
Affrontare in moto la Gola della Schöllenen significa infilarsi in uno dei corridoi di roccia più spettacolari delle Alpi svizzere, dove il rumore del Reuss rimbalza sulle pareti di granito e i ponti si sovrappongono a diverse altezze. Tra Göschenen e Andermatt la strada del San Gottardo stringe le marce, seguendo curve, gallerie e passaggi sospesi che hanno messo alla prova generazioni di viaggiatori, mercanti e soldati.
Al centro di questo canyon alpino c’è il leggendario Ponte del Diavolo, un arco di pietra che concentra secoli di storia, ingegneria e folklore. Qui ogni sosta diventa l’occasione per ripercorrere le antiche rotte verso l’Italia, osservare da vicino le infrastrutture storiche e valutare le condizioni del fondo stradale, sempre influenzate da acqua, ombra e quota. Un itinerario breve, ma intenso, perfetto da inserire in un tour motociclistico tra i grandi passi del San Gottardo.
La Gola della Schöllenen si trova nel Canton Uri, nella Svizzera centrale, lungo la storica strada del San Gottardo che collega Göschenen ad Andermatt. È un canyon stretto, scavato dal fiume Reuss tra pareti di granito quasi verticali, dove l’acqua corre impetuosa e lo spazio per la viabilità è ridotto al minimo.
Per secoli questa gola ha rappresentato uno dei principali ostacoli naturali ai collegamenti tra Svizzera settentrionale e versante italiano delle Alpi. Prima di ponti e gallerie, raggiungere la valle di Urseren significava esporsi a frane, piene e cadute di massi, con percorsi adatti solo a muli e viaggiatori esperti.
Oggi la stessa gola è un tratto affascinante da percorrere in moto: il nastro d’asfalto si incunea tra le rocce, alternando brevi rettilinei, curve con visuale limitata e passaggi sospesi sul Reuss. Non è un classico passo fatto solo di tornanti, ma un corridoio montano dove si percepisce ancora il peso storico di ogni infrastruttura costruita nella roccia.
Il simbolo assoluto della Gola della Schöllenen è il Ponte del Diavolo, o Teufelsbrücke, che oggi si presenta come un sistema di attraversamenti su più livelli. Nello stesso punto si sono succeduti ponti lignei medievali, archi in pietra del Cinquecento e dell’Ottocento, fino alla struttura moderna del 1958 pensata per il traffico automobilistico.
Dal punto di vista paesaggistico, il colpo d’occhio è unico: il Reuss ribolle in basso tra le rocce, mentre i ponti affiancati disegnano linee diverse tra le pareti di granito. Percorrendo la strada in moto si notano i vecchi tracciati, le gallerie scavate nella montagna e i brevi rettilinei sospesi, che raccontano l’evoluzione dell’ingegneria alpina.
Sulla roccia spicca anche la figura rossa del Diavolo con la capra, ispirata alla leggenda locale e dipinta nel 1950 dall’artista svizzero Heinrich Danioth. È uno di quei dettagli che meritano una sosta veloce: spegni il motore, ascolta il rumore dell’acqua e lascia che siano la gola e i suoi ponti a raccontare la storia del San Gottardo.
La fama del Ponte del Diavolo è legata alla leggenda del patto con il Maligno: gli abitanti di Uri, incapaci di completare il ponte, avrebbero chiesto aiuto al Diavolo, promettendogli l’anima del primo essere vivente che lo avesse attraversato. Una volta conclusa l’opera, però, a passare per primo fu una capra, scatenando l’ira del Diavolo, che avrebbe tentato invano di distruggere il ponte con un enorme masso, la Pietra del Diavolo.
Oltre al folklore, la Gola della Schöllenen è teatro di vicende storiche documentate. Qui nel 1799, durante le guerre della Seconda coalizione, le truppe russe del generale Aleksandr Suvorov affrontarono i francesi che difendevano il passaggio. Il ponte venne danneggiato e poi ripristinato in modo di fortuna, in mezzo ai combattimenti.
A ricordo di quei fatti, lungo la strada sorge il Monumento a Suvorov, una grande croce scolpita nella parete di granito con un’iscrizione commemorativa. Dalla zona di sosta, quando le condizioni lo permettono, è possibile raggiungerlo a piedi in pochi minuti, aggiungendo una parentesi storica al proprio itinerario motociclistico sul San Gottardo.
Per raggiungere la Gola della Schöllenen in moto puoi arrivare ad Andermatt dal versante ticinese passando da Airolo e dal Passo del San Gottardo, quando aperto, oppure da nord seguendo la rete stradale del Canton Uri fino a Göschenen. Il tratto di gola utilizza la strada nazionale A2/H2 di superficie e non va confuso con il tunnel autostradale del San Gottardo.
Il periodo migliore per un viaggio motociclistico va in genere da giugno a settembre, quando temperature e condizioni dei passi risultano più favorevoli. In autunno avanzato e in inverno sono possibili neve, ghiaccio e fondi umidi, soprattutto nelle gallerie e nei tratti in ombra, quindi serve particolare prudenza.
Lungo la gola sono presenti aree di sosta da cui osservare il Ponte del Diavolo e, in stagione, imboccare il sentiero circolare della Schöllenen, una passeggiata di circa 30 minuti che passa sul vecchio ponte del 1830 e tra brevi gallerie pedonali. Il sentiero è normalmente aperto da maggio a ottobre: non va dato per accessibile solo perché la strada per auto e moto è sgombra.
Prima di partire controlla sempre viabilità cantonale, apertura dei passi (San Gottardo, Furka, Oberalp) e bollettini meteo. La gola è breve, ma intensa: guidare con margine, evitando sorpassi azzardati nel traffico misto, è la chiave per godersi in sicurezza uno dei tratti più iconici del motociclismo alpino svizzero.

Sono un appassionato di moto, viaggi e itinerari su due ruote. Amo scoprire strade panoramiche, borghi e destinazioni meno conosciute, condividendo informazioni e consigli pratici per chi vuole vivere ogni viaggio curva dopo curva.
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