
Al confluire del Rodano e della Saona, tra le Alpi e il Massiccio Centrale, c’è un luogo che vanta il più grosso quartiere rinascimentale d’Europa (dopo Venezia). Questa incantevole città è anche famosa per essere la capitale della gastronomia francese, quindi oltre alle bellezze architettoniche, le sue prelibatezze te la faranno amare. Forse la conosci già come la città dei leoni, ma quel che è certo è che si tratta di una di quelle mete su due ruote che bisogna fare almeno una volta nella vita. Partiamo, dunque, per le Tre Gallie, in direzione di Lione.
Parti da Lione imboccando Quai André Lassagne e seguendo le indicazioni per Cr d’Herbouville, Quai Bellevue e il Tunnel Bellevue, andando sempre verso il Viaduc Joseph Picot. Continua seguendo le strade D483 e D1083 verso Saint-André-de-Corcy mentre passi per Rue du Mont Blanc. Fatti la D4 verso Pérouges, per poi continuare sulla D1084 fino ad arrivare ad Ambérieu-en-Bugey, dove seguirai Rue Roger Vailland e Av. de Verdun. Qui puoi fare una prima sosta.
Riparti e imbocca la D1504, finché non arrivi al Le Bourget-du-Lac, seguendo le indicazioni per Bd du Lac e D14. Attraversa il centro e guida lungo Rte du Tunnel. Prosegui per Bourget-du-Lac e vai prima sulla D1504 e, poi, prendi le strade D1201A e D1201, che, invece, ti portano verso Annecy. Una volta arrivato in città, segui Av. des Hirondelles fino al centro e parcheggia in zona; ci sono diversi parcheggi per Rue de la Gare.
Le strade principali di riferimento lungo il percorso sono la D1084, la D1504, la D1201 e la D14. Per l’itinerario diretto (e dinamico) su Maps tocca qui.

Vi abbiamo mentito: Lione non è la città dei leoni. “Lione” deriva dal latino “Lugdunum“, che significa collina dei corvi. Nel trattato De fluviis dello Pseudo-Plutarco, si narra che al momento della fondazione di Lugdunum, si posò sulle fondamenta uno stormo di corvi per indicare il luogo ideale per l’insediamento. La terza città più grande della Francia, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, è stata fondata dai Romani nel 43 a.C.
Le testimonianze archeologiche che è possibile ammirare a Lione appartengono a epoche varie. Meritano, senza dubbio, una visita il Teatro Gallo-Romano sulla collina di Fourvière e i quartieri medievali e rinascimentali che costellano il centro storico. Passeggiando per il quartiere di Vieux Lyon, si respira un’atmosfera d’altri tempi: i suoi vicoli portano a dei passaggi coperti che venivano usati dai tessitori di seta per proteggere i tessuti dalle intemperie, che prendono il nome di traboules.

[foto @Leonard Zhukovsky/Shutterstock.com, solo per uso editoriale]
C’è, poi, il quartiere della Croix-Rousse, conosciuto come “la collina che lavora“, che, invece, ci racconta l’epopea dell’industria della seta; è un’area piena di mercati, caffè e murales. Sulla collina di Fourvière, c’è da vedere la maestosa Basilica di Notre-Dame de Fourvière, costruita tra il 1872 e il 1884. Presenta elementi neogotici e neobizantini, con l’interno costituito da due chiese sovrapposte, di cui quella superiore piena di mosaici, sculture e vetrate colorate e la cripta inferiore dedicata a San Giuseppe.
Importante luogo di pellegrinaggio in occasione dell’8 dicembre, Festa dell’Immacolata Concezione, quando Lione celebra pure la Festa delle Luci in onore della Vergine Maria. Ci si può arrivare a piedi, tramite i sentieri che salgono sulla collina e lungo i Giardini del Rosario, oppure attraverso il quartiere di Viex Lyon, con la Funiculaire de Lyon.
Il Parco della Tête d’Or è la gemma naturale di Lione, 105 ettari, tra i parchi urbani più grandi della Francia, con un lago navigabile, un giardino botanico e uno zoo. Il giardino botanico, con le piante tropicali e subtropicali, è distribuito in diverse serre storiche del 1867 fatte di vetro e ghisa; il giardino zoologico ha molte specie, più una pianura africana inaugurata nel 2006. C’è, inoltre, un grosso roseto e sul lago artificiale puoi farci canottaggio.
Nel centro storico si trova l’Abbazia Reale delle Dames de Saint-Pierre, conosciuta anche come Palais Saint-Pierre, ex monastero medievale trasformato in un’abbazia di monache benedettine che venivano dall’alta nobiltà. Nel XVIII secolo divenne una delle abbazie più ricche della Francia, grazie agli affitti delle botteghe al piano terra, fino alla chiusura durante la Rivoluzione Francese.

Tra i fiumi Saona e Rodano, c’è Place Bellecour, la piazza più iconica di Lione. Con i suoi 62 mila metri quadri, è una delle più grandi d’Europa, con al centro la statua equestre di Luigi XIV, risalente al 1825, che ai piedi ha due figure allegoriche che simboleggiano i fiumi. Qui si trova pure la statua dedicata ad Antoine de Saint-Exupéry (l’autore de Il Piccolo Principe) seduto accanto al suo personaggio più famoso. Intorno ci sono delle vie più prestigiose di Lione: Rue de la République e Rue Victor Hugo, note per lo shopping. La piazza in sé ospita regolarmente concerti, mercati e manifestazioni.
Per gli amanti dell’arte e della cultura, consigliamo il Museo delle Belle Arti di Lyon, vicino Place des Terreaux. Qui sono custoditi lavori di Perugino, Veronese, Rembrandt, Monet, Gauguin e Matisse: circa 70 sale su 7.000 metri quadri, più una collezione di oltre 50.000 pezzi di medaglie e monete. Il museo è circondato da un bel giardino con moltissime sculture.
Lione è conosciuta anche come la capitale gastronomica della Francia e la sua cucina riflette una tradizione molto ricca e raffinata. Ci sono una serie di piatti simbolo assolutamente da provare, come la salade lyonnaise, un’insalata con la lattuga, la pancetta, i crostini di pane e un uovo in camicia. Non può, poi, mancare un assaggio dei quenelles, gnocchi allungati di farina o semolino con carne o pesce (di solito il luccio) e serviti con una salsa chiamata Nantua, a base di gamberi di fiume.
Per gli amanti della carne, i piatti forti sono la saucissson brioché, salsiccia lionese cotta dentro una brioche, e la tablier de sapeur, trippa di manzo marinata nel vino bianco, poi impanata e fritta, servita con la salsa tartara. Un’altra specialità è il Cervelle de Canut, formaggio fresco con erbe, aglio e scalogno (spesso usato per condire le bruschette), mentre come dolce merita la tarte aux pralines, una crostata fatta con praline rosa di mandorle e zucchero.

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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