita meta turistica per le acque cristalline e le spiagge incontaminate, ma è una regione caratterizzata anche da un lato più selvaggio, fatto di alture, boschi e vallate lussureggianti. L’altopiano della Sila, in particolare, ricopre una vastissima area della Calabria e si suddivide in Sila Grande, nella zona centro-settentrionale dell’altopiano, Sila Greca, nella zona nord orientale, e Sila Piccola, nella parte meridionale dell’altopiano. Quest’ultima occupa un territorio che abbraccia le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone. È proprio tale zona meno conosciuta della regione che ha rapito il mio cuore e che consiglio di visitare ai TrueRiders!
La Sila Piccola si distingue per il paesaggio variegato e segnato dalla presenza di numerosi corsi d’acqua, come il Tacina e il Soleo. Se siete dei bikers che amano le avventure d’alta quota, suggerisco di arrivare fino ai 1.765 metri del Monte Gariglione (il più elevato della Sila Piccola) e di passeggiare tra le foreste di faggio e di pino laricio del Monte Femminamorta. Qui, inoltre, vivono diverse specie animali, come lupi, cinghiali e rapaci. La Sila Piccola si distingue per la sua anima fortemente identitaria, infatti ospita attrazioni introvabili altrove, che contribuiscono a tenere vive le tradizioni di questo suggestivo luogo.
Uno dei posti iconici della Sila Piccola è il Villaggio Mancuso. Avreste mai immaginato che in questa parte d’Italia ci fosse un angolo tirolese? Ebbene, questo villaggio turistico nacque negli anni ’20 su progetto dell’imprenditore Eugenio Mancuso e affascina con la sua atmosfera fiabesca. Si trova nel comune di Taverna, patria del pittore Mattia Preti, noto come “Cavaliere Calabrese”, e presenta tantissime attrazioni imperdibili, come le chiesette di legno e l’iconico bar/ristorante “La Rotonda”, chiamato così per la sua forma circolare. Caratterizzato da una facciata bianca intervallata da finestre e balconi rossi, ha ospitato tantissimi personaggi illustri, come Benito Mussolini, Sofia Loren e Papa Giovanni Paolo XXIII. Consiglio, poi, di fare un giro tra i vari sentieri naturalistici e visitare le casette e i negozietti che vendono prodotti tipici.
Presso il Villaggio Mancuso c’è una struttura bellissima, che mi ha letteralmente lasciata a bocca aperta. Si tratta del Grande Albergo delle Fate, costruito insieme al resto degli edifici. Anche se non è più in funzione, continua a esercitare un enorme fascino senza tempo. Nel 2007 è stato dichiarato Monumento Storico Nazionale.
Durante la visita al Villaggio Mancuso, non può mancare una sosta al Centro Visitatori. Si tratta di una delle aree più belle della Silla Piccola, che rappresenta appieno l’essenza di questo territorio. Il Centro organizza tantissimi eventi, per sensibilizzare grandi e piccini sul tema del rispetto dell’ambiente e della biodiversità. I visitatori hanno l’opportunità di conoscere la flora e la fauna locali, grazie alla predisposizione di pannelli espositivi e all’allestimento di attività didattiche. Consiglio di vedere il “Giardino delle erbe aromatiche e medicinali”, il “Sentiero geologico” e il “Vivaio della biodiversità silana”.
Albi è un piccolo ma incantevole comune della Sila Piccola, abitato da poco più di 700 persone. Dista dal Villaggio Mancuso solo una quindicina di minuti, quindi è una tappa perfetta da inserire nel vostro mototour. Mi ha affascinata soprattutto per i suoi panorami sulla valle sottostante.
Il Parco Nazionale della Sila è facilmente raggiungibile dalle principali città calabre, grazie a un’efficiente rete di strade. Trattandosi di sentieri molto panoramici, la moto risulta il mezzo ideale per muoversi, perché consente di assaporare in anteprima l’autenticità dei luoghi che si visiteranno. In particolare, se si arriva dalla costa ionica, la via principale è la SS107 Silana-Crotonese, che attraversa boschi e laghi tramite curve mozzafiato. Dalla costa tirrenica, invece, si possono percorrere anche la SP244 e la SP216 oppure le SS108 bis e SS660. Per chi arriva da fuori regione, infine, c’è l’autostrada A2.
Considerate le caratteristiche delle strade, sarebbero ideali moto turistiche, crossover o naked di media cilindrata. Prima di partire, consiglio di consultare il meteo, perché nel Parco non sono rari i rovesci; per tale motivo, è opportuno portare sempre una giacca antipioggia e antivento. I sentieri presentano curve e tornanti, di conseguenza si raccomanda la massima prudenza.

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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