
Andiamo a scoprire un luogo affascinante, dove il viaggio comincia molto prima di raggiungere il punto panoramico. Parte tutto da quando le curve iniziano a seguire il profilo delle montagne ed il paesaggio cambia ad ogni chilometro. Siamo nel cuore della Regione Lazio, nascosti tra le montagne della provincia di Rieti. Qui troviamo un grande bacino artificiale che colpisce per la sua forma allungata e sinuosa, e per via delle sue pareti rocciose che, in alcuni punti, sembrano tuffarsi direttamente nell’acqua. Una conformazione che sembra quasi ricordare i celebri fiordi del nord Europa. Si tratta del Lago del Salto, vieni a scoprirlo.
Siamo nel Cicolano, l’area interna della provincia di Rieti ad un’altitudine di circa 535 metri sul livello del mare. Si tratta del più grande lago artificiale del Lazio ed occupa una parte della valle attraversata dall’omonimo fiume, che nasce nell’area della Marsica e confluisce nel Velino, vicino Rieti.
L’origine del Lago del Salto risale al 1940, quando venne ultimata la diga costruita per sbarrare il corso del fiume Salto. L’intervento ridisegnò il territorio. La valle venne sommersa ed alcuni centri abitati come Borgo San Pietro, Teglieto, Fiumata e Sant’Ippolito vennero ricostruiti in altre zone. Per questo dietro il paesaggio tranquillo del lago si nasconde una storia fatta di grandi opere, trasformazioni e comunità costrette a lasciare le proprie terre.
Ciò che rende il Lago del Salto così particolare è la sua morfologia. Il bacino si sviluppa per quasi dieci chilometri dentro una valle molto stretta, con una superficie articolata e diverse insenature. Le montagne attorno, ricoperte da boschi di querce e castagni, si lanciano verso l’acqua creando un continuo di promontori e rientranze. La diga che venne costruita è alta oltre 90 metri ed è uno degli elementi più importanti del paesaggio. Nelle vicinanze è presente una lapide a ricordo delle vittime dei lavori di costruzione.
Inoltre, il Salto, è collegato al vicino Lago del Turano grazie ad un prezioso sistema idraulico sotterraneo che si estende per nove chilometri. I due bacini contribuiscono ad alimentare la centrale idroelettrica di Cotilia, realizzata negli anni quaranta.
La diga è il punto migliore per comprendere la storia e la conformazione del bacino. Il grande sbarramento in calcestruzzo ha dato origine al lago sommergendo la valle sottostante. Come già anticipato, qui vicino si trova la lapide dedicata alle vittime dei lavori. È una tappa interessante non solo per chi sa apprezzare l’architettura di grandi opere, ma anche per chi vuole conoscere la storia passata di questo angolo di Lazio.
Dalla diga ci si inizia ad orientare lungo il perimetro del lago. Tra i luoghi più significativi abbiamo Borgo San Pietro, frazione di Petrella Salto. Il paese venne ricostruito a seguito della nascita del bacino e rappresenta una delle località più famose sulle sponde nord del Lago del Salto. Qui abbiamo il Santuario di Santa Filippa Mareri, legato alla figura della religiosa vissuta nel XIII secolo e considerata la fondatrice del primo monastero di Clarisse del territorio.
Fiumata, sempre frazione di Petrella Salto, è uno dei luoghi più conosciuti ed adatti per raggiungere le rive del bacino. La zona è apprezzata soprattutto durante la bella stagione, quando il lago diventa una meta per chi vuole un po’ di relax tra acqua e montagna. In questa zona si trovano punti di accesso alle sponde, spiagge attrezzate e strutture dedicate alle attività all’aperto.
Per chi invece vuole unire moto e trekking, una delle deviazioni più interessanti è quella verso la Grotta di Santa Filippa Mareri, nella frazione di Piagge. La tradizione racconta che Santa Filippa Mareri trascorse qui un periodo di preghiera e meditazione. Si può raggiungere la grotta tramite un percorso escursionistico noto come il Sentiero del Pellegrino.
Questa è una destinazione che sembra fatta apposta per essere scoperta sulle due ruote. Non tanto perché offra necessariamente le curve più impegnative dell’Appennino, ma perché permette di combinare guida panoramica, piccoli borghi e soste frequenti in un ambiente naturale incredibile.
Il vero piacere è proprio quello di seguire la strada e vedere il paesaggio cambiare progressivamente. Prima le montagne, poi le insenature, quindi l’acqua che si scorge dagli alberi, infine le rive del lago che si aprono davanti la moto.

Giornalista pubblicista con la passione per la politica, lo sport ed i viaggi. Mi occupo di raccontare luoghi, territori e storie attraverso l’osservazione diretta e la curiosità per ciò che spesso resta fuori dai percorsi più battuti. Scrivo di borghi nascosti, città da scoprire e destinazioni che meritano di essere vissute e raccontate, con l’obiettivo di offrire uno sguardo autentico e attento sui luoghi che visito.
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