
A qualche passo da Bergamo, si trova la “valle degli artisti“. Siamo tra le Alpi Orobie e l’itinerario odierno è la Val Seriana, un territorio dove arte, cultura e natura convivono in armonia. Ci sono molti paesini che meritano una visita e ne esploreremo qualcuno per esplorarne le tradizioni e, soprattutto, l’artigianalità. Le bellezze naturali non mancano, ma d’altronde, il sentiero proposto costeggia il Parco regionale delle Orobie bergamasche. E, allora, pronti a partire?
Parti da Vertova e imbocca la SS671, la strada principale che ti porterà dritto verso l’alta Val Seriana. Prosegui senza deviazioni fino a Clusone, dove la statale si trasforma in Viale Europa. Continua in direzione del centro storico, attraversando Piazza del Paradiso. Riparti da Clusone prendendo Via San Marco e poi Via Senda, puntando verso Villa d’Ogna. Da qua continua su Via Bartolomeo Colleoni e, successivamente, su Via Cunella, seguendo la direzione di Ardesio. Dopo poco c’è una svolta a destra che ti immette su Via Amedeo Duca d’Aosta, portandoti al centro storico di Ardesio.
Lasciandoti alle spalle quest’ultimo comune, devi risalire in sella per Via Santa Caterina e attraversare Piazza Bonvicino Moretto. Procedi su Via Guglielmo Marconi fino a una svolta a sinistra che ti mette su Via Leonardo da Vinci e, da qui, continua sulla Strada Provinciale 49 che fino a Gromo. Attraversato il borgo medievale di Gromo, resta sulla Strada Provinciale 49 e segui la direzione nord. Dopo un lungo tratto lineare, una svolta a sinistra ti mantiene sulla stessa strada, conducendoti verso Valbondione. Continua su Via Pianlivere e mantieni la direzione fino a raggiungere l’ultimo tratto del percorso; arrivato a Valbondione segui le indicazioni che ti portano per le Cascate Del Serio, la perla naturalistica più affascinante della zona.
Le strade principali di riferimento lungo il percorso sono la SS671 e la Strada Provinciale 49. Per l’itinerario diretto (e dinamico) su Maps tocca qui.
La Val Seriana è una delle valli più importanti delle Alpi Orobie, che si estende dalla zona di Bergamo fino ai confini con la Valtellina, seguendo il corso del fiume Serio, che nasce dal massiccio del Pizzo di Coca per poi scorrere fino all’Adda. Si tratta di un territorio ricco di contrasti che ha, però, mantenuto il fascino originario delle montagne, dei borghetti e della natura imponente.
In epoca romana, la Val Seriana era attraversata da una strada consolare che giungeva a Bergamo (o meglio, a Bergomum). Nel Medioevo, poi, esplose il fermento economico, grazie all’industria del ferro e all’abbondanza di materie prime e dei corsi d’acqua, che favorirono lo sviluppo di fucine e officine. In particolare, Gromo si distinse nella produzione di armi bianche, esportate in tutta Europa. Nello stesso periodo, monasteri e chiese cominciano a lasciare il segno nell’architettura romanica.
Nel XV secolo, con la Repubblica di Venezia la zona acquisì prestigio politico ed economico. Venezia, infatti, incentivò il lavoro di lana e seta e in Val Seriana si diffusero le manifatture tessili. Grazie alla costruzione della ferrovia, nell’Ottocento ci fu la vera urbanizzazione e l’incremento del settore metallurgico, mentre il Novecento fu il secolo d’oro dell’artigianato. Nella Valle degli Artisti, inoltre, ci sono molti itinerari tematici, primo fra tutti quello dedicato ai santuari mariani, amato da molti pellegrini.

L’itinerario parte nella media Val Seriana, da Vertova, un piccolo borgo famoso per la sua bellezza naturalistica. Il paese sorge nei pressi della confluenza tra il Vertova e il Serio e il panorama è caratterizzato da cascate, pozze d’acqua cristallina e le marmitte dei giganti, lungo il corso del torrente Vertova, percorribile solo a piedi e tramite mulattiere. A inizio valle, il Parco Roset mette a disposizione un’area attrezzata con barbecue, zone relax e ristoro.
Tra le attrazioni, poi, spicca il Museo Parrocchiale Santa Maria Assunta di Vertova, che conserva lavori di Andrea Fantoni ed Enea Salmeggia e oggetti liturgici vari.

[foto @Pierluigi.Palazzi/Shutterstock.com, solo per uso editoriale]
Clusone è il posto più noto della Val Seriana, insignito della Bandiera Arancione del Touring Club e inserito tra i Borghi più Belli d’Italia. Il centro storico è davvero suggestivo, tra palazzi eleganti, chiese affrescate e scorci da fotografia. Clusone è famosa soprattutto per l’Orologio Planetario Fanzago, un capolavoro d’ingegneria del 1583. Si trova sulla facciata del Palazzo Comunale ed è un orologio astronomico ancora perfettamente funzionante, che indica orario, fasi lunari e segni zodiacali.
Davanti all’orologio, si trova l’Oratorio dei Disciplini di San Bernardino, la cui facciata è caratterizzata dall’affresco della Danza Macabra. Lavoro del XV secolo che raffigura una processione di scheletri che accompagnano persone di diverso ceto sociale, è simbolo di riflessione sulla caducità della vita. Imperdibile, poi, la Basilica di Santa Maria Assunta per i suoi affreschi, così come la Chiesa della Beata Vergine del Paradiso. A completare il tour culturale c’è il Museo Arte Tempo, con la collezione di orologi antichi.
Per chi apprezza vino e birre artigianali, segnaliamo una stupenda enoteca nel centro storico, chiamata Enoteca Bricconbacco, con ottimi prodotti di piccoli produttori locali e una bella selezione di rum (pure in edizioni rare), cesti regalo, prodotti specifici (riso Aquerello, acciughe del Cantabrico, tartufi).

Dominato da un anfiteatro naturale di montagne e circondato da boschi di abeti e pascoli, Ardesio è famoso come luogo di culto. Al centro, c’è il Santuario della Madonna delle Grazie, una meta di pellegrinaggi che richiama fedeli da tutta la regione. Di particolare rilievo è la Parrocchia di San Giorgio Martire, proprio nel centro storico, ma Ardesio è famosa per una tradizione specifica, ossia la Scasada del Zenerù. Si tiene ogni anno il 31 gennaio e anima le vie del paese, con un corteo di campanacci e strumenti rumorosi, che culmina con il rogo simbolico dell’inverno. Altra manifestazione degna di nota è la Fiera delle Capre che, invece, si celebra a febbraio, con esposizioni di animali, prodotti tipici e attività per tutti.
A quasi 1.000 metri d’altitudine, infine, c’è la frazione di Valcanale con tanti itinerari escursionistici, i cui sentieri portano al Rifugio Alpe Corte o ad alcune cime vicine, come il Pizzo Arera, la Cima di Corna Piana e il Monte Corte.

[foto @makalex69/Shutterstock.com, solo per uso editoriale]
Arroccato su un promontorio roccioso, sorge Gromo, uno dei borghi medievali meglio conservati della Val Seriana, inserito tra i Borghi più Belli d’Italia. Lo si conosce per l’antica tradizione nella lavorazione del ferro e per la produzione di armi bianche. La piccola Toledo, come è denominato il comune, vanta una secolare produzione di spade di qualità e armature che, nel Medioevo, si esportavano in tutta Europa.
Il centro storico è un gioiellino: vicoli acciottolati, botteghe artigiane e il Castello Ginami, imponente forte costruito prima del 1238, attorno al quale si estende il borgo. È stato edificato sopra un’altura di roccia, un grumo di roccia, che probabilmente dà il nome al borgo; destinato a un uso militare a protezione della miniera d’argento, è protetto da una parte dal fiume Serio e dall’altra da un ponte levatoio (ormai distrutto).
A Gromo c’è da visitare anche il Palazzo Comunale del XV secolo, con gli affreschi che raccontano la vita e il commercio delle armi, mentre la Chiesa di San Gregorio è nota per la pala d’altare del XVII secolo di Enea Salmeggia (il Talpino).
Se ami la storia e le armi, è immancabile un giro presso il Museo delle Armi Bianche e delle Pergamene, con spade, alabarde, strisce, pugnali e documenti storici. Per gli amanti della natura, infine, ci sono vari sentieri escursionistici che si snodano attorno a Gromo, con belle viste sulle Alpi Orobie e sulla Val Seriana.

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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