Scommettiamo che il lago di Como così non lo avevi mai visto? Ecco il balcone panoramico tutto naturale più bello della Lombardia

Scommettiamo che il lago di Como così non lo avevi mai visto? Ecco il balcone panoramico tutto naturale più bello della Lombardia

L’altopiano delle Prealpi lombarde è il terrazzo panoramico sul Lago di Como. Tra sentieri di trekking, percorsi nel verde e borghi incantati, questo luogo è una tappa imperdibile per i bikers.
Antonia Festa  | 07 Gen 2026  | Tempo di lettura: 4 minuti

Nell’Alta Lombardia, il Pian dei Resinelli è la terrazza panoramica su Lecco e rappresenta una meta turistica perfetta in ogni stagione. A rendere questo luogo una tappa irrinunciabile per chi ama le vette delle Alpi Lombarde è la suggestiva vista su tutto il lecchese, compreso il Lago di Como. Con l’evolversi del turismo in zona, sono sorte diverse strutture ricettive e attività da svolgere all’aperto. Una prospettiva ideale per chi ricerca un’idea di viaggio essenziale, ma soddisfacente.

Pian dei Resinelli in moto: l’itinerario

Mappa

Itinerario

68 chilometri di pura suggestione naturale nel cuore della provincia di Lecco, con vista privilegiata sul Lago di Como. Il percorso che ci conduce al Pian dei Resinelli parte da quel ramo del lago – per dirla con le parole di Alessandro Manzoni – e giunge sull’altopiano di Esino Lario. La partenza è Mandello del Lario, affaccio privilegiato sul grande lago lombardo e i suoi panorami d’autore. Da qui partiamo per un primo tratto che costeggia la sponda orientale del Lario, in direzione Lecco.

La SS36 ci accompagna per circa 11 chilometri, lungo il passaggio intermedio nel piccolo comune di Abbadia Lariana. Perché non fermarci per qualche ora a Lecco? Ne approfittiamo per una passeggiata sul lungolago, ma anche per scoprire i luoghi manzoniani, come la Villa o il Museo Manzoniano e Galleria d’Arte.

Nuovo tratto di strada, la Provinciale 62 ci porta in appena 8 chilometri a Ballabio, da dove ci attende una lunga risalita verso il Pian dei Resinelli.Il percorso, ricco di curve, è immerso nel verde cangiante dei boschi, che ci conducono fino ai 1200 metri di altitudine dell’altopiano.

Qui possiamo crogiolarci tra parchi avventura, suggestivi panorami e viste d’autore, prima di ripercorrere all’inverso la strada verso Ballabio. Proseguiamo verso nord sempre lungo la SP62, che ci porta verso Introbio, tappa intermedia nella quale fermarsi per visitare la vicina Cascata della Troggia. Quest’ultima merita la sosta, poiché – oltre al suo salto di ben 100 metri – è citata nel Codice Atlantico di Leonardo da Vinci.

Ci stacchiamo dalla provinciale 62 all’altezza di Cortenova, per seguire la SP65 che ci porterà a Esino Lario. La risalita del costone alpino, 17 chilometri in tutto, è foriera di panorami a perdita d’occhio. Tutt’intorno, tra montagne e scorci sul Lago di Como, troveremo una vera similitudine con quel Pian dei Resinelli che dista solo pochi chilometri in linea d’aria.

Tutto quello che c’è da sapere sul Pian dei Resinelli

Il Pian dei Resinelli si trova in Lombardia, più precisamente nella provincia di Lecco. Il suo territorio si estende tra i comuni di Abbadia Lariana, Mandello del Lario, Ballabio e Lecco. Da qui è possibile partire alla scalata della Grignetta (o Grigna di Campione), una montagna che domina Lecco con i suoi 2.177 metri sul livello del mare.

Dagli Alippi ai Resinelli

La storia di questo altopiano nasce intorno al Seicento. In questo periodo, gli Alippi, una famiglia della zona, usava i grandi pascoli per nutrire le proprie mandrie. Fu, però, nell’Ottocento che i Resinelli “colonizzarono” la zona, facendola divenire una riserva di caccia con la costruzione di un roccolo, ovvero un ricovero adibito proprio all’attività venatoria.

L’intera zona sarebbe stata rinominata Pian dei Resinelli intorno al 1930, quando già vi erano stati realizzati numerosi rifugi. Di questi, i più importanti risalgono al 1899 (Società Escursionisti Milanesi) e al 1911 (Rifugio Carlo Porta, intitolato allo storico poeta meneghino). Nel 1936 il piano fu finalmente collegato alle zone circostanti con una strada, che partiva da Ballabio ma coinvolgeva tutti e quattro i comuni sui quali insistono i Resinelli.

Ancora oggi, l’unico modo per arrivare al Pian dei Resinelli è seguire la strada che parte da Ballabio, lunga pochi chilometri. Il comune più lontano è proprio quello di Abbadia Lariana; per raggiungere l’altopiano bisogna passare, infatti, da Lecco, Laorca e Ballabio.

Cosa vedere nei dintorni del Pian dei Resinelli

Nel comune di Abbadia Lariana insiste l’entusiasmante profilo della Cascata del Cenghen. La si raggiunge con un percorso a piedi di due ore, che parte e arriva proprio ad Abbadia. La cascata, inserita in una sorta di anfiteatro roccioso naturale, è sottile ma di grande impatto scenico.

Ballabio, con le sue frazioni montane, è il comune più alto dei quattro del Pian dei Resinelli. Qui, i Romani segnarono il percorso della Via Spluga, oggi ricalcata nella direttrice del Passo dello Spluga.

Lecco è la città dei Promessi Sposi. Qui si respira l’importanza dell’opera manzoniana, a partire dal monumento allo scrittore, collocato nei pressi della Basilica di Nostra Signora della Vittoria. Per rivivere la storia di Renzo e Lucia, va sicuramente visitato il Castello dell’Innominato, a metà strada tra Lecco e Vercurago.

Decisamente d’impatto è la visita a Mandello del Lario, comune pianeggiante sul lago ma che si eleva fino ai oltre 2400 metri della Grigna settentrionale. Oltre ai panorami naturali, sono da visitare le sue belle chiese e la vicina frazione di Maggiana: qui, nel 1158, Federico Barbarossa risiedette in una grande torre medievale oggi chiamata appunto Torre di Federico.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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