
Tra Conegliano e Valdobbiadene le strade sembrano disegnate apposta per chi ama viaggiare lentamente, soprattutto in moto. Il nastro d’asfalto segue colline strette, filari ripidi e dorsali che si aprono all’improvviso su vallate di vigneti, restituendo quell’alternanza continua di curve e panorami che rende unico il paesaggio UNESCO delle Colline del Prosecco.
La prima volta che ho percorso questo itinerario ho capito subito che non è un giro da collezionisti di passi alpini, ma un percorso da assaporare a bassa velocità, dove ogni borgo diventa una sosta naturale per spegnere il motore e ascoltare il territorio.
Tra abbazie, mulini, castelli e minuscoli nuclei rurali, il viaggio collega Valdobbiadene, Follina, Cison di Valmarino, Rolle e Refrontolo, costruendo un anello ideale che alterna storia, cultura e lavoro quotidiano della vigna. Un itinerario breve nelle distanze, ma sorprendentemente denso di dettagli.
L’itinerario in moto tra le Colline del Prosecco parte idealmente da Valdobbiadene, uno dei poli della denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG. Appena si lasciano le provinciali più ampie per infilarsi tra i filari, la strada si stringe e comincia a seguire fedelmente il profilo delle colline. È qui che il paesaggio UNESCO mostra la sua natura di vero e proprio paesaggio culturale, risultato dell’incontro secolare tra viticoltura e geografia.
Percorrendo le colline del Cartizze, tra Santo Stefano, Saccol e San Pietro di Barbozza, la moto sembra scorrere dentro un anfiteatro di vigne, dove ogni metro disponibile è terra lavorata. Io, su queste strade, finisco sempre per rallentare più del necessario: le curve brevi, i ciglioni erbosi e i piccoli insediamenti rurali invitano a prendersi tempo, prima di puntare verso nord-est in direzione Follina, dove le colline iniziano a dialogare con le Prealpi.
Dal sellino della moto il mosaico delle Colline del Prosecco si legge a strati: filari ordinati, lembi di bosco, case sparse, piccoli campanili. Tra Valdobbiadene e Follina le strade scorrono lungo dorsali e mezzelune di collina, con salite mai estreme ma continue, e frequenti dossi che nascondono la vista fino all’ultimo. È una zona dove le curve non invitano alla velocità: carreggiate strette, accessi agricoli e ciclisti richiedono attenzione costante.
Proseguendo verso Cison di Valmarino e Rolle, il paesaggio si fa ancora più articolato. I vigneti occupano i versanti più soleggiati, mentre nei fondovalle compaiono filari più radi, macchie di bosco e corsi d’acqua minori. Personalmente considero uno dei tratti più suggestivi quello che precede Rolle: una sequenza di curve cieche in mezzo ai filari, dove basta una sosta su un tornante per capire perché l’UNESCO abbia riconosciuto questo territorio come paesaggio unico al mondo.
Le soste nei borghi trasformano il giro in moto in un vero viaggio dentro l’Alta Marca Trevigiana. A Follina la protagonista è l’Abbazia di Santa Maria, con il suo chiostro raccolto che invita a rallentare il passo dopo i chilometri di curve tra i vigneti. Ogni volta che parcheggio qui, la sensazione è di entrare in un’altra dimensione, dove il rumore della moto lascia spazio all’acqua e alla pietra.
Poco oltre, Cison di Valmarino racconta la sua storia attraverso le case affacciate sulla Vallata e la presenza di CastelBrando, che domina dall’alto le vie di collegamento tra pianura e montagna. Rolle, minuscolo borgo tutelato dal FAI, mostra invece il volto più raccolto delle colline, con la chiesa e poche case incastonate tra i filari. A Refrontolo il Molinetto della Croda chiude simbolicamente il cerchio, ricordando come queste terre siano state modellate anche dall’acqua e dai mulini, non solo dal vino.
Per affrontare in sicurezza e con piacere questo anello tra Conegliano e Valdobbiadene, il periodo migliore va dalla primavera all’autunno, evitando le giornate più calde di luglio e agosto, quando l’afa in valle può farsi sentire. Io preferisco le mattine di fine settembre, con le vigne che iniziano a cambiare colore e un traffico generalmente più mite rispetto all’alta stagione estiva. In qualsiasi periodo, però, bisogna mettere in conto trattori, furgoni agricoli e gruppi di ciclisti.
Dal punto di vista della difficoltà, il percorso non presenta pendenze o tornanti da alta montagna, ma richiede buona padronanza del mezzo sulle strade strette e sui dossi con visuale ridotta. L’ideale è pianificare tappe corte tra i borghi, parcheggiare spesso e visitare a piedi abbazie, castelli e mulini. Se si prevede una degustazione di Prosecco, è fondamentale organizzarsi con un conducente sobrio o rimandare gli assaggi a fine giornata, a moto definitivamente parcheggiata.
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