
Oggi il nostro viaggio ci porta alla scoperta di un luogo nel cuore dell’appennino piacentino, nella regione dell’Emilia-Romagna. Noi amanti dei luoghi nascosti, piccoli borghi che traboccano di storia e natura non possiamo di certo scegliere un luogo che è sulla bocca di tutti. Anche questa volta andremo a scoprire una piccola realtà, un piccolo borgo tra i più suggestivi d’Italia. Il paese si trova sul corso del fiume Trebbia, nell’incantevole Val Trebbia, che è famosa per i suoi paesaggi naturali e per i piccoli centri che incarnano storia e cultura. Siamo a Bobbio, un borgo affacciato sul fiume e circondato da colline e montagne, negli anni ha accolto diversi visitatori grazie alla sua posizione tra Piacenza, Genova e Milano. Oggi gli viene riconosciuto il ruolo di centro culturale della valle ed è uno dei luoghi simbolo del territorio. Andiamo a scoprirlo!
Questa volta proponiamo un itinerario che parte da Piacenza e qui ritorna. Un percorso che tocca alcuni comuni e la prima tappa è proprio Bobbio, dove potersi fermare, ricaricare le batterie e godersi questo luogo. Partendo da Piacenza si prende via Sant’Antonino e Via Scalabrini in direzione di SS 10 Padana Inferiore/SS 9 Via Emilia per circa 2km. Da qui si prende SS45 in direzione di piazza S. Francesco a Bobbio e la si segue per 44,2km fino ad arrivare alla destinazione. Ecco Bobbio, il borgo che saprà incantare soprattutto per via del Ponte Gobbo (ma di questo parleremo più avanti). Una volta tornati in sella si prende via G. Mazzini/SS461 per 11km. Da qui si svolta a destra e si prende SS412 della Val Tidone per quasi 20km. Ecco la seconda delle nostre tappe, siamo a Casa del Marchese. Il viaggio poi prosegue alla volta di Pianello Val Tidone seguendo SS412 della Val Tidone, SP11 e str. Gragnana in direzione di corso Vittorio Emanuele II a Piacenza per circa 30km. Eccoci tornati al punto di partenza. Con un viaggio di appena 2 ore e 31 minuti per 125km avremo fatto una piccola ma gustosa scoperta nel cuore della Val Trebbia.
Questo territorio era abitato, fin dall’antichità, dai popoli Celti e poi finì sotto il controllo dell’Impero Romano, diventando di fatto un punto di passaggio importante lungo le vie che attraversavano l’appennino. Punto strategico per il commercio e le attività dell’impero. La vera svolta, però, arrivo nel 614 d.C., quando un monaco irlandese decise di fondare qui la celebre Abbazia di San Colombano. Proprio attorno a questo monastero nacque un centro religioso e culturale di una certa importanza, tanto da renderlo famoso in tutta l’Europa del medioevo. Qui, infatti, si producevano e conservavano i più importanti manoscritti di tutto il continente. E questo lo rese uno dei punti di riferimento per studiosi e religiosi tra il VII e il IX secolo. L’abbazia sorge nel cuore del borgo, per l’esattezza nella parte più antica del paese. È da qui che si sviluppò il centro abitato. Oggi è uno dei più importanti monasteri benedettini ed è possibile accedervi gratuitamente per visitare e conoscere uno dei pezzi di storia di Bobbio.

Il passato così importante e virtuoso di questo borgo lo si può respirare anche lungo le vie, nelle strade acciottolate del centro, nelle chiese d’epoca romana e nei palazzi medievali. A Bobbio cultura, storia e natura si fondono per dar vita ad un qualcosa di diverso, quasi unico. Non a caso viene considerata la perla della Val Trebbia ed è stato classificato come uno dei Borghi più Belli d’Italia.

Ciò che ha reso questo borgo celebre e famoso in tutto il mondo è sicuramente Ponte Gobbo. Spesso conosciuto come Ponte Vecchio o Ponte del Diavolo, è l’immagine che più rappresenta Bobbio a livello internazionale. Questo ponte attraversa il fiume Trebbia con un profilo unico e che salta subito all’occhio. Una serie di 11 archi irregolari che creano una linea ondulata e, appunto, “gobba” che ne certifica il nome. È lungo 270 metri ed è composto da queste 11 arcate tutte diverse fra loro. Le sue fondamenta risalgono all’epoca romana, nonostante nel corso dei secoli abbiano subito alcuni restauri e modifiche per via delle piene del fiume.
Come anticipato questo ponte è conosciuto anche con il nome di Ponte del Diavolo, questo lo si deve ad un’antica leggenda. Si racconta che venne costruito dal diavolo in persona proprio per spaventare i monaci dell’abbazia di San Colombano, così da impedirgli di attraversare il fiume. La sua forma così irregolare sicuramente aiuta a “credere” a questa leggenda. Un consiglio che ci sentiamo di dare è quello di attraversarlo al tramonto, non solo per puro romanticismo ma anche perché in quel momento il ponte regala uno splendido scorcio su Bobbio illuminato dai raggi del sole.

Giornalista pubblicista con la passione per la politica, lo sport ed i viaggi. Mi occupo di raccontare luoghi, territori e storie attraverso l’osservazione diretta e la curiosità per ciò che spesso resta fuori dai percorsi più battuti. Scrivo di borghi nascosti, città da scoprire e destinazioni che meritano di essere vissute e raccontate, con l’obiettivo di offrire uno sguardo autentico e attento sui luoghi che visito.
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