
Nel Chianti Senese la moto diventa il modo più naturale per seguire il ritmo delle colline. La strada non punta a un passo di montagna, ma si adagia sui crinali, entra nei boschi, si apre all’improvviso su distese di vigneti e filari di cipressi.
Ogni curva sembra disegnata per accompagnare lo sguardo verso un campanile o una rocca medievale, e spesso mi ritrovo a rallentare solo per il piacere di osservare meglio il paesaggio. In questo itinerario su due ruote la SR222 Chiantigiana è il filo principale, ma sono le deviazioni verso i piccoli centri a dare senso al viaggio.
Castellina, Radda, Gaiole, San Gusmè e Castelnuovo Berardenga compongono un anello compatto, ideale da percorrere con calma, senza ansia di chilometraggi. Qui il cronometro perde importanza: contano le soste nei borghi, le strade provinciali più tranquille e quel modo “morbido” di guidare che il Chianti Senese sembra suggerire a ogni bivio.
Nel Chianti Senese ho imparato che la strada non ha bisogno di salire in quota per diventare interessante. La SR222 Chiantigiana, che collega Firenze e Siena, segue il profilo delle colline, attraversa boschi di cipressi e vigneti di Sangiovese, tocca borghi medievali raccolti sui crinali. È un tracciato pensato quasi naturalmente per chi viaggia in moto: curve mai estreme, pendenze dolci, asfalto che invita a guidare in modo fluido, non veloce.
Visit Tuscany indica la Chiantigiana come uno degli itinerari motociclistici più suggestivi della regione, circa 70 chilometri complessivi. Personalmente preferisco concentrarmi sul versante senese, costruendo un anello tra cinque borghi: Castellina in Chianti, Radda in Chianti, Gaiole in Chianti, San Gusmè e Castelnuovo Berardenga. Le distanze ridotte permettono di alternare tratti guidati e soste a piedi nei centri storici, senza la sensazione di “correre il programma”.
Un elemento da tenere a mente, soprattutto per chi è alla prima esperienza in zona, è che questo è un territorio vissuto. Ci sono ciclisti, trattori, bus locali, carreggiate strette. Il bello del Chianti Senese, in moto, nasce proprio dall’accettare un ritmo più lento: ci si gode le prospettive, si hanno margini per reagire alle sorprese dietro una curva e si ha il tempo di decidere una deviazione verso una pieve o un castello intravisti tra le vigne.
Arrivare a Castellina in Chianti lungo la SR222 significa entrare nel cuore del paesaggio chiantigiano. La strada sale con ampi curvoni tra boschi e vigneti, e spesso mi capita di fare una breve sosta solo per guardare le colline disposte come un anfiteatro naturale. Parcheggiata la moto, il borgo merita tempo: la suggestiva Via delle Volte corre sotto le antiche mura, mentre la Rocca ospita il Museo Archeologico del Chianti, ottimo per capire la lunga storia di questo territorio.
Da Castellina punto sempre verso Radda in Chianti scegliendo le provinciali più tranquille. Il tracciato attraversa un paesaggio poco urbanizzato, con casali isolati, filari ordinati e scorci che cambiano dopo ogni curva. Radda, antica capitale della Lega del Chianti, conserva il Palazzo del Podestà, la chiesa di San Niccolò e un impianto urbano ancora leggibile nelle sue porte e nelle vie principali. Qui la posizione panoramica fa la differenza: il paese domina le vallate circostanti e, nelle giornate limpide, il panorama sembra non finire mai.
La tappa successiva, Gaiole in Chianti, racconta un’altra anima del territorio. Nato lungo il torrente Massellone come luogo di mercato, il paese è meno arroccato ma circondato da una miriade di castelli, pievi e piccoli nuclei rurali. Amo perdermi nelle strade secondarie che portano verso queste architetture fortificate: l’asfalto si stringe, compaiono muri in pietra e vigneti a perdita d’occhio. Serve prudenza, perché tra ghiaia, foglie e mezzi agricoli le sorprese non mancano, ma a velocità contenuta ogni deviazione ripaga lo sforzo.
Scendendo verso sud, il paesaggio comincia a cambiare e il Chianti si avvicina alle Crete Senesi. Nel territorio di Castelnuovo Berardenga non rinuncio mai a una deviazione verso San Gusmè, che Visit Tuscany definisce un piccolo gioiello fortificato. Le mura, innalzate nel XIV secolo per difendere il villaggio dalle compagnie di ventura, racchiudono ancora oggi un nucleo compatto, quasi circolare, che si attraversa a piedi in pochi minuti.
Per chi viaggia in moto San Gusmè è la sosta ideale: si lascia il casco poco fuori le mura, si entra nel borgo, si cammina tra vicoli silenziosi e si torna in sella senza aver perso ore. La chiesa dei Santi Cosma e Damiano ricorda le origini molto antiche dell’insediamento, mentre all’esterno il colpo d’occhio sulle colline racconta il passaggio graduale dal Chianti alle Crete.
In questa zona i campi diventano più aperti, le vigne si alternano a seminativi e oliveti, i cipressi non sono più una presenza continua ma punteggiano il paesaggio. Visit Tuscany descrive la Berardenga come una fascia di transizione ricca di castelli, ville signorili e pievi romaniche, e in effetti le strade che amo scegliere sono quelle che serpeggiano tra questi insediamenti storici, lontano dai flussi principali, dove il rumore dominante resta quello del motore che rimbomba tra i muri in pietra.
Castelnuovo Berardenga è una chiusura naturale dell’itinerario in moto nel Chianti Senese. Il paese si trova sul margine sud-orientale del territorio del Chianti Classico, tra la valle dell’Ombrone e quella dell’Arbia, e ha legami storici profondi con Siena, che a partire dal XII secolo ne controllò progressivamente i castelli. Ancora oggi il territorio comunale custodisce pievi, ville e insediamenti fortificati, raggiungibili con brevi deviazioni dalle provinciali principali.
Dal punto di vista pratico, qui è il momento di decidere come concludere la giornata: si può rientrare verso Siena, risalire in direzione di Gaiole e Radda per chiudere un anello più ampio, oppure puntare verso altre zone della Toscana. Le distanze contenute tra i cinque borghi liberano tempo per visitare i centri storici con calma, magari infilando un pranzo veloce in osteria o una pausa caffè nelle piazze principali.
Su un itinerario tra vigneti come questo la tentazione delle cantine è fortissima. La regola che mi do è semplice: degustazioni solo a moto parcheggiata per la giornata, oppure le rimando a un viaggio diverso. La Regione Toscana stessa sottolinea la vocazione motociclistica della Via Chiantigiana, ma la bellezza del percorso sta in curve, castelli e paesaggi, non nel bicchiere. Un equipaggiamento adeguato, un’andatura prudente sulle strade secondarie e qualche sosta in più renderanno questo viaggio nel Chianti Senese non solo memorabile, ma anche davvero piacevole da guidare.
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