Il paese che non c’è incastonato nel fiordo: la meraviglia nascosta tra le curve della Costiera

Tra Amalfi e Positano c’è un piccolo paradiso terrestre fatto di ciottoli, acqua cristallina, case che sfidano la forza di gravità e vigneti. Pronti a percorrere una delle strade più panoramiche d’Italia?
Antonia Festa  | 29 Ago 2026  | Tempo di lettura: 3 minuti

Nello splendido scenario della Costiera Amalfitana, sorge uno dei Borghi più Belli d’Italia, con le case nascoste tra le rocce frastagliate e uno dei paesaggi più suggestivi della nostra penisola. La tortuosa strada per raggiungerlo merita assolutamente la fatica, perché regala scenari unici al mondo, tra vigneti e un fiordo che mostra il mare cristallino, creando un’emozionante spaccatura nella montagna. Furore è un luogo quasi irreale e rappresenta una rotta alternativa a quelle classiche di Positano, Amalfi e Ravello. Motori accesi, si parte!

Furore: il borgo diffuso tra murales, maioliche e vecchie tradizioni

 

Furore è un piccolissimo comune di meno di 700 abitanti in provincia di Salerno, immerso nel paradisiaco scenario della Costiera Amalfitana e dichiarato Patrimonio dell’Umanità UNESCO. È conosciuto come “il paese che non c’è”, per l’assenza di un vero e proprio centro o di una piazza principale. Le abitazioni, infatti, sono ubicate in modo sparso lungo la costa che forma il celebre fiordo, quasi nascoste tra la vegetazione. C’è, poi, anche la parte marina, formata dalla spiaggetta di ciottoli.

Fino al XVII secolo, secondo quanto attestato dalle testimonianze documentali, il borgo era diviso in due aree, denominate “Terra Furoris” (per la ferocia del mare che si stagliava sulle pareti del fiordo) e “Casanovae”. Abitato fin dall’antichità dai Romani, il territorio è sempre stato cruciale per la difesa dagli attacchi dei Saraceni. Per la sua bellezza è stato scelto dal regista Roberto Rossellini come set della pellicola “L’amore”, con Anna Magnani e Federico Fellini.

Cosa vedere a Furore

Il Fiordo di Furore e il borgo marinaro

 

Il Fiordo di Furore è l’attrazione più amata dai turisti. Si tratta di una piccola insenatura incastonata tra due pareti rocciose, che appare quasi all’improvviso lungo la strada e che sembra squarciare in due la montagna. Ai piedi del fiordo, una spiaggetta di circa 25 metri, accessibile esclusivamente a piedi dalla Strada Statale Amalfitana, conduce al mare cristallino e profondo. Non ci sono stabilimenti balneari e, proprio per tale motivo, questo luogo preserva un affascinante aspetto selvaggio. Il fiordo è soprastato da un ponte alto circa 30 metri, che offre una vista a tutto tondo sulla spiaggia e il mare.

Nel borgo marinaro si notano alcune costruzioni, tra cui due mulini, lo stenditoio dove venivano fatti essiccare i fogli di carta e la calcara. Per rivalutare l’area è, inoltre, stato costruito l’Ecomuseo del Fiordo, al fine di recuperare alcuni edifici del Settecento.

La parte alta del borgo e i murales

Il borgo di Furore si sviluppa non solo verso il mare ma anche in altezza. Nella zona più alta si trovano abitazioni sparse e gli edifici storici, come la Chiesa di Sant’Elia Profeta, del XIII secolo, in cui è conservata la bellissima raffigurazione della Madonna col Bambino tra San Bartolomeo Apostolo. Un’altra struttura religiosa che consiglio di visitare è la Chiesa di San Michele Arcangelo, situata in una posizione panoramica mozzafiato, che regala un’ampia vista sull’intera Costiera Amalfitana.

Una delle caratteristiche che ho maggiormente apprezzato della parte alta di Furore è la presenza di meravigliosi murales sulle case, che rendono il borgo una sorta di galleria d’arte a cielo aperto. Le rappresentazioni sono frutto del progetto “Muri in cerca d’Autore”, un evento che coinvolge artisti di tutto il mondo, intenti nella raffigurazione, sottoforma di murales, delle storie e delle scene quotidiane legate alla vita del piccolo comune.

I vigneti terrazzati

Il paesaggio di Furore è caratterizzato dalla presenza di vigneti sviluppati su terrazzamenti con muretti a secco. Tra le specialità di vino coltivate in questa terra, spicca il Fiorduva.

Perché arrivare in moto a Furore

 

Furore si trova lungo la SS163 Amalfitana, tra i comuni di Amalfi e Positano. La soluzione ideale per muoversi in zona è la moto, considerando l’elevata tortuosità e la larghezza limitata delle vie, che rendono complicata la circolazione delle automobili. Per questo viaggio, suggerisco una moto leggera, come enduro stradali, naked o scooter. Per raggiungere il fiordo, bisogna parcheggiare il mezzo un poco più lontano e proseguire a piedi, percorrendo dei gradini rocciosi. Il tratto non è lungo, ma è abbastanza irto, per cui suggerisco di indossare scarpe comode.

Il periodo migliore per visitare Furore è in primavera o tra settembre e ottobre, quando la temperatura è più mite e i colori della natura assumono gradazioni variegate. In estate, invece, consiglio di arrivare presto (massimo entro le ore 9) oppure nel tardo pomeriggio, perché la spiaggetta del fiordo si riempie velocemente nelle ore centrali della giornata, soprattutto nei weekend.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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