Il presepe vivente della Sicilia e la bontà delle cassatelle: vicino Enna c’è uno dei borghi più belli d’Italia

Il presepe vivente della Sicilia e la bontà delle cassatelle: vicino Enna c’è uno dei borghi più belli d’Italia

Questo piccolo borgo dalle origini millenarie colpisce per la sua posizione panoramica e per i reperti archeologici. Tra leggende, meraviglie naturalistiche, castelli e prelibatezze culinarie, ecco un tour indimenticabile.
Antonia Festa  | 06 Mag 2026  | Tempo di lettura: 4 minuti

La Sicilia ha borghi antichissimi, i cui primi insediamenti risalgono a decine di migliaia di anni fa, quando l’isola era ancora collegata alla penisola italiana. Uno di questi è Agira, in provincia di Enna, che sorge sul sito della greca Agyrion. Il suo centro storico, arroccato sul monte Teja, è da sempre considerato uno dei più belli dell’isola, ed è stato anche annoverato tra i Borghi Più Belli d’Italia. È una località che merita di essere visitata, non solo per il suo fascino antico ma anche per diverse attrazioni che la rendono particolarmente amata. Due su tutte: il famoso presepe vivente che ha luogo la notte di Natale e il goloso dolce tipico a base di cacao e farina di ceci, ovvero le cassatelle. Partiamo per una nuova avventura?

Agira in moto. L’itinerario

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Percorso

La strada più sicura per raggiungere Agira da Enna è la Statale SS121, ricca di curve e saliscendi, che attraversa una buona parte dei borghi ennesi, tra cui Villarmosa, Leonforte, Contrada Perciata, Nissoria. Da Agira, per tornare al capoluogo, si può seguire un percorso ad anello prendendo la Provinciale SP21 verso Scardilli e Carrubba e, poi, entrando nell’autostrada A19.

Tutte le attrazioni da non perdere ad Agira

Il castello medievale

Agira si trova a 650 metri s.l.m. e conta poco più di 7 mila abitanti. Deve il nome, probabilmente, a uno dei capi sicani (Agiride) che la fondò oppure alla presenza nei paraggi di una miniera d’argento (dal greco argyros). I visitatori devono assolutamente ammirare il panorama dai ruderi del castello medievale, di cui, però, non è rimasto molto, nonostante in passato fosse ben sviluppato e presentasse ben tre cerchi di fortificazioni. L’ingresso è libero per chi vuole vedere i resti di alcune torri sopravvissute ai terremoti (in particolare a quello del 1693 che compromise definitivamente la struttura). È proprio in questo scenario che, ogni anno, nella notte del 24 dicembre, ha luogo il Presepe Vivente, l’unico in Italia a svolgersi in tale data.

Il cimitero militare canadese

L’Agira Canadian War Cemetery è il luogo dove sono sepolti i soldati canadesi morti durante la Seconda Guerra Mondiale. È un po’ il corrispettivo di quello americano di Firenze Impruneta, dove sono custodite le spoglie di oltre quattromila caduti statunitensi.

Il Museo Naturalistico-Ambientale

In Via Diodorea 31, nell’edificio nobiliare Palazzo Giunta, si trova il Museo naturalistico-ambientale “Diodoro Siculo. È dedicato ai fossili dei Monti Erei e alla fauna siciliana e dispone di sale tematiche e di una sezione antropica. È aperto dal lunedì al venerdì, dalle ore 9:00 alle 13:00, ma nei weekend è necessaria la prenotazione.

Il Quartiere Arabo

La passeggiata nella cittadina di Agira prosegue nel Quartiere Arabo, ovvero quello delle Rocche di San Pietro. Si tratta di uno degli ultimi luoghi in Sicilia riconducibili all’arte e architettura araba. Il quartiere si dipana attraverso le Shari, le grandi ed eleganti strade principali, poi le Durub, le strade secondarie, e, infine, le Azikka, vicoli ciechi nei quali si accede alle abitazioni. Al centro del borgo spicca la Chiesa di San Pietro, una delle più importanti della zona.

Le cassatelle di Agira, impossibile resistere alla loro bontà!

Le cassatelle sono dolci tipici a forma di mezzaluna e vengono normalmente cucinate durante le festività natalizie. Sono formate da un impasto di pasta frolle sottile e friabile, preparato con farina, zucchero, strutto e uova. Ma la peculiarità di questa pietanza è il ripieno morbido a base di mandorle tostate e macinate, cacao, zucchero, scorza di limone, cannella e farina di ceci. Il mix di ingredienti conferisce alle cassatelle un profumo intenso e un gusto molto speziato ma delicato e irresistibile. La ricetta originaria è quella tramandata dai contadini, anche se negli anni sono state apportate una serie di variazioni.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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