L’hai conosciuta per i suoi sassi, la amerai per i suoi laghi: sono una vera scoperta, ma “lontana dagli occhi”

L’hai conosciuta per i suoi sassi, la amerai per i suoi laghi: sono una vera scoperta, ma “lontana dagli occhi”

Questi incantevoli specchi d’acqua sono immersi in paesaggi incantevoli, che assicurano un viaggio rilassante nella natura incontaminata.
Antonia Festa  | 22 Apr 2026  | Tempo di lettura: 4 minuti

Un viaggio nella terra dei due mari, una fetta di costa (a ovest) bagnata dal Mar Tirreno, l’altra (a est) dal Mar Ionio, colline, montagne, laghi e boschi da dove sbucano antichi borghi medievali che punteggiano questa terra. Un itinerario che porterà nel sud della regione, per conoscere alcuni dei suoi bacini più belli. 220 chilometri tra panorami, vette suggestive e sano relax. Ecco, dunque, un affascinante tour in moto alla scoperta dei laghi della Basilicata.

Laghi della Basilicata in moto. L’itinerario

Mappa

Itinerario

Tappa 1: Camastra – Laudemio

Si parte dal Lago di Camastra, lago artificiale ai piedi delle Dolomiti Lucane, a pochi chilometri da uno dei Borghi più Belli d’Italia, Pietrapertosa. Il bacino è stato realizzato negli anni ’70 del XX secolo; qui vivono molte specie di pesci e le sue acque forniscono la città di Potenza e i paesi dei dintorni.

Prima tappa, il Lago di Pietra del Pertusillo. Si imbocca la Strada Provinciale 16, tra curve morbide, a tratti strette e chiuse, a tratti larghe. Lungo il percorso si incontrano Calvello, piccolo centro conosciuto per la produzione di ceramica artistica, e Viggiano, noto per la lunga tradizione legata alla musica popolare e, in particolare, alla costruzione di arpe.

Appena arrivati all’imbocco della SP103, si svolta a sinistra, si prosegue sulla SP103 e, sulla destra, si intravede il Lago di Pertusillo. Bacino artificiale, costruito tra il 1957 e 1962, si trova tra i comuni di Grumento Nova, Montemurro e Spinoso, a circa 530 metri s.l.m.. La flora presente è costituita perlopiù da alberi di castagno, cerro e faggio e da arbusti, quali il nocciolo, il biancospino e la rosa selvatica. Tra la fauna, spiccano volpi, donnole, ricci, ghiri, moscardino e gatto selvatico.

Ritornati in sella, si riprende la SS598, quindi la SP103 con destinazione la Riserva Regionale del Lago Laudemio. In circa 25 chilometri si raggiunge la seconda tappa, attraversando piccoli borghi. Tra questi, ci sono Sarconi, paesino famoso per la Sagra del fagiolo, e Moliterno, costruito tra l’872 e il 975 dai Saraceni, a 879 metri s.l.m.. A 5 chilometri dal suo centro abitato, inoltre, sorge l’Oasi Naturale del Faggeto.

Ad appena 3 chilometri da Moliterno, si svolta a sinistra per imboccare la SP19. Se la fame si fa sentire, consigliamo una sosta presso l’Hotel Ristorante Vecchio Ponte, dove gustare ottimi piatti della tradizione culinaria lucana. Meritano un assaggio l’insalata di baccalà crudo con pomodori secchi, i cavatelli con cime di rapa, i fusilli alla salsiccia, le fave e cicoria e le frittelle di riso.

Dopo circa 10 chilometri, si raggiunge la destinazione: la Riserva Regionale Lago Laudemio. Il sito sorge ai piedi del Monte Papa, a 1.520 metri circa di altitudine. Lago di origine glaciale situato in una conca morenica, il Laudemio è circondato da un fitto bosco di faggi e ontani d è abitato da lupi, trote e salamandre.

Tappa 2: Lago Laudemio – Lago della Rotonda

Prossima tappa è il Lago Sirino, che si raggiunge percorrendo la SS19 per 26 chilometri. Il piccolo bacino idrico naturale a 788 metri s.l.m., ultimo specchio d’acqua facente parte del grande lago pleistocenico che occupava la Valle del Noce, appartiene al comune di Nemoli.

A 12 chilometri, costeggiando l’A2, si trova la quinta tappa di questo spettacolare itinerario, il Lago della Rotonda, raggiungibile tramite la SS19. Di origine naturale, questo bacino si trova a 914 metri s.l.m., tra il Parco Nazionale del Pollino e il Parco Nazionale dell’Appennino lucano Val d’Agri-Lagonegrese ed è Sito di Importanza Comunitaria (Sic).

Ancora 44 chilometri per raggiungere l’ultima tappa, il Lago di Monte Cotugno, dopo, però, una sosta presso il Lago di Cogliandrino. Da Lago della Rotonda si imbocca la SS653, risalendo Valle Salomone e, dopo circa 15 chilometri, sulla sinistra, appare il Lago di Cogliandrino. Questo invaso artificiale nell’alta valle del Sinni è noto perché le acque vengono impiegate per la produzione di energia elettrica.

Tappa 3: Lago della Rotonda – Diga di Monte Cotugno

Si torna in sella e, dopo quasi 200 chilometri, sulla destra si incontrano le Terme Lucane, in Contrada Calda. Situate nel cuore del Comprensorio Ecologico Termale del Pollino-Sirino-Maratea, le loro acque sono impiegate per trattamenti curativi, riabilitativi e di benessere.

Subito dopo aver superato il Torrente Frido, poi, appare il piccolo borgo di Francavilla in Sinni, dal nome del fiume che lo racchiude, insieme al Frida, collocato in un territorio circondato da colline e altopiani, faggi, cerri e abeti. Costeggiando il fiume Sinni, si arriva a destinazione, al Lago di Monte Cotugno, con la più grande diga in terra battuta d’Europa, costruita tra il 1970 e il 1982. Sorge all’interno del territorio di Senise (quello dei peperoni cruschi). Il lago è, inoltre, un’imponente diga di raccolta idrica, ottenuta tramite lo sbarramento del fiume Sinni, principale approvvigionamento della zona metapontina e tarantina.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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