Un borgo fantasma sorveglia la gola più spettacolare del Cilento: la strada per raggiungerlo è tutta curve

Fabio Belmonte  | 19 Ott 2026  | Tempo di lettura: 4 minuti

Arrivare a San Severino di Centola in moto significa lasciare alle spalle il turismo balneare di Palinuro e infilarsi in un Cilento diverso, fatto di gole rocciose, tornanti e silenzi. La strada si stringe, la montagna si avvicina all’asfalto e il fiume Mingardo diventa il filo d’acqua che accompagna l’itinerario verso il borgo fantasma. L’antico abitato, arrampicato su una cresta calcarea, appare all’improvviso sopra la Gola del Diavolo, con i ruderi che spuntano tra la vegetazione e raccontano secoli di presidio sul fondovalle.

Per chi ama i percorsi motociclistici, San Severino è una deviazione perfetta: breve ma intensa, panoramica e carica di atmosfera. Tra curve, brevi gallerie naturali di roccia e tratti in ombra, si raggiunge il paese moderno, dove si lascia la moto per salire a piedi verso le rovine medievali, tra castello, chiese abbandonate e affacci mozzafiato sulla valle.

San Severino di Centola: il borgo fantasma sospeso sulla valle del Mingardo

 

San Severino di Centola è uno di quei luoghi che in moto sembrano chiamarti da lontano. L’antico borgo medievale sorge su una cresta rocciosa che domina la valle del Mingardo, proprio dove le pareti dei rilievi calcarei si stringono a formare la celebre Gola del Diavolo. Dalla strada di fondovalle alzi lo sguardo e vedi le case in pietra, i ruderi del castello e i campanili che ancora marcano il profilo della rupe.

Oggi il nucleo storico è un autentico borgo fantasma, abbandonato tra Ottocento e Novecento a favore del paese nuovo sorto più in basso, accanto alla ferrovia e alle vie di comunicazione moderne. Camminando tra le vecchie abitazioni, le chiese dismesse e le mura di difesa, si percepisce chiaramente il motivo per cui qui, tra X e XI secolo, venne costruito un presidio fortificato: controllare l’accesso naturale tra il Golfo di Policastro e l’interno del Cilento meridionale.

Gola del Diavolo e paesaggi del Mingardo: scenari perfetti per chi viaggia in moto

 

La Gola del Diavolo, o Gola della Tragara, è il cuore scenografico di questo itinerario. Il fiume Mingardo ha scavato nel tempo un solco profondo tra il Monte Bulgheria e le alture opposte, creando un corridoio naturale dove la strada corre vicinissima alla roccia. In moto lo percepisci subito: le pareti calcaree incombono, la luce cambia di curva in curva, il paesaggio passa dall’aperto alla valle incassata in pochi chilometri.

Oltre al fascino naturale, la gola racconta secoli di passaggi: mercanti, viandanti, soldati che risalivano questa via obbligata tra costa e interno. Oggi, lungo il percorso, si notano testimonianze della vecchia linea ferroviaria e tratti di viabilità storica che seguivano il corso del Mingardo. Lo sguardo spazia dalle macchie di vegetazione mediterranea agli affioramenti rocciosi, mentre sopra di te, sulla cresta, rimane sospeso l’abitato medievale di San Severino, sentinella silenziosa del fondovalle.

La strada in moto verso San Severino: curve, varianti e consigli di guida

 

Dal punto di vista motociclistico, San Severino di Centola è una deviazione ideale da inserire in un giro più ampio nel basso Cilento. La direttrice principale è la SS562, che collega la costa di Palinuro con l’interno seguendo a tratti la valle del Mingardo. Qui il ritmo di guida è dettato da curve morbide, brevi rettilinei e tratti dove la montagna si avvicina all’asfalto, con pareti rocciose e boschi che si alternano.

Chi arriva da Palinuro può risalire lungo il fiume, mentre dalla direzione di Poderia si seguono le indicazioni per San Severino, raggiungendo il nucleo moderno ai piedi del borgo antico. La moto si lascia in un piccolo parcheggio vicino alla scalinata pedonale: da qui comincia la salita a piedi tra gradini e superfici irregolari.

La strada non è tecnicamente estrema, ma richiede attenzione per la visibilità ridotta in alcuni tornanti, gli eventuali detriti dopo le piogge e la possibile presenza di mezzi agricoli. primavera e autunno sono i periodi migliori: temperature miti, meno traffico balneare e colori del paesaggio che esaltano ogni sosta panoramica.

Visitare il borgo medievale abbandonato: cosa vedere e come muoversi

 

Lasciata la moto, la visita al borgo fantasma di San Severino comincia con una breve ma decisa salita. Il sentiero e la scalinata portano progressivamente tra le prime case in pietra, ancora adagiate sulla cresta secondo l’andamento naturale del terreno. Si cammina tra edifici crollati, murature superstiti e strutture parzialmente restaurate, in un equilibrio raro tra autenticità e interventi di salvaguardia.

In alto si riconoscono i resti del castello medievale, affacciato sugli accessi alla valle, mentre poco sotto spicca il Palazzo Baronale quattrocentesco, sviluppato su più livelli per adattarsi alle forti pendenze. Le chiese di Santa Maria degli Angeli e San Nicola, oggi in parte dismesse ma ancora leggibili nelle forme, raccontano la dimensione religiosa di un centro un tempo vivo.

Per esplorare il borgo sono sufficienti scarpe comode, prudenza e rispetto dei divieti: non tutte le strutture sono agibili e conviene evitare l’ingresso negli edifici pericolanti. Prima di partire è utile informarsi sulle condizioni del percorso e su eventuali eventi organizzati dalle realtà locali, che in alcune occasioni riportano luce, suoni e persone tra queste antiche pietre.

Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Sono un appassionato di moto, viaggi e itinerari su due ruote. Amo scoprire strade panoramiche, borghi e destinazioni meno conosciute, condividendo informazioni e consigli pratici per chi vuole vivere ogni viaggio curva dopo curva.

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