Il paese dei cunicoli e del castello ducale: la perla di pietra incastonata nei Monti Dauni

Boschi verdeggianti, vicoletti stretti che celano scorci panoramici sul Tavoliere delle Puglie e reperti storici di inestimabile valore. Ecco un fantastico borgo da raggiungere in moto a fine estate.
Antonia Festa  | 22 Ago 2026  | Tempo di lettura: 3 minuti

La Puglia è una delle regioni più visitate durante la stagione estiva, grazie al mare cristallino, agli scenografici paesi costieri e alle tradizioni folkloristiche ed enogastronomiche. Ma c’è un borgo che, con la sua storia affascinante, ha catturato la mia attenzione durante un tour nella Valle del Cervaro. Sto parlando di Bovino, uno dei Borghi più Belli d’Italia, pronto ad accogliere i viaggiatori su due ruote con fascino e autenticità.

Bovino, il “borgo degli 800 portali in pietra” dal cuore romanico

[foto @Giambattista Lazazzera / Shutterstock.com, solo per uso editoriale]

Situato tra i Monti Dauni a 650 metri di altitudine, Bovino è un comune pugliese in provincia di Foggia, le cui origini risalgono all’epoca romana. Noto inizialmente come Vibinum, ebbe un ruolo centrale durante la Seconda Guerra Punica, con il passaggio di Annibale. Durante il Medioevo, invece, si confermò come un fondamentale nucleo ecclesiastico e nobiliare. Per la sua posizione geografica immersa nel verde lussureggiante e selvaggio, Bovino è stato, in passato, rifugio per briganti e avventurieri, come Ghino di Tacco.

È denominato anche il “borgo degli 800 portali di pietra”, per la presenza di numerose porte, opera dei maestri scalpellini che hanno lavorato in zona per tantissimi secoli.

Cosa vedere a Bovino

 

Bovino ha una ridotta densità abitativa (circa 3 mila abitanti), ma vanta un vasto centro storico, puntellato da edifici nobiliari, chiese e vicoletti. Il mio consiglio è di girare il cuore del borgo accompagnati da una guida turistica, per apprendere le numerose curiosità legate a questo posto. Ecco i principali punti di interesse:

  • Duomo. Noto anche come Concattedrale di Santa Maria Assunta, è stato costruito secondo i dettami dello stile romanico pugliese, anche se sono ben evidenti i segni delle numerose ristrutturazioni (l’ultima in seguito al violento terremoto del 1930). La facciata è quella risalente al 1231, eretta dal maestro Zano, mentre all’interno spicca il coro di legno dove sono scolpiti una serie di simboli pagani, come fate e coppe con serpenti.
  • Castello dei duchi di Guevara. Eretto nel punto più alto di Bovino, regala viste spettacolari sulla vallata circostante. La sua costruzione risale al 1045 per volontà di Drogone il Normanno, ma la struttura fu ampliata intorno al 1200 da Federico II di Svevia, che fece aggiungere il Cassero, per ospitare l’esercito. Al 1600, invece, risale la Torre dell’Orologio. Nei secoli, il castello ha ospitato diversi personaggi pubblici, tra cui Torquato Tasso e Giovanni Battista Marino, mentre oggi è sede del Museo Diocesano.
  • Santuario di Madonna di Valleverde. Si trova in una bellissima zona boschiva ed è noto per la presenza di una statua lignea della Madonna col Bambino, risalente al XIII secolo.
  • musei. A Bovino ci sono due musei principali, che consiglio assolutamente di visitare. Il Museo Civico “Carlo Gaetano Nicastro” è situato nel Palazzo Pisani e custodisce reperti preziosi, soprattutto dell’epoca preistorica e romana. Il Museo Diocesano, invece, è allestito nel Castello di Bovino e conserva diverse opere d’arte sacra, come dipinti della scuola caravaggesca, reliquie e manoscritti.

Perché arrivare in moto a Bovino

Bovino è la tappa perfetta di un ampio tour in moto alla scoperta dei Monti Dauni, anche perché facilmente raggiungibile tramite l’Autostrada A16, la SS90 e la SS16. La tipologia di mezzo più adatta è una naked o crossover di media cilindrata. Grazie alla moto ci si può spostare agevolmente nei dintorni di Bovino, presso mete che meritano assolutamente di essere visitate. Sono sicura che rimarrete affascinati dai borghi di Accadia, Castelluccio dei Sauri e Deliceto. Potrete, inoltre, parcheggiare il vostro fidato mezzo e intraprendere uno dei numerosi sentieri di trekking nella Valle del Cervaro, per ammirare panorami unici.

Terminata la visita al borgo, consiglio di fare scorta di prodotti locali. Durante il mio soggiorno, ho assaggiato diverse prelibatezze, tra cui il caciocavallo podolico, i taralli, le orecchiette fatte a mano e il vino prodotto sui Monti Dauni. Dopo una pausa caffè con assaggio di panettone Giannotti (uno dei prodotti artigianali più buoni in Italia), acquistate un souvenir presso una delle numerose botteghe locali e ripartite in sella per la prossima avventura!

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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