Il paese legato a Ligabue – ma non quello che pensi – ti stupirà con la sua piazza tra le più belle d’Italia

Paolo Albera  | 12 Ott 2026  | Tempo di lettura: 3 minuti

Se in uno dei nostri itinerari in Emilia Romagna abbiamo toccato Correggio, patria del cantante Luciano Ligabue, stavolta scopriamo i luoghi di tutt’altro artista, anche se con lo stesso cognome. A poca distanza, sempre nella pianura reggiana, c’è un borgo legato ad Antonio Ligabue, pittore e scultore tra i più importanti del Novecento. Siamo a Gualtieri, dove l’artista realizzò molte opere e dove morì nel 1965. Questa cittadina, affacciata sulla riva destra del Po, sorprende per Piazza Bentivoglio, grande spazio porticato concepito come centro di una “città nuova” rinascimentale. A completare la visita ci sono il palazzo dei signori locali, le tracce della storia fluviale e la golena del Po.

La “città nuova” rinascimentale sulle rive del Po

A 25 km dal capoluogo Reggio Emilia, Gualtieri deve il suo aspetto attuale soprattutto alla famiglia Bentivoglio, che governò il territorio a partire dal XVI secolo e promosse importanti opere di bonifica. Oggi rientra tra i “Borghi Più Belli d’Italia”, e questo viaggio è l’occasione per scoprire perché.

Cosa vedere a Gualtieri

Gualtieri, Piazza Bentivoglio, cuore della città rinascimentale.

Il punto di partenza è Piazza Bentivoglio, il cuore del paese. Ha una forma quadrata, con lati di circa 94 metri, ed è circondata per tre lati da portici e arcate. Vi si affacciano Palazzo Bentivoglio, la Torre Civica e la collegiata di Santa Maria della Neve. La piazza fu concepita come uno spazio monumentale, a metà tra luogo pubblico e cortile d’onore del palazzo. Elegantissima.

Palazzo Bentivoglio merita una visita anche all’interno. Nato dalla trasformazione di un antico castello, fu progettato per volontà di Ippolito Bentivoglio con il contributo dell’architetto Giovan Battista Aleotti. Gli ambienti conservano sale affrescate, tra cui il Salone dei Giganti, decorato con episodi della Gerusalemme liberata di Torquato Tasso. Oggi il palazzo ospita anche il Museo Antonio Ligabue e una collezione dedicata al costumista e sarto Umberto Tirelli.

Il legame con il pittore è una delle ragioni per cui Gualtieri è conosciuto anche fuori dall’Emilia. Antonio Ligabue visse qui per molti anni, trovando nel paesaggio della pianura e negli animali alcuni dei soggetti più ricorrenti della propria arte. Il museo permette di ammirare diverse sue opere, mentre per entrare nei luoghi dove ha vissuto, si può visitare la Casa Museo in via Giardino 27.

Per cambiare prospettiva, basta raggiungere la golena del Po, la fascia di territorio compresa tra gli argini e il fiume. Qui si alternano boschi, lanche, cave dismesse e zone agricole: un ambiente legato alla vita dei pescatori, dei contadini e delle persone che per generazioni hanno lavorato lungo il corso d’acqua.

Perché arrivare in moto a Gualtieri

Per una volta, lasciamo stare i passi montani o i tornanti spettacolari: il fascino di Gualtieri è nella pianura, nella piazza scenografica degna di una capitale, e nella possibilità di alternare la guida a una visita culturale. È una tappa da inserire in un giro nella bassa reggiana, magari collegandola ad altri centri lungo il Po. E senza dubbio i luoghi di Don Camillo, a pochi minuti di distanza, sono un’altra attrazione interessante da vedere!

Piazza Bentivoglio, il fulcro di Gualtieri, in una originale vista notturna e dall’alto

Paolo Albera
Paolo Albera

Scrivo di viaggi e musica - che a volte sono la stessa cosa.

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