Un borgo fantasma e un castello meraviglioso: due borghi iconici del Lazio da non perdere

Nel cuore della Tuscia viterbese sorgono due incredibili borghi circondati da fascino e mistero. Tra ruderi dove il tempo sembra essersi cristallizzato e murales fiabeschi, si aprono panorami indimenticabili.
Antonia Festa  | 02 Set 2026  | Tempo di lettura: 2 minuti

Il Lazio è la meta ideale per i bikers che amano scoprire borghi sconosciuti alle rotte turistiche. La Tuscia viterbese, in particolare, nasconde due meravigliose località che sono diventate simbolo di rinascita: Celleno e Roccalvecce. Uno è un “borgo fantasma” che sembra il set di un thriller, l’altro è diventato un vero e proprio museo a cielo aperto grazie a un geniale progetto artistico. Pronti a scoprire nel dettaglio le bellezze di questi due comuni? Partiamo, TrueRiders!

Celleno e Roccalvecce: due borghi iconici del Lazio da raggiungere in sella

Sant’Angelo di Roccalvecce, il borgo rinato grazie ai murales

[foto @Darek i Jola / Shutterstock.com, solo per uso editoriale]

36 murales, che raccontano un viaggio nel paese delle fiabe. Non è quello di Alice, ma Sant’Angelo di Roccalvecce. Un borgo che, fino a una decina d’anni fa, era semi deserto, ma che oggi rivive grazie a un importante lavoro di artisti. Hanno dipinto strade, palazzi e vecchie case in un lungo percorso che, passando per il centro storico, realizza un itinerario senza soluzione di continuità tra la direttrice Teverina – Grotte Santo Stefano. Il progetto, voluto da Gianluca Chiovelli, è nato nel 2016 e ha trasformato il borgo in un luogo apprezzatissimo dai visitatori.

Tra le opere di questi artisti, molte richiamano libri celebri, come Pinocchio, Il giro del mondo in 80 giorni, Cenerentola, Peter Pan, I musicanti di Brema, Hansel e Gretel, Biancaneve e La bella e la bestia.

Celleno, il borgo fantasma (ma popolarissimo)

 

Somiglia molto alla vicina Civita di Bagnoregio (14 chilometri appena), ma Celleno ha avuto solo negli ultimi anni parte di quel successo che la città che muore sperimenta ormai da tempo immemore. Eppure, ha tutte le carte in regola per far innamorare i turisti: splendidi edifici in pietra tufacea e basalto, una rupe panoramica che si aggrappa su un costone di roccia circondato a 360 gradi dalla natura, archi, torri e giardini urbani.

E loro, le ciliegie, presenza irrinunciabile e golosissima che nei mesi primaverili rende ancora più sfiziosa questa località del viterbese. A volerne il recupero, dopo un lungo abbandono, sono stati Comune e Regione Lazio, che si sono avvalsi della collaborazione di associazioni, start-up e università, dando una decisa spinta agli studi sulla storia di Celleno e sulle caratteristiche geologiche del territorio.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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