
Per i puristi delle stagioni si dice che l’estate è mare e l’inverno è montagna e noi vogliamo tener fede a questa divisione. Oggi si parla di montagna, si va al nord alla scoperta di una delle località alpine più affascinanti d’Italia. Punta di diamante per i classici da ‘settimana bianca’. Siamo nel cuore della Val Rendena, in Trentino dove a 1.550 metri d’altitudine si trova una perla alpina incastonata tra le Dolomiti di Brenta ed i ghiacciai dell’Adamello e della Presanella. Si tratta di Madonna di Campiglio, nel comune di Pinzolo e Tre Ville che sorge in una conca naturale circondata da boschi e panorami alpini davvero unici. A pochi passi dal Parco Naturale Adamello Brenta, la più vasta area protetta del Trentino. Raggiungere in moto Madonna di Campiglio è già sufficiente per vivere un’esperienza straordinaria. Curve di montagna, strade panoramiche e paesaggi che cambiano ad ogni chilometro. Questo rende il nostro viaggio ancor più interessante e perfetto per chi, come noi, ama la libertà delle due ruote.
In questo nostro percorso partiamo da Trento per effettuare un anello che ci riporterà al punto di partenza. Avvolgendo Cima Tosa e costeggiando Monte Bondone ed il Parco Naturale Adamello Brenta. Saliti in sella si prende via Bernardo Clesio, via Alessandro Manzoni, via del Brennero e via Felice e Gregorio Fontana in direzione di Strada Gardesana di Trento/SS45bis per 2,2km. Da qui si segue SS45bis e SS237 fino a Borgo Lares per 39km. Dopo di che si segue SP34 in direzione SS239 a Porte di Rendena per circa 5,5km per poi seguire SS239 in direzione viale Dolomiti di Brenta a Madonna di Campiglio. Dopo quasi 24km si imbocca via Presanella ed eccoci arrivati a destinazione. Un impegno di 1 ora e 26 minuti con 72km di percorrenza per la prima tappa. Una volta qui si potrà godere di tutto ciò che la montagna ha da offrire.
Arrivato il momento del ritorno si riparte seguendo viale Dolomiti di Brenta fino a SS239 per 1,3km, da qui si continua su SS239. Presa SS42 in direzione di P.za Navarrino a Cles si viaggia per 37,6km ed ecco la seconda ed ultima tappa prima di chiudere il cerchio. Siamo a Cles. Da qui si segue SS43 e Sp235 in direzione di via Bassano a Trento. Si esce da via Bassano/SS47, dopo 38,6km e si prende via Missioni Africane e via della Cervara. Dirigendosi verso largo di Porta Nuova eccoci tornati al punto di partenza. Dopo 2 ore e 53 minuti per 153km avremo completato l’anello proposto che parte da Trento e passa per Madonna di Campiglio.

Quando parliamo di settimana bianca in Italia ci sono dei luoghi che sono sacri e Madonna di Campiglio è uno di questi. Il motivo è semplice: qui tutto gira in funzione della montagna e degli sport invernali. La grande SkiArea Campiglio Dolomiti offre 156km di piste perfettamente preparate e collegate fra di loro e 62 impianti di risalita. Una scelta valida sia per i principianti che per gli sciatori più esperti. Qui è possibile sciare su tre comprensori diversi: Madonna di Campiglio, Pinzolo e Folgarida-Marileva. Oggi questo comprensorio può contenere fino a 31.000 persone in un’ora.
Non è solo lo scii alpino a farla da padrone. La zona permette di vivere la neve in tanti altri modi diversi. Dallo snowboard, alle escursioni con le ciaspole, oppure lo scii di fondo ed itinerari immersi nei boschi del Parco Adamello Brenta. In più non possono mancare le passeggiate nel centro città oppure godersi un po’ di caldo nei rifugi bevendo qualcosa all’après-ski. Tutto questo rende l’esperienza completa a 360º anche dopo un’intera giornata sugli scii.
Non stupiscono, quindi, i numeri che raccontano di come ogni inverno migliaia di turisti italiani e stranieri scelgano Madonna di Campiglio per vivere una vacanza all’insegna dello sport, del relax e dei paesaggi da cartolina.

Giornalista pubblicista con la passione per la politica, lo sport ed i viaggi. Mi occupo di raccontare luoghi, territori e storie attraverso l’osservazione diretta e la curiosità per ciò che spesso resta fuori dai percorsi più battuti. Scrivo di borghi nascosti, città da scoprire e destinazioni che meritano di essere vissute e raccontate, con l’obiettivo di offrire uno sguardo autentico e attento sui luoghi che visito.
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