Tra le montagne del Molise c’è un piccolo borgo davvero speciale: qui nascono le campane di tutto il mondo

Tra le montagne del Molise c’è un piccolo borgo davvero speciale: qui nascono le campane di tutto il mondo

È la patria di tutte le campane pontificie e sede di una delle fonderie più antiche al mondo. Partiamo alla scoperta di una perla dell’Alto Molise, tra palazzi storici, chiese barocche e natura incontaminata.
Antonia Festa  | 10 Gen 2026  | Tempo di lettura: 5 minuti

L’Italia viene definita il “Paese dei mille campanili”, per sottolineare la forte identità dei comuni (cd. campanilismo) e anche per evidenziare la numerosa presenza di edifici religiosi. Ma le campane dei campanili italiani, da dove vengono? Quasi sempre dallo stesso posto, ovvero da Agnone, piccolo paese tra le montagne del Molise che, da ormai quasi mille anni, vanta la specializzazione nella produzione di campane. Qui, infatti, si può visitare la fonderia che nei secoli ha acquisito talmente tanto prestigio da ottenere il diritto di usare lo stemma papale sulle sue creazioni. È l’occasione perfetta per scoprire una zona ancora poco battuta dal turismo di massa e conoscere un pezzo di storia italiana (e mondiale) che… suonerà sicuramente familiare. Partiamo?

Agnone in moto: l’itinerario

Mappa

Percorso

Il nostro viaggio nell’Alto Molise comincia da Capracotta, comune in provincia di Isernia, a 1.421 metri sul livello del mare. Dopo Rocca di Cambio, Capracotta è il comune più alto dell’Appennino. Da Capracotta prendiamo la Strada Provinciale 87 in direzione sud, per arrivare nel centro di Vastogirardi. Il comune molisano, sempre in provincia di Isernia, si trova a 1.200 metri sul livello del mare ed è stato testimone di gran parte della storia italiana; pare che sia stato fondato dai Sanniti, ma ci sono anche molte testimonianze di epoca medievale che sono ancora visitabili.

Da Vastogirardi prendiamo la SP81dir verso Villa San Michele, facendo una piccola deviazione per poter visitare questa frazione del comune di Vastogirardi. Villa San Michele si trova a 900 metri sul livello del mare, immerso nei boschi molisani, ai piedi del Monte Morcone. Il paese dell’Alto Molise è famoso per il tartufo, il caciocavallo e le scamorze: insomma, la meta perfetta per una pausa di gusto. Non lontano, lungo la Strada Provinciale Carovillense che ci porterà ad Agnone, ci fermiamo a scoprire Pietrabbondante. Deviamo sulla SP86 che, risalendo verso Nord, ci permette di arrivare ad Agnone, la “città delle campane“.

Da Agnone riprendiamo la SP86dir verso nord, poi la SP87 e la SP84 dopo il confine tra Molise e Abruzzo. Dopo un breve tratto faremo rientro in Molise, verso il paese di Pescopennataro, sempre in provincia di Isernia.

Tra i comuni più elevati dell’Alto Molise c’è anche lui, con un’altitudine media di 1.190 metri. Fu fondato dai Longobardi nel 571, forse per sfruttarne la visibilità sulla zona circostante per scopi militari. Qui si può visitare l’antico Eremo di San Luca e il Museo della Pietra, l’arenaria che a Pescopennataro è molto diffusa. È l’ultima tappa di questo tour che, percorrendo la provinciale 84 in direzione sud per 9 chilometri, ci eleva di altri 200 metri fino al rientro a Capracotta.

Agnone: la città delle campane dell’Alto Molise

La zona dell’Alto Molise che appartiene all’Appennino è delimitata da due valichi: il Passo della Torrita e la Bocca di Forlì. Quest’ultima è spesso considerata dai geografi come il limite tra Appennino centrale e Appennino meridionale (o Sannita). È un territorio geograficamente molto interessante, con vari borghi e città che superano ampiamente i 1.000 metri di altitudine. Uno di questi è Agnone, conosciuta come la “città delle campane“. Questo nome deriva dalla circostanza che il borgo è sede della più antica fonderia di campane, che risale addirittura all’anno Mille. I turisti possono rivivere la storia di questa azienda con una visita al Museo Storico della Campana, dedicato proprio all’antica fonderia.

Cosa vedere ad Agnone?

Oltre a essere conosciuto per la produzione delle campane, il borgo di Agnone nasconde un importante centro storico, con palazzi e vicoli davvero molto affascinanti, ma anche un numero grandissimo di chiese e scorci panoramici che fanno invidia a moltissime altre località.

Il Museo delle Campane (Pontificia Fonderia Marinelli)

Come anticipato, una delle principali attrazioni è il Museo Internazionale della Campana, che sorge in Via Felice d’Onofrio 14, accanto all’Antica Fonderia Pontificia Marinelli che, dall’anno Mille, si occupa della produzione di campane e rappresenta una delle imprese familiari più antiche al mondo. Il sito, nato nel 1999 e dedicato a Giovanni Paolo II, racconta la storia dell’arte campanaria che ha fatto la fortuna del borgo. La visita al museo è guidata e ha un prezzo di 9 euro (ridotto a 5 per i ragazzi dai 6 ai 18 anni e gratuito per i bambini in età prescolare); per effettuare le prenotazioni, è possibile accedere al sito ufficiale della struttura.

Il Museo del Rame Francesco Gerbasi

Erede del passato, custode del presente, responsabile del futuro”, questo è il motto del Museo Storico del Rame Francesco Gerbasi, dedicato al capostipite della famiglia più nota dei ramai agnonesi. L’esposizione racconta l’ingegno di un popolo che sulla lavorazione del rame e del metallo ha costruito la sua ricchezza per secoli. La visita è guidata e costa 5 euro.

Il “duomo” e le chiese di Agnone

Comunemente viene chiamata “duomo”; la Chiesa di Sant’Emidio (che è il santo protettore dai terremoti) è la più importante tra le strutture religiose di Agnone. Si trova all’ingresso del centro storico, in Largo Pietro Micca. La costruzione è iniziata nel 1096 e ha avuto bisogno di diversi secoli per essere completata. La facciata è un raffinato e sontuoso portale in stile gotico. L’edificio è solitamente aperto al pubblico in ogni periodo dell’anno e, da qui, la visita può proseguire nel centro antico, in cui sorgono numerose chiese (ben 14), per scoprire la cittadina che, secondo il sito del Comune, ha vantato la definizione di “Atene del Sannio”, e “la più colta ed arguta città del Molise” secondo il dantista Francesco D’Ovidio.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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