
Qualcuno l’ha chiamato “la Pompei medievale del Biellese“, per sottolineare le perfette condizioni con le quali è ancora preservato questo borgo. In effetti, Ricetto di Candelo è un caso unico in Italia e in Europa, per l’ottimo stato della sua struttura. Si tratta di un borgo costituito da edifici in pietra, edificato tra il XIII e il XIV secolo con la funzione di grande granaio; il “ricetto“, infatti, è una struttura fortificata che serve come deposito di prodotti agricoli in tempo di pace e come riserva alimentare in tempo di guerra. Si trova a Candelo, che è una località a pochi chilometri da Biella, e non poteva certo mancare nel circuito dei Borghi Più Belli d’Italia. Andiamo subito a scoprirlo!
Il percorso ha una durata di circa un’ora e mezza, sia per chi parte da Torino sia per chi parte da Milano. In quest’ultimo caso, l’itinerario è semplice: basta prendere l’autostrada A4 e uscire a Carisio, attraverso la SP230 si arriva in pochi minuti. Da Torino, invece, la strada consente una traversata nel Canavese orientale; usciti dall’autostrada a Rondissone, la direzione da prendere è per Cigliano (SP11), Cavaglià (SP593), Salussola (SP143). Continua dritto per Sandigliano e, poi, svolta a destra: via Casale, via Candelo, via Sandigliano e, infine, eccoti a destinazione. Il Ricetto di Candelo si trova in piazza Castello.

Il comune di Candelo si trova in provincia di Biella, a 340 metri s.l.m. È famoso per il ricetto, ma non è l’unica attrazione. Il territorio chiamato “Baraggia” comprende molti boschi e fa parte della Riserva naturale delle Baragge. Il ricetto, per gli edifici medievali in ottimo stato, è stato scelto diverse volte come scenografia cinematografica, per esempio per lo storico sceneggiato RAI La freccia nera, e per la parodia de I promessi sposi del trio Lopez Marchesini Solenghi.
È sempre aperto e l’ingresso è gratuito; il Ricetto di Candelo è una “classica” tra le gite nei luoghi tipici del nord Piemonte. La struttura fortificata è a pianta pentagonale e ospita circa 200 cellule, quasi tutte proprietà privata, che i proprietari utilizzano come luoghi di ritrovo, laboratori di artigianato o cantine enogastronomiche.

[foto @adamo barbieri/Shutterstock.com, solo per uso editoriale]
È attraversato da alcune piccole vie, definite col francesismo di rue. Alcune cellule ospitano l’Ecomuseo della Vitivinicoltura, che mostra gli strumenti e le tecniche tradizionali della vinificazione. C’è, inoltre, un Centro Documentazione Ricetti del Piemonte, con la funzione di documentare e mettere in rete gli altri borghi medievali della regione.
Per una bella passeggiata nella natura, i dintorni offrono diverse possibilità. In particolare, qui si trova un luogo unico a livello naturalistico, ovvero la Riserva naturale della Baraggia, un parco rigoglioso, con sentieri ombreggiati da querce secolari. La zona del Baraggione di Candelo è molto panoramica e consiste in una balconata di centinaia di metri a strapiombo sulle rive del torrente Cervo, che è il corso d’acqua che attraversa il biellese.
Per una sosta gratificante, lunga o breve, il posto migliore è la Taverna del Ricetto che sta nella Quinta Rua del Ricetto. È un locale intimo e intonato al fascino del borgo, con tavoli all’interno e all’aperto, dove si possono mangiare squisite pietanze oppure portate più conviviali, come taglieri di salumi e formaggi. Per bere qualcosa oppure fermarsi per un caffè, piazza Castello offre diversi bar, come la Caffetteria del Ricetto, il Bar La Torre o il Feudo Wine Bar Gelateria.

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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