Il paese di montagna dove la grande cucina incontra la tradizione dell’Italia rurale

Edoardo Galeani  | 11 Ott 2026  | Tempo di lettura: 4 minuti

Abbiamo scoperto nelle nostre destinazioni e nei nostri itinerari che esistono luoghi in cui il viaggio non si misura solamente in chilometri, ma anche nei sapori che si scoprono lungo il cammino. Oggi andiamo a scoprire un piccolo borgo della Calabria affacciato sul Tirreno cosentino e rappresenta a pieno quanto abbiamo detto sopra. Qui la montagna incontra il mare, la vita rurale conserva un legame profondo con la terra e la gastronomia diventa uno dei modi migliori per conoscere un territorio.

Siamo a Buonvicino, nella provincia di Cosenza, nell’entroterra di Diamante, tra i rilievi dell’Appennino calabrese ed i passaggi del Parco nazionale del Pollino, non lontano dalla Riviera dei Cedri. Il paese si trova in una posizione panoramica, tutto attorno ci sono colline, boschi e vallate che ci raccontano una Calabria diversa da quella delle spiagge affollate e delle località balneari. È la Calabria dei piccoli centri, dei ritmi lenti, dei prodotti genuini e delle antiche tradizioni contadine.

È proprio per questo che Buonvicino è diventata una meta interessante per chi va alla ricerca dell’autenticità. Qui il fascino si trova passeggiando per i vicoli, osservando il paesaggio e sedendosi a tavola per scoprire una cucina che valorizza le risorse locali.

Un borgo calabrese dove la storia contadina incontra la cultura del gusto

Partiamo dalla storia di Buonvicino. Il borgo si trova a circa 400 metri sul livello del mare e nacque dall’unione di tre antichi insediamenti: Salvato, Tripidone e Trigiano. Secondo i racconti della tradizione locale, fu il monaco brasiliano Ciriaco a favorire la riconciliazione delle comunità. Questo consentì la nascita di un unico abitato. Una vicenda che è direttamente connessa anche alla spiegazione, popolare, del nome del paese. Infatti viene interpretato come un richiamo al vivere da buoni vicini.

La sua identità, però, è stata plasmata soprattutto dal rapporto con la terra. Per molti secoli l’economia di questo territorio si è basata su attività agricole ed artigianali, tra cui ad esempio la coltivazione del baco da seta, della ginestra, della canna da zucchero e del cedro. Oggi questo territorio mantiene una vocazione rurale riconoscibile negli uliveti, nei vigneti, negli orti e nelle piccole aziende agricole distribuite nelle contrade.

 

E poi abbiamo la cucina, protagonista di una storia che rende Buonvicino particolarmente interessante. Il nome del paese è infatti legato a quello di Ippolito Cavalcanti, duca di Buonvicino e gastronomo vissuto tra il XVIII ed il XIX secolo. Cavalcanti operò alla corte dei Borbone e si dedicò allo studio ed alla divulgazione della cultura gastronomica, lasciando un’opera importante come la Cucina teorico-pratica, un ricettario che contribuì allo sviluppo della cucina napoletana e meridionale.

A Buonvicino il valore del cibo si comprende partendo dalle produzioni locali, dalle conserve, dall’olio, dai prodotti dell’orto e dai sapori decisi della tradizione calabrese. Non a caso il paese ospita il Seduzioni & Gusto Festival, una manifestazione che lega gastronomia, cultura, moda e valorizzazione delle eccellenze della regione.

Cosa vedere a Buonvicino

C’è solo un modo corretto per visitare un borgo come Buonvicino ed è quello di concedersi il tempo di una passeggiata a piedi nel cento storico. Tra cultura, architettura religiosa e natura ci sono diverse tappe da inserire nell’itinerario.

Il centro ed i suoi vicoli sono il nucleo antico e si sviluppano su di uno sperone roccioso con abitazioni addossate l’una sull’altra con passaggi stretti ed archi che si aprono all’improvviso sulle vallate circostanti. Percorrendo queste stradine si percepisce il carattere medievale del paese, costruito seguendo le forme del terreno. Nelle giornate più limpide il panorama si allunga verso la costa tirrenica, creando un contrasto suggestivo tra il verde dell’entroterra e l’azzurro del mare.

Poi abbiamo il Museo Arti Gusto Buonvicino ed è una delle visite più coerenti con lo spirito del viaggio. Situato in un palazzotto comunale nel cuore del centro storico, il museo raccoglie quasi 350 strumenti ed attrezzi risalenti alla tradizione contadina. Non è solo un museo da visitare, ma un luogo che aiuta a capire come il lavoro agricolo, la cultura materiale e la cucina siano parte della stessa storia.

Andiamo poi a scoprire la chiesa parrocchiale e la memoria di San Ciriaco. La tradizione religiosa è fortemente legata alla storia del paese. La chiesa parrocchiale custodisce le reliquie di San Ciriaco, il monaco brasiliano protettore di Buonvicino. La chiesa conserva anche testimonianze che rimandano alle vicende del complesso religioso sorto nell’area.

Perché arrivare in moto a Buonvicino

Questo è uno di quei borghi che si presta molto bene ad essere scoperto in sella. Il suo territorio, fatto di curve, rilievi, strade che attraversano la campagna e scorci che alternano montagna e mare, permette di trasformare una semplice visita in un itinerario da assaporare chilometro dopo chilometro.

Per chi arriva dalla costa, uno dei riferimenti più comodi è Diamante, una località tirrenica dalla quale si può risalire verso l’entroterra seguendo le indicazioni per Buonvicino. La vicinanza tra il mare ed il borgo consente di vivere due ambienti diversi nella stessa giornata. Il consiglio che diamo è quello di programmare l’arrivo al mattino, soprattutto durante la bella stagione, quando la luce consente di apprezzare al meglio il paesaggio. Una volta parcheggiata la moto si prosegue a piedi tra i vicoli del centro storico. Si può così visitare il museo e poi ci si gode un buon pranzo in una trattoria tipica. È il genere di giornata in cui il piacere della guida si completa con quello della tavola.

Edoardo Galeani
Edoardo Galeani

Giornalista pubblicista con la passione per la politica, lo sport ed i viaggi. Mi occupo di raccontare luoghi, territori e storie attraverso l’osservazione diretta e la curiosità per ciò che spesso resta fuori dai percorsi più battuti. Scrivo di borghi nascosti, città da scoprire e destinazioni che meritano di essere vissute e raccontate, con l’obiettivo di offrire uno sguardo autentico e attento sui luoghi che visito.

In evidenza


Articoli più letti

©  2026 Valica Spa. P.IVA 13701211008 | Tutti i diritti sono riservati.
Per la pubblicità su questo sito Fytur