In Toscana c’è un piccolo borgo ai piedi di una grande roccia: un curioso effetto ottico che ti lascerà davvero senza parole

In Toscana c’è un piccolo borgo ai piedi di una grande roccia: un curioso effetto ottico che ti lascerà davvero senza parole

Tra strade acciottolate, edifici storici, chiese e musei, questo incantevole borgo della Maremma sospeso tra due enormi rocce è pronto ad accogliere i bikers amanti dell’avventura.
Antonia Festa  | 10 Apr 2026  | Tempo di lettura: 4 minuti

In Italia ci sono luoghi a cui piace sfidare un po’ la logica, dove natura e ingegno dell’uomo si uniscono per regalare scenari quasi surreali. Il protagonista dell’itinerario odierno è un borgo incastonato ai piedi di una roccia monumentale, o meglio due rocce, e l’effetto ottico lascia a bocca aperta i turisti. Oggi facciamo un viaggetto in una delle zone della Toscana che fa sempre piacere visitare, nei pressi del Parco faunistico del Monte Amiata. Il tour ci porterà a Roccalbegna, fuori dai sentieri più battuti. Andiamo, TrueRider?

Roccalbegna in moto. L’itinerario

Mappa

Itinerario

Il percorso comincia da Arcidosso, un borghetto molto suggestivo del Monte Amiata, e conta circa 76 chilometri, percorribili in poco più di un’ora e mezza (soste escluse). Da Arcidosso scendete verso est per imboccare Via Roma, poi entrate su Viale Davide Lazzaretti seguendo la SP160. Per un po’ costeggiate i paesaggi tipici del Monte Amiata, fino al borgo di Roccalbegna, ai piedi della roccia.

Dopo una visita, rimettetevi sulla SP160 verso sud-ovest. All’altezza della rotonda, tirate dritto sulla SP163 e da lì a pochissimo prendete la SP159. Arrivate a Scansano, famosa per il vino Morellino. Da Scansano riprendete la SP159 e guidate fino a Grosseto, dove termina il tour. Per visitare la città, ci sono alcuni parcheggi gratuiti vicino Piazza Fratelli Rosselli, Viale Giacomo Matteotti e al Parco Piero Fanti.

Le strade principali di riferimento lungo il percorso sono la SP160, la SP163 e la SP159. Per l’itinerario diretto (e dinamico) su Maps tocca qui.

Roccalbegna: cosa vedere nel caratteristico borgo

Roccalbegna sorge nell’alta valle del fiume Albegna, a 522 metri s.l.m., ed è un posto davvero scenografico. Ci sono meno di 1000 roccalbegnini che vivono ai piedi di due formazioni rocciose imponenti: il Sasso e la Rocca, entrambe sormontate da antichi forti. L’effetto ottico è sorprendente: il centro storico è sospeso fra le pietre, con edifici davvero pittoreschi.

Il centro storico è assolutamente da visitare. A due passi, appena fuori dalla cinta muraria vicino alla Porta di Maremma, c’è la Chiesa della Madonna del Soccorso, risalente al XV secolo, semplice e con una facciata a capanna. In passato, custodiva affreschi del Quattrocento che raffiguravano Sant’Antonio Abate e San Giobbe, che poi sono stati trasferiti nella Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (non troppo distante). Quest’ultima è l’edificio religioso più conosciuto, costruita tra XII e XIV secolo, e caratterizzata da portale gotico e rosone. All’interno ospita un polittico di Ambrogio Lorenzetti.

Vicino al Cassero Senese di Roccalbegna, poi, c’è l’Oratorio del Santissimo Crocifisso del XIV secolo, costruito sui resti dell’antica pieve di San Giovanni (c’è un’epigrafe dentro del 1388). Piccola, raccolta e con un piccolo campanile, ospita una croce dipinta del 1360 di Luca di Tommè. In passato c’erano pure dei dipinti di Sebastiano Folli che mostravano la Pietà e la Madonna della Misericordia, ma purtroppo negli anni ’80 sono stati trafugati. Oggi, però, sono ancora visibili tre dipinti di Francesco Nasini, arredi sacri e manufatti.


[foto @Steve Barze/ Shutterstock.com, solo per uso editoriale]

Salendo al Sasso (Ruderi della Rocca Aldobrandesca), la vista è mozzafiato perché abbraccia tutta la valle e dà una prospettiva unica su quest’angolo della Toscana. Gli Aldobrandeschi la usarono come forte principale, inespugnabile, e pure come eventuale rifugio per la popolazione. L’altra fortificazione minore, invece, si chiama Cassero Senese e costituiva un punto di vedetta; nel 1446 divenne un’abitazione. Per gli amanti della natura, si organizzano escursioni alla Riserva naturale Bosco dei Rocconi, oasi WWF si può fare trekking e birdwatching.

A Roccalbegna, ogni anno, il 24 novembre, in onore di Santa Caterina si tiene la Focarazza. È una festa durante la quale viene acceso un grande falò al centro del borgo dopo essere stato benedetto; le fiamme illuminano una campagna e, di sera, regala uno spettacolo davvero suggestivo. Quando il fuoco comincia ad abbassarsi, arrivano gruppi di uomini da contrade diverse per sfidare le fiamme e conquistare lo stollo, un lungo palo di cerro bruciato assieme alla legna. C’è un museo dedicato, il Museo della Focarazza di Santa Caterina, con l’esposizione dentro l’ex-fucina di un fabbro ferraio.

Cosa mangiare in questo angolo di Toscana

Tra le prelibatezze da assaggiare durante la sosta, ci sono sicuramente i formaggi locali (in particolare, il pecorino toscano del Caseificio Il Fiorino). Roccalbegna, poi, è famosa per due tipologie di biscotti. Il primo da provare è il Biscotto Salato di Roccalbegna, dalla forma intrecciata a fiocco, friabile, con sale e semi di anici, Presidio Slow Food e inserito nei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT). L’altro è il Brecciotto di Roccalbegna, dalla forma irregolare, anch’esso con anice, ma profuma di vino e si mangia con i vini passiti.

[foto copertina @Steve Barze/ Shutterstock.com, solo per uso editoriale]

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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