Lago di Braies

Lago di Braies
Lago di Braies, il gioiello delle Dolomiti

Il Lago di Braies è, assieme alle Tre Cime di Lavaredo, una delle mete più ambite all’interno delle Dolomiti, con i suoi colori, le attrazioni che offre e la natura incontaminata.

Se la visita al lago risulta emozionante, l’itinerario in moto per arrivarci sarà altrettanto spettacolare grazie a un tragitto immerso nel verde, ampie strade e la compagnia di grandi flotte di motociclisti provenienti da tutta Europa.

Un viaggio alla scoperta della natura, di tipici sapori locali e con la possibilità di fare moltissime amicizie.

Il Lago di Braies, un gioiello incastonato nella natura

Il Lago di Braies è uno spettacolo a cielo aperto incastrato fra le Cime appartenenti alla Corda del Becco, protetto nel parco Naturale del Fanes Sennes e Braies, un breve viaggio tra le Dolomiti e di tutte le magie che vi appartengono.

La prima tappa dell’itinerario parte dalla Città di Affi, molto vicina al famosissimo Lago di Garda. In questa zona l’itinerario risulterà particolarmente umido dal momento in cui la propria dueruote dovrà viaggiare costeggiando per circa 90 km il fiume Adige.

Il primo tratto si presenta come un ottimo biglietto da visita per il resto del tragitto. Data la sua lunghezza il motociclista si imbatterà in un sacco di tipologie di paesaggi differenti, avendo sempre alla sua sinistra le sponde del fiume, a volte vicine mentre altre non sarà visibile. Tuttavia sui lati avrà la possibilità di ammirare vasti coltivazioni di frutteti e di vigneti.

Lago di Braies - Escursioni
Il Lago di Braies è la meta ideale per viaggi in moto o escursioni

È importante non lasciarsi rapire troppo dal paesaggio, per quanto allettante sia, ma concentrarsi qui come sul resto del tragitto sulle tante curve che lo caratterizzano. Strade larghe e poco trafficate che salgono alla conquista delle montagne man mano che si va avanti (con tanto di cartelli che indicheranno picchi di oltre 1700 metri).

Una volta superato il primo tratto, magari con una sosta in uno dei tanti bar pensati apposta per i motociclisti, la seconda tappa dell’itinerario prevede di passare per Val di Cembra. Sembra che in questa zona abbiano pensato proprio ai viaggiatore a due ruote, con percorsi piacevoli e dai paesaggi straordinari.

La carreggiata è molto ampia e spaziosa con l’asfalto tenuto in buone condizioni e segnaletica ben visibile. A fronte di strade così larghe è anche da considerare l’aspetto fondamentale delle curve. Più che negli altri tratti degli itinerari infatti la presenza delle curve è molto forte, quindi bisogna fare attenzione a non eccedere nel divertimento curvando in uno dei molti tornanti che si avranno di fronte.

Lungo la carreggiata della Val di Cembra è molto facile trovare altri colleghi viaggiatori, tant’è vero che è consigliata una sosta in più nei bar in cui all’esterno sono parcheggiate più moto, molte delle quali indubbiamente avranno su di sé gli adesivi di altri itinerari già percorsi nel resto dell’Europa data la vicinanza.

Le strade dei passi dolomitici

Il prossimo tratto invece risulta più impegnativo dal punto di vista della fatica dal momento che si possono trovare più facilmente delle zone in cui l’asfalto è più malmesso e curve con la carreggiata stretta. Si passerà dapprima per la Val di Fiemme, poi sul Passo Pordoi e infine il Passo Falzarego in direzione del Passo di Valparola.

Passo Pordoi
Lungo il percorso verso Braies incontriamo lo stupefacente Passo Pordoi

Questa zona delle vallate è di particolare interesse per i motociclisti amanti dei paesaggi e della natura. Le strade e le campagne saranno infatti quasi completamente disabitate, eccezion fatta per poche case (villette perlopiù) sparse lungo tutto il territorio. Su qualsiasi lato della strada si girerà la testa, si noteranno ampie e verdi vallate che sembrano uscite da un libro fantasy, alle quali fanno da sfondo le alte cime delle montagne sparse. In questa zona, nelle giornate nuvolose, è bene fare particolarmente attenzione alle raffiche di vento laterale.

Una volta superato questo tratto più impegnativo si arriverà finalmente al Passo della Valparola. Qui è affascinante ma anche di un certo impatto vedere come delle bellezze degne di un quadro possano aver fatto da cornice agli orrori della Prima Guerra Mondiale.

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Passo Valparola in moto: le emozioni dei luoghi della Grande Guerra

Come sul resto delle Dolomiti, infatti, questa è una zona di passaggio per le truppe dirette alla vicina linea di frontiera che vide i partigiani in lotta per la difesa dell’Italia contro gli invasori provenienti dall’Europa. I ricordi dei combattimenti e degli atti eroici sono ancora vivi, in particolar modo grazie al Museo dedicato esclusivamente alla Prima Guerra Mondiale, dove in una sosta di qualche ora sarà possibile rivivere sulla propria pelle gli eventi che hanno cambiato in modo irreversibile il mondo odierno.

Da questo tratto si può decidere di deviare qualche chilometro per visitare la città di Cortina d’Ampezzo, situata nel Parco delle Tre Cime di Lavaredo (vista la vicinanza non è male valutare una visita a quei tre denti di montagna immortalati in migliaia di cartoline) oppure proseguire per la destinazione vera e propria dell’itinerario: il Lago di Braies.

Lago di Braies

Una volta arrivati al lago il viaggiatore dovrà potrà fermare la propria dueruote nel grande parcheggio presente lì vicino. La sosta è gratuita per il primo quarto d’ora, dopodiché seguirà una tariffa oraria che, nonostante il prezzo non proprio contenuto, vale assolutamente la pena spendere.

Una volta lasciata la propria moto a fianco delle decine di altre presenti, il viaggiatore si troverà di fronte a uno spettacolo di natura indescrivibile. Il Lago di Braies è infatti uno dei laghi più fotografati al mondo grazie alle sue acque che, a seconda del momento della giornata, assumono colori differenti.

Inoltre nei vari periodi dell’anno la profondità del lago varia dai 6 ai 17 metri nei punti più profondi. Le acque del Lago per la maggior parte della durata del giorno sono quasi sempre azzurre e danno luogo a degli spettacolari riflessi delle montagne che li circondano al loro interno, quasi come fosse uno specchio magico.

Lago di Braies - Panorama
Uno scorcio idilliaco del Lago di Braies tra panorami e bellezze d’autore

La leggenda del Regno dei Fanes

A proposito di magia, sul lago si narra della leggenda del Regno dei Fanes, una popolazione di selvaggi custodi del lago. Quando furono visitati da altre popolazioni di viaggiatori i Fanes, noti produttori di oro, regalarono loro alcuni oggetti ma gli erranti, prede dell’avidità, desideravano tutto quell’oro per sé.

Pertanto i Fanes gettarono al centro del lago tutto il loro oro e tutt’oggi, si dice, nelle notti di luna piena i superstiti del popolo escono con la loro regina a percorrere le sponde del lago di Braies, proteggendo il loro reame.

Ovviamente non si può dire che la leggenda sia vera, ma è sicuro che si può percorrere il periplo del lago attraverso un sentiero che percorre completamente tutte le sue sponde, attraverso un giro che dura a piedi circa un’ora o due, considerando delle soste per riposarsi presso un chiosco oppure scattare delle foto memorabili. Non solo, una buona idea sarebbe quella di percorrere il lago con il servizio di barche a noleggio.

Il ritorno dal Lago potrà poi essere effettuato attraverso la strada inversa, arrivando ad Affi oppure passando per Passo Furcia, Passo Gardena e la Valfloriana con destinazione Trento.

L’ideale sarebbe tuttavia di soggiornare una notte nei pressi del lago ed intraprendere il giorno dopo quest’ultimo tratto, lungo quanto il primo, per godere appieno delle attrazioni del lago, gustare piatti tipici e visitare tutte le attrazioni presenti sulla strada del ritorno, fra cui le Piramidi Naturali di Segonzano.

Indicazioni utili per il motociclista

Data la grande affluenza di viaggiatori ogni anno non sarà un problema imbattersi in trattorie, ristoranti e strutture di pernottamento di vario genere. Per lo stesso motivo l’asfalto è molto ben tenuto e va bene per qualsiasi tipologia di moto, sportiva o maxienduro che sia.

Ci sono centinaia di curve quindi è un itinerario nel quale prestare particolare attenzione ai pericoli provenienti dall’altro lato della carreggiata.

L’itinerario inoltre si svolge quasi interamente in montagna, con picchi oltre i 1700 metri e ampie vallate in cui sono presenti forti raffiche di vento.

Le temperature sono molto rigide in inverno e nei periodi freddi le strade a sera o al mattino possono ghiacciare, quindi il momento migliore per percorrere il viaggio è nei mesi caldi dell’anno, a partire da fine aprile – maggio fino ad agosto o settembre.

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