Un bellissimo paese di montagna ideale per ogni motociclista: in Trentino Alto-Adige per vivere un sogno

Un bellissimo paese di montagna ideale per ogni motociclista: in Trentino Alto-Adige per vivere un sogno

Situato vicino alle straordinarie Pale di San Martino, questo piccolo borgo dolomitico regala scorci meravigliosi, natura incontaminata e testimonianze storiche secolari.
Antonia Festa  | 18 Gen 2026  | Tempo di lettura: 5 minuti

Il Trentino è il sogno di ogni buon motociclista, soprattutto se la meta scelta corrisponde a San Martino di Castrozza. Nella provincia di Trento, croce e delizia dei riders, si incontrano paesaggi montani di autentico splendore, seguendo quelle direttrici ricche di passi e valichi che fanno la fortuna di questo angolo d’Italia. Nel cuore del Parco Naturale Paneveggio, c’è un luogo che consente scoperte, avventura e pura meraviglia. Scopriamo, dunque, per quale motivo questa zona desta così tanto l’attenzione dei bikers da ogni parte d’Italia e d’Europa. Pronti a partire?

San Martino di Castrozza in moto: l’itinerario

Mappa

Itinerario

Poco meno di 100 chilometri, per una full immersion dolomitica che parte dal Passo Sella e arriva fino a San Martino di Castrozza. Insieme a Pordoi, Campolongo e Gardena, il Passo Sella è uno dei quattro valichi che costituiscono il mitico giro del Sellaronda. Un anello di irrinunciabile attrattiva per i motociclisti, ma che affronteremo solo in parte. Lasciati i 2.240 metri del Passo Sella, il nostro itinerario ridiscende la Statale 242, per immettersi nella prospiciente Statale 48.

Entriamo in Veneto e siamo subito sul Passo Pordoi, celeberrimo percorso sulla cui vetta è collocato un grande monumento in ricordo di Fausto Coppi. È al mitico ciclista che viene dedicata, ogni anno, la salita più alta del Giro d’Italia.

Goduti i panorami del Pordoi, che si ammirano meglio dalla cima – raggiungibile in funivia, quasi a quota 3.000 metri – il percorso prosegue in direzione di San Martino di Castrozza, ma non prima di aver attraversato i suggestivi panorami del Col di Lana e del Cadore. Il Veneto d’altura ci propone l’incontro con la piccola Rocca Pietore, introduzione antropizzata ai Serrai di Sottoguda e la visione dell’imponente Monte Civetta, lungo l’itinerario che ci porta verso Canale d’Agordo, città natale di Papa Giovanni Paolo I.

Visitati i luoghi che furono casa di Papa Luciani, ci attende il definitivo rientro in terra trentina, con l’attraversata del Passo Rolle, lungo la Statale 50. Siamo già nel recinto del Parco di Paneveggio e Pale di San Martino e dal Rolle a San Martino di Castrozza si impiegano appena 20 minuti, per macinare meno di 10 chilometri. Il fascino della località si apre davanti a noi e il relax dolomitico ci attende, in qualsiasi momento dell’anno.

Tutto quello che c’è da sapere su San Martino di Castrozza


[foto @AJ165/Shutterstock.com, solo per uso editoriale]

San Martino di Castrozza non è un comune autonomo, ma una delle cinque circoscrizioni del nuovo comune di Primiero San Martino di Castrozza, nato nel 2016 grazie a un referendum che ha riunito in un’unica entità quattro comuni: Fiera di Primiero, Siror, Tonadico e Transacqua. Oggi abbiamo dunque un’unica realtà, con la casa comunale fissata all’apparentemente bassa quota di 710 metri s.l.m. e con un piacevolissimo panorama che spazia su ben duecento chilometri quadrati.

Il comune di Primiero San Martino si trova in una posizione meravigliosa, a ridosso del confine con le Dolomiti Bellunesi e in un contesto paesaggistico che, nel 2009, ne ha decretato l’ingresso tra i Patrimoni dell’Umanità UNESCO, insieme all’intero arco dolomitico.

Parco Naturale di Paneveggio Pale di San Martino

Primiero, Canal San Bovo, Imèr, Mezzano, Moena, Predazzo e Sagron Mis: ecco i sette comuni che rientrano nei quasi 20 mila ettari del Parco Naturale di Paneveggio Pale di San Martino, tra i più importanti dell’Alto Adige in termini di biodiversità floro-faunistica. Dalla sua istituzione nel 1967 a oggi, il parco ha permesso di tutelare e promuovere un paesaggio che al 90% è composto da zone ad antropizzazione scarsissima o scarsa.

La ricchezza del territorio e la sua eterogeneità sono davvero straordinarie: si passa dai pascoli a perdita d’occhio della Val Venegia alle rocce brulle del Cimon della Pala e del Lagorai, senza dimenticare la vera e propria foresta di Paneveggio. Passeggiando per il parco, non è difficile scorgere cervi, stambecchi e l’aquila reale, vera e propria rarità, il cui avvistamento è atteso con grande gioia dagli amanti della natura e in particolare da chi pratica il birdwatching.

Cosa vedere a San Martino di Castrozza (e dintorni)

Località turistica celebre e rinomata, San Martino di Castrozza si trova a quasi 1.500 metri di quota, nel cuore della Valle del Primiero. La grande ricchezza di impianti di risalita, piste da sci e hotel farebbe pensare a una presenza di viaggiatori consolidata nei secoli, eppure lo sfruttamento turistico della zona ha meno di 100 anni. Fu, infatti, la ricostruzione dopo la Prima Guerra Mondiale a far conoscere un territorio fino ad allora basato su artigianato, allevamento e coltivazione.

Bellissimi i paesaggi di queste terre, un vero idillio per gli occhi e l’anima: verdissimi prati e boschi d’estate, bianche le cime d’inverno ricoperte da un alto manto di neve. Che sia in bicicletta, in moto o con sci e ciaspole, non si può resistere al fascino di queste zone. E tutt’intorno San Martino, lo spettacolo non è da meno. Vi basta andare a Mezzano, tra i borghi più belli d’Italia, per accorgervene. In particolare, i medaneschi vanno fieri delle loro cataste di legno e, con questo prezioso materiale, realizzano opere d’arte per delle mostre diffuse che si rinnovano di anno in anno nella stagione invernale.

Senza dimenticare, poi, quelle strade che, come il vicino Passo Rolle o il Pordoi e il Sella, fanno la felicità di chi si muove su due ruote.

[foto copertina @slawomir366/Shutterstock.com, solo per uso editoriale]

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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