Lago Santo parmense, il gioiello dell’Appennino

lago santo parmense

Appena otto ettari a quota 1500 metri, circondato dalle montagne: è il Lago Santo parmense. Uno specchio d’acqua rigorosamente naturale, che si ricava uno spazio turistico di rilievo nel Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano.

Zona di sicuro interesse per il turismo su due ruote, è ovviamente una destinazione naturalistica a tutto tondo. Non ci si arriva direttamente in moto, infatti, ma il percorso di avvicinamento è consigliato anche ai riders.

Per questo, ve ne parliamo non attraverso i classici itinerari ma come una destinazione a 360 gradi, dove concedersi del relax rinfrescante dalle calde giornate d’estate. Un po’ moto, un po’ trekking, un po’ escursione: insomma, non potrà non piacerti.

Pronti a partire?

Tutto quello che c’è da sapere sul Lago Santo parmense

Geografia

Il Lago Santo parmense è situato nel territorio comunale di Corniglio, a circa 51 km in linea d’aria dal capoluogo di provincia. Ci si arriva, parlando di strade, con un percorso di poco più lungo, 62 km in tutto.

Questo piccolo bacino idrico ha una superficie di 81550 metri quadrati (0,08 kmq). Di forma vagamente triangolare, è lungo 450 metri e largo – nel suo punto maggiore – 255.  L’altezza sul livello del mare è di 1507 metri. Circa 300 in meno del Monte Marmagna, che lo sovrasta, e che si attesta a 1852 m s.l.m.

Le acque del Lago Santo alimentano il torrente Parma di Lago Santo, uno dei due affluenti (insieme al Parma di Badignana) del fiume Parma, un corso d’acqua a carattere torrentizio che sfocia nel Po a Mezzano Superiore dopo una corsa di 92 km.

Il lago raggiunge profondità abbastanza importanti, oltre i venti metri, e non è dotato di spiagge. La balneazione, anche per le temperature basse dell’acqua, è sconsigliata. Nonostante ciò, soprattutto in inverno non sono rare le immersioni subacquee, ovviamente con le adeguate attrezzature.

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Una veduta del Lago Santo parmense dal Rifugio Mariotti, costruito proprio sulle sue sponde

Cosa vedere

La zona, parco naturale nazionale, è ricchissima in termini di biodiversità. Una volta lasciata la moto nel più vicino parcheggio si può infatti proseguire a piedi e godersi tutto il bello dei monti che circondano il Lago Santo parmense.

Punto di riferimento è il Rifugio Giovanni Mariotti, inaugurato il 12 settembre 1882. Si tratta di uno dei primissimi rifugi d’Italia costruiti dal CAI (Club Alpino Italiano), rimasto attivo per 138 anni. Il rifugio, con 42 posti letto, è accessibile e offre riparo – oltre che ospitalità e prelibatezze della cucina locale – agli escursionisti.

Il Rifugio rimane aperto senza interruzioni tra giugno e settembre, nonché il sabato e domenica e nei giorni festivi. È accessibile dal 26 dicembre al 6 gennaio solo su richiesta, essendo un periodo festivo.

Per arrivare al lago dal Rifugio Mariotti (sono circa 1000 metri di percorso) si possono seguire due sentieri escursionistici oppure prendere la seggiovia, che non è sempre disponibile.

I percorsi 727/723 attraversano una bella foresta di faggi, il 723A è invece panoramico e permette di ammirare gli scorci sull’Appennino.

Distante circa 750 metri dal Lago Santo c’è il Lago di Pradaccio, che fa parte della Riserva Statale Guadine Pradaccio. È un piccolo bacino d’acqua, lungo circa 200 metri, inserito in una zona tanto impervia quanto suggestiva.

Arrivare al Lago Santo parmense in moto

Mappa

Percorso

Per raggiungere il Lago Santo parmense da Parma il percorso stradale è piuttosto semplice, con una lunghezza di 62 chilometri. Si segue per largo tratto la SP665 che costeggia il Parma, deviando sulla SP13 dopo Pastorello.

Il tratto tra Petrignacola e Lagdei, dove si trova uno dei due rifugi di zona, si affronta tramite la SP116, una strada piuttosto facile e senza particolari difficoltà, ma con bellissimi scorci.

Al Rifugio Lagdei c’è un’ampio spazio per i parcheggi. Da qui è obbligatorio proseguire a piedi, o tramite la seggiovia, che si arresta a una sessantina di metri dal Rifugio Mariotti. Quest’ultimo sorge proprio sulle sponde del lago.

Stefano Maria Meconi

Responsabile editoriale di TrueRiders sin dal 2015