
Nel Lazio non esiste solo Roma come città da visitare e se ci seguite dovreste averlo già imparato. Andiamo sempre alla ricerca di piccoli borghi, luoghi nascosti e chicche davvero uniche. Ed è proprio nel Lazio che ne abbiamo scovata un’altra. Per l’esattezza nel Basso Lazio, a poco più di 600 metri d’altitudine rispetto il livello del mare ed immerso tra le vette dei Monti Ernici, sorge un borgo dove l’aria è pulita. Dove il verde dei boschi domina il paesaggio ed il profumo di un tipico dolce accompagna chi viene in visita. Si tratta del borgo di Guarcino, non molto distante da Roma ed ancora più vicino a Frosinone. Un luogo capace di offrire natura incontaminata, storia ed una tradizione gastronomica unica. Come i suoi incredibili amaretti.

L’ideale per fare tappa a Guarcino è seguire questo itinerario fatto ad anello. Partendo dalla città di Frosinone, la prima sosta è proprio il borgo di Guarcino. Basterà prendere la SR411 in direzione via Alfonso Milani/SR411 a Guarcino e seguirla per circa 23km. Dopo non appena 30 minuti di viaggio ecco il borgo di Guarcino, raggiunto con un percorso interessante fatto di curve, boschi e passando attraverso altri piccoli borghi laziali. Una volta lasciata Guarcino, il viaggio continua seguendo l’anello proposto. Andando a toccare altri piccoli borghi interessanti. Si scende verso Fiuggi, celebre per le sue terme, a circa 15km da Guarcino. Basterà prendere la SR155 in direzione di viale Michelangelo Buonarroti/SP147 a Fiuggi e proseguire per circa 20 minuti e 15km. Da Fiuggi il percorso prosegue verso Anagni, nota come la “Città dei Papi”, che dista appena 21,7km dalla tappa precedente. In ultimo si prosegue verso Ferentino, l’ultima tappa prima di ritornare al punto di partenza. Con circa 12km e 17 minuti di strada ecco arrivare a Ferentino. Da qui sarà possibile chiudere l’anello per tornare a Frosinone, quando mancano all’arrivo 11,6km e circa un quarto d’ora di viaggio. Un percorso tra curve, colline e paesaggi incredibili fatti di panorami naturali. Un percorso ad anello che per completarlo ci vorrà 1 ora e 56 minuti di viaggio per 84,5km.
La storia di questo borgo ha origini antichissime che risalgono addirittura al VIII secolo a.C., ed era conosciuto con il nome di Varcenum, cuore degli antichi popoli degli Ernici. Tra suoi punti a favore si ritrova sicuramente la posizione strategica tra la Valle dell’Aniene e la Valle del Cosa/Sacco, tanto da farne un punto di passaggio e controllo molto importante soprattutto in epoca romana e medievale. Per questo è sempre stata riconosciuta come una città ricca di acque. È poi con la caduta dell’Impero romano d’Occidente che, per evitare le incursioni e invasioni dei Longobardi e dei Saraceni, Guarcino si fortificò costruendo intorno al centro abitato numerose torri d’avvistamento che tutt’oggi è possibile ritrovare.
Nei secoli questo borgo ha mantenuto intatti alcuni tratti del periodo medievale, rinvenibili principalmente nel centro storico. In particolare grazie alle stradine in pietra, le mura antiche ed alcuni palazzi storici. Ed è proprio in età medievale che Guarcino finì sotto lo Stato Pontificio da comune libero. La sua importanza storica crebbe durante il pontificato dei Pontefici di Anagni: Gregorio IX e Bonifacio VIII. Proprio di quest’ultimo nel borgo di Guarcino ebbe i natali la madre: la nobildonna Emilia Conti. Nata in uno dei palazzi più antichi ed imponenti del paese che venne poi impiegato come residenza della famiglia.
Dal 2025 Guarcino ha raggiunto un importante riconoscimento, quello di Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. Un riconoscimento prestigioso che premia i luoghi che rispettano un’elevata qualità turistica, ambientale e culturale.

Oltre la storia ed i bei paesaggi, il borgo di Guarcino merita di essere visitato anche per un altro motivo. Si tratta degli storici amaretti, un prelibato dolce locale che è conosciuto non solo in tutto il Lazio ma anche in tutta Italia. Prodotti da oltre un secolo sono considerati un vero e proprio simbolo gastronomico della zona. Gli amaretti di Guarcino si distinguono dalle altre imitazioni italiane per via della loro morbidezza, la forma ovale un po’ ellittica ed il sapore equilibrato. Quest’ultimo dato dall’utilizzo di mandorle dolci e amare, zucchero, albumi freschi ed ostie.
La leggenda narra che la ricetta fu donata ad una famiglia locale da un vecchio frate che era di passaggio per Guarcino. Vista l’accoglienza ricevuta da parte di questa famiglia, il frate volle ringraziarli donando questa antica ricetta. Da allora, ogni anno alla fine del mese di luglio si celebra questo dolce con una sagra interamente dedicata.
Per gli amanti della cucina e per chi volesse sperimentare ecco la ricetta:
Ingredienti (per 4 persone):
200 g di mandorle dolci
20 g di mandorle amare
300 g di zucchero a velo
4 uova fresche (albumi)
1 pizzico di sale
ostie piccole
Procedimento:
Ammollare le mandorle in acqua bollente, spellarle, passare al forno, pestarle in un mortaio e mescolarle con lo zucchero in una terrina. Sbattere a neve i bianchi d’uovo e unirli poco alla volta alle mandorle, mescolando delicatamente. Sistemare i dischetti di ostia su una placca spolverizzata di farina e disporvi l’impasto in mucchietti di forma ovale. Infornare a 180° per 30 minuti.

Ecco che tra una passeggiata nei vicoli di Guarcino, un’escursione sui Monti Ernici ed un amaretto dopo l’altro avrai scoperto una gemma nascosta nella Regione Lazio. Per questo e molto altro rimani qui su TrueRiders!
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