
Ci troviamo in Friuli-Venezia Giulia. Qui ai piedi della Prealpi Carniche e tra le valli della Valcellina e della Val Colvera sorge un piccolissimo borgo di appena 10.000 abitanti che porta con sé una tradizione millenaria, unica in tutta la penisola. Si tratta di Maniago, una realtà a nord di Pordenone conosciuta per essere “la città dei coltelli”. Una definizione che le si addice per il risultato di secoli di storia, lavoro ed innovazione artigianale. Andiamo a scoprirla!
Il nostro itinerario parte da Treviso e si dirige verso nord tramite l’A27 fino a raggiungere Maniago, attraversando piccoli comuni e oltrepassando il confine tra Veneto e Friuli. Una volta partiti si prende l’A27 a Villorba da viale Luigi Luzzatti, viale della Repubblica e SP92. Si segue questa strada per 9,5km, e per altri 19km si resta su A27 in direzione via Liberazione a San Vendemiano. Da qui prendiamo l’uscita Conegliano da A27 e dopo 3,5km eccoci a Conegliano, prima tappa del nostro viaggio. Una volta ripartiti si prende via Longhena e SS13 in direzione di via Cordignano a Godega di Sant’Urbano per 10km. Da qui si continua fino a Cordignano per altri 2km ed eccoci alla seconda tappa.
Da questa seconda sosta il viaggio arriva quasi alla fine. Seguendo via San Pietro /SP29 con circa 25 minuti di viaggio eccoci alla penultima sosta: Aviano. Una volta qui, mancano solo 17km circa per raggiungere la destinazione. Seguendo SP7 si prende via S.Martino e via del Sandol in direzione SP19 e si continua per poco più di 10km. Così dopo 1 ora e 34 minuti di viaggio per 85km eccoci arrivati a Maniago.

La storia di questo paese è direttamente connessa al ferro ed all’acqua. Nei primi anni del Medioevo, per l’esattezza intorno al 1453, lo sfruttamento delle acque del torrente Còlvera consentì la nascita dei primi battiferri. Queste erano delle piccole officine in cui i fabbri potevano lavorare il metallo, sfruttando la forza idraulica. Così dal XV secolo la produzione di lame e coltelli iniziò a svilupparsi e crescere in modo repentino.
Proprio in quel periodo si iniziarono a produrre spade ed armi per la Repubblica di Venezia. Da quel momento questo luogo ha dato i natali a centinaia di fabbri e coltellinai che iniziarono, dal 1960, a riunirsi nel Consorzio Coltellinai Maniago. Sono stati proprio i coltelli a rendere Maniago famosa in tutto il mondo, tanto da renderla un vero e proprio distretto industriale. Questa tradizione ha, ormai, radici antichissime che affondano nel passato. Oggi si parla, infatti, di oltre 600 anni di esperienza nella lavorazione dell’acciaio. Proprio per questo qui è possibile trovare decine di aziende ed artigiani, simbolo di una conoscenza che viene tramandata.

Come abbiamo visto a Maniago la coltelleria non è semplice industria, ma una vera e propria arte. Ogni lama è il frutto di un equilibrio perfetto tra tradizione ed innovazione, tra gesti antichi e tecnologie moderne. Il risultato che ne viene fuori è uno strumento da taglio che viene apprezzato in ogni parte del mondo per qualità, precisione e resistenza. Ma ciò che ha reso Maniago famosa ed allo stesso tempi affascinante più delle semplici lame è il rapporto con il cinema internazionale. Perché molte spade o oggetti a lama sono state realizzate proprio qui.
È infatti possibile visitare il Museo dell’Arte Fabbrile e delle Coltellerie di Maniago, dove vengono conservate tracce di grande impatto. Qui infatti si potranno scovare le spade ed i coltelli usati da Sylvester Stallone nei panni di Rambo e di Mel Gibson in quelli di Breveheart.
Questo museo è nato nel 2009 ed è dotato di un allestimento moderno e coinvolgente. Si trova nella storica fabbrica Coricama che venne acquistata nel 1907 da Albert Marx. Il famoso industriale tedesco che trasformò la lavorazione in una vera e propria industria. Questa fabbrica offrì lavoro a centinaia di operai ed operaie fino alla sua chiusura nel 1972.

Giornalista pubblicista con la passione per la politica, lo sport ed i viaggi. Mi occupo di raccontare luoghi, territori e storie attraverso l’osservazione diretta e la curiosità per ciò che spesso resta fuori dai percorsi più battuti. Scrivo di borghi nascosti, città da scoprire e destinazioni che meritano di essere vissute e raccontate, con l’obiettivo di offrire uno sguardo autentico e attento sui luoghi che visito.
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