
Esistono tanti “borghi dipinti” in Italia, con fantastici murales colorati di tutti i tipi, ma questo è unico nel suo genere. Le sue opere d’arte, infatti, hanno un tema ben preciso, ovvero le grandi invenzioni dell’Ottocento. Il centro di Saludecio è un curioso e piacevole viaggio in un secolo di progressi nel campo della tecnologia: arte e ingegno sono protagonisti di un vero e proprio museo a cielo aperto creato sui muri delle case. Tutto questo in una roccaforte medievale storicamente appartenente alla signoria dei Malatesta, che si trova a pochi minuti dalla Riviera Romagnola. Se, dopo la visita, hai voglia di una fuga al mare, questo è il posto giusto! Partiamo, TrueRiders?
A partire dalla Riviera Romagnola, il percorso è piuttosto semplice. Da Rimini si può prendere la SP31 per Marano, Coriano, Croce, e poi la SP18 fino a Ghetto Cinque Quattrini; da qui, completa l’itinerario con la SP44 che arriva a Saludecio. In alternativa, puoi partire da Riccione sulla SP50 o SP35 fino a Sant’Andrea In Casale, per poi raggiungere Ghetto Cinque Quattrini e arrivare a destinazione. Terza opzione (la più breve), da Cattolica è sufficiente prendere la SP17 e proseguire sempre dritto.

[foto @Maxal Tamor/ Shutterstock.com, solo per uso editoriale]
Il centro storico di Saludecio è vivo e visitatissimo grazie ai suoi murales, disegnati sui muri delle case, tutti da scoprire in una passeggiata tra le vie e i vicoli. Le opere di street art sono ispirate alle grandi invenzioni dell’Ottocento, secolo in cui la cittadina visse un importante periodo storico. Qualche esempio? Tra le invenzioni rappresentate puoi trovare la Locomotiva, il Cinema, il Primo Fumetto e tante altre. Sotto la direzione artistica di Marisa Russo, questa esposizione “en plein air” dura fin dai primi anni ’90.

La tua passeggiata nel centro medievale si snoda tra due punti cardine: la Porta Marina e la Porta Montanara, ingressi rivolti rispettivamente (come si può intuire) verso il mare e verso le montagne. La piazza principale è la Piazza del Santo Amato Ronconi, dove si trovano la Chiesa di San Biagio e il Palazzo Municipale, mentre sullo sfondo si vedono il Borgo e la Torre Civica. Qui si trova anche il Museo di Saludecio e del Santo Amato Ronconi, museo di arte sacra. Tra un murales e l’altro, per guardare il panorama dall’alto del poggio, il belvedere perfetto è in Largo Santiago de Compostela. Altri punti panoramici sono il Viale dei Tigli per una bella passeggiata, o in zona, il borgo abbandonato di Cerreto di Saludecio, per un giretto nella natura della Valconca. La Torre Civica, medievale, reca lo stemma di Saludecio e una lapide del Risorgimento del 1822.
Tra i vari monumenti, non può mancare un ingresso nella Chiesa di San Biagio, la “piccola cattedrale” che conserva in un’urna di vetro le spoglie di Sant’Amato Ronconi, patrono di Saludecio, trasferito qui nel 1930 e nato nel 1225, canonizzato da Papa Francesco poco più di una decade fa. Ci saranno ottimi stucchi di nomi rilevanti: Guido Cagnacci, Gian Francesco Nagli (il Centino), Sante Braschi e Claudio Ridolfi (il Veronese), tutti del Seicento. Trovi la Chiesa di San Biagio nella piazza principale (Piazza Beato Amato Ronconi); la struttura è stata progettata a fine Settecento per sostituire una chiesa romanica danneggiata dal terremoto del 1786 e dalle incursioni di Napoleone.

Una volta visitato Saludecio, bastano pochi minuti in moto per andare anche a curiosare a Montegridolfo, balcone panoramico sulla Romagna, con un castello cinto da mura che riporta ai secoli dal medioevo in poi, in cui questo territorio era aspramente conteso. Una storia che è durata fino a epoche belliche più recenti: durante la Seconda Guerra Mondiale la Linea Gotica passava proprio di qua – a essa è dedicato un museo a ingresso gratuito.
[foto copertina @Maxal Tamor/ Shutterstock.com, solo per uso editoriale]

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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