Tra i fitti boschi della Barbagia c’è il borgo delle cascate: è una piccola oasi naturale dove abitano solo 1000 persone

Tra i fitti boschi della Barbagia c’è il borgo delle cascate: è una piccola oasi naturale dove abitano solo 1000 persone

Questo borgo sardo è circondato da spettacolari cascate e grotte misteriose, nascoste tra i boschi secolari. Tra stradine e casette di pietra, è la meta perfetta per chi cerca un contatto con la natura.
Antonia Festa  | 18 Mar 2026  | Tempo di lettura: 3 minuti

La Barbagia evoca luoghi inaccessibili, vere e proprie oasi naturali uniche nel loro genere, incredibilmente incontaminate e dove l’uomo ancora rappresenta solo una minoranza nel paesaggio. E, proprio in questa regione, in particolare nella Barbagia di Seulo, esiste un paese che sembra proprio un’oasi costellata di graziose cascate che caratterizzano il suo centro storico e portano refrigerio durante le afose giornate estive: il suo nome è Sadali e, per raggiungerlo, bisogna superare tantissime curve, a tal punto che un sorriso inebetito non potrà non apparire sul vostro volto. Addentriamoci, dunque, nei fitti boschi che circondano le strade barbaricine e andiamo alla scoperta di questa meravigliosa terra che non è di sicuro solo mare, spiagge incantevoli e locali alla moda.

Sadali in moto. L’itinerario

Mappa

Itinerario

Preparatevi bene, respirate e fate anche un po’ di stretching, perché oggi i chilometri non saranno tanti, ma risulteranno molto impegnativi, per voi e per la vostra amata moto. Punto di partenza designato per questo tour è Tortolì, paese che si estende sulla costa ogliastrina, punto di raccordo delle via di terra, grazie alla famigerata SS125, e quelle di mare, con il vicino porto di Arbatax, sede di sbarco sull’isola sarda. Ma questa volta la Orientale Sarda non la andremo a disturbare, se non per un brevissimo tratto. Sfrutteremo, invece, la SS390, fino al paese di Loceri, per poi lanciarci fra le braccia della SP28.

La vera protagonista di questo giro, tuttavia, sarà la SS198 di Seui e Lanusei, che andremo a imboccare a Gairo Sant’Elena; le sue curve saranno fedeli compagne sino alla meta. Lungo il tragitto, non privatevi di una sosta a Gairo Vecchio, il paese fantasma, abbandonato negli anni ’60 per un severo rischio idrogeologico. Le sue strade abbandonate e i ruderi hanno un fascino unico e suggestivo. Proseguite, quindi, senza mai lasciare la SS198 e, una volta superato Seui, arriverete finalmente a Sadali. Raggiungete la piazza Eleonora d’Arborea e qui fermatevi. Lo scroscio dell’acqua vi guiderà verso tutto quello che c’è da scoprire.

Cascate, cultura e infinita bellezza

Sarà Sadali, questa oasi in Barbagia, a regalarvi i momenti più indimenticabili durante la gita. Il piccolo borgo, che oggi conta poco meno di 1000 abitanti, è letteralmente immerso nel verde: tutto attorno, infatti, la vegetazione è fitta e rigogliosa e, per vedere nuove tracce dell’uomo, una volta abbandonati i suoi lidi, è necessario percorrere diversi chilometri. Come dimostrano le numerose testimonianze archeologiche, il suo territorio è stato abitato sin dai tempi dei Nuragici, le mitiche popolazioni preistoriche che popolavano l’isola, per poi divenire centro romano e, in epoca medievale, borgo del giudicato di Cagliari sotto l’egida della curatoria di Seulo.

Oggi, il suo centro storico ancora porta i segni di quel tempo, con i vicoli e le caratteristiche abitazioni in pietra. Ma la vera particolarità sono i corsi d’acqua che attraversano il borgo e costellano il territorio circostante. Non fatevi mancare una sosta alla cascata di San Valentino, dove in estate potrete trovare un piacevole sollievo dalla calura. Oppure, poco distante dall’abitato, troverete le cascate di su Stampu de Su Túrnu, perfette per un bagno nei mesi caldi; non privatevi, infine, di una visita alla Grotta Is Janas, vera e propria meraviglia del creato.

Un tuffo nelle tradizioni gastronomiche di Sadali

Ovviamente, non potrete perdervi qualche prelibatezza locale. Potrete iniziare con una succulenta selezione di salumi e formaggi, rigorosamente “a chilometro zero”, per continuare con un piatto di culurgiones, i prelibati ravioli locali con il ripieno che varia da paese a paese. Per secondo non può mancare l’ottima carne di agnello e maialetto, cotta lentamente, e, in chiusura, un ricco assortimento di dolci tipici come i sospiri, vera delizia per il palato.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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