La Passione “chiama” le Marche per scoprire un antico borgo di epoca romana da visitare in occasione della Pasqua

Paolo Albera  | 19 Apr 2025  | Tempo di lettura: 3 minuti

Nel cuore delle Marche si trova uno dei “Borghi Più Belli d’Italia”, e ogni primavera, quando le colline diventano paesaggi verdi e dolci, si trasforma nel palcoscenico ideale per rivivere la storia più antica del mondo. Sassoferrato, in provincia di Ancona, è il luogo dove la Pasqua riscopre le sue radici romane e medievali: la Processione del Venerdì Santo è il tradizionale evento che qui si veste di particolarissimi simboli e riti. Andiamo anche noi a scoprire questo pezzo di Italia autentica, ovviamente in moto!

Itinerario in moto nelle Marche: alla scoperta di Sassoferrato

Mappa

Itinerario

L’itinerario per arrivare a Sassoferrato parte da Senigallia, affacciata sull’Adriatico. Uscito dall’autostrada A14, prendi la SP12 passando all’altezza di Corinaldo (un altro dei Borghi più belli d’Italia). Continua sempre sulla SP12 fino ad Arcevia, e prosegui per una decina di km arrivando a destinazione. Nei giorni di primavera, ogni chilometro è un’esplosione di colori. Tempo di percorrenza, circa un’ora e dieci minuti, per un totale di 57 km.

Sassoferrato, città romana dalle antiche tradizioni

 

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Sassoferrato si trova nelle Marche nell’estremità occidentale della provincia di Ancona, ai piedi dell’Appennino Umbro-Marchigiano. Conta circa seimila abitanti; il suo territorio va dai 300 m s.l.m. fino ai 1.276 del Monte Strega. Vanta antiche radici romane, e tradizioni fortemente radicate: in particolare qui la Pasqua non è solo un evento religioso, ma un evento che coinvolge l’intero paese. Tra celebrazioni, processioni, mercatini e iniziative culturali, è la località da scoprire in una bella due-giorni nelle vacanze pasquali.

L’antica Sentinum e le radici romane

Poco fuori dal centro moderno, Sassoferrato custodisce i resti dell’antica Sentinum, città romana celebre per la battaglia del 295 a.C., uno degli scontri più importanti della storia repubblicana. Ancora oggi puoi passeggiare nel Parco Archeologico, tra basolati, mosaici e ruderi che raccontano secoli di storia. Un luogo silenzioso, quasi mistico, eppure testimone di un intenso passato bellico: qui nel 295 a.C. si svolse la Battaglia delle Nazioni (o Battaglia del Sentino) in cui i Romani sconfissero un’alleanza composta da Etruschi, Sanniti, Galli Senoni ed Umbri.

 

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La Processione del Venerdì Santo

E veniamo all’evento che interessa questi giorni, quelli della Settimana Santa. La Pasqua è infatti un momento in cui Sassoferrato si riempie di vita. Il centro storico diventa teatro della Processione del Cristo Morto, una delle più partecipate delle Marche. Protagonista del Venerdì Santo è la Congregazione dei Sacconi con i suoi monaci incappucciati e vestiti col saio bianco. Con sé portano i simboli della Passione: la croce, il teschio, la veste, il martello, i chiodi, i flagelli, la corona di spine, il gallo, ovvero gli oggetti che raccontano la morte di Gesù Cristo. Il loro percorso, tra vie illuminate da torce e candele, parte dalla Chiesa di San Francesco e termina alla Chiesa di San Pietro Apostolo.

Cosa vedere a Sassoferrato

Oltre alla Sentinum romana, e alla Processione del Venerdì Santo, non perderti questi altri scorci e tesori di Sassoferrato:

  • Il Castello di Sassoferrato, situato nella parte alta della cittadina, con la sua vista panoramica sulla valle.

  • Il Museo Archeologico, che custodisce reperti dell’antica Sentinum, all’interno del Palazzo dei Priori (XIV Secolo)

  • La Chiesa di Santa Chiara e il Monastero di Santa Croce, scrigni di spiritualità e arte. In quest’ultimo e in molte altre chiese sono state ritrovate tracce del passaggio dei Cavalieri Templari.

Cosa mangiare? Le delizie della cucina marchigiana

Le Marche sono terra di sapori decisi e piatti semplici, che rappresentano perfettamente la genuina tradizione rurale. A Sassoferrato, dopo una giornata tra curve e borghi, fai una sosta in un agriturismo per mangiare un piatto di vincisgrassi, l’antenato marchigiano delle lasagne. Oppure il ciauscolo, salame morbido da spalmare sul pane. Non possono mancare formaggi locali e olive ascolane, magari accompagnati da un bicchiere di Verdicchio dei Castelli di Jesi. Inoltre, a pochi minuti di moto trovi uno dei luoghi più famosi delle Marche: che ne dici di allungare un po’ il viaggio?

 

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Paolo Albera
Paolo Albera

Scrivo di viaggi e musica - che a volte sono la stessa cosa.

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