
…e alla fine il fiume diventa mare, eppure non riesci a capire con certezza in quale punto avviene questa trasformazione. Questo viaggio è nel Polesine, nel cuore del Parco del Delta del Po. Porto Tolle è un mondo a sé: non ci sono lidi affollati o locali rumorosi, ma una natura vastissima, fatta di argini, canali, aironi in volo e acque che cambiano colore con la luce del cielo. È una delle zone umide più estese d’Europa, e ha qualcosa che nessuna spiaggia può offrire: la sensazione di essere ospiti discreti in un ecosistema millenario. Più ti avvicini al Delta, più le strade si svuotano e il respiro si allarga: andiamo in Veneto a scoprire questo scenario fuori dal comune.
Il percorso parte da Padova, città d’arte e di università, per poi entrare nella Bassa Padovana (SS516) e raggiungere Piove di Sacco, snodo tra la terraferma e la laguna. Continua sulla stessa strada per puntare verso Chioggia, la “piccola Venezia” dei pescatori, dove vale la pena fare una pausa sul corso del Popolo o nel mercato del pesce. Superato il ponte sul Brenta lungo la SS309, inizia la parte più affascinante del viaggio: le strade diventano argini, i campi lasciano spazio a valli e canneti, l’orizzonte si apre: Porto Tolle accoglie i visitatori con i canali e il profumo di salmastro. L’itinerario è di un totale di 84 km, per quasi due ore di durata.

Il Parco Regionale del Delta del Po, nella zona di Porto Tolle.
Situato in provincia di Rovigo, Porto Tolle è un comune molto esteso, ma il suo centro amministrativo è Ca’ Tiepolo, affacciato sul ramo principale del Po. Settemila abitanti, per ben 256,88 km quadrati di estensione: è il 65° Comune più esteso in Italia e il secondo in Veneto. Il piccolo porto fluviale ospita ogni giorno motonavi turistiche: una buona idea è salire a bordo per esplorare le foci del Po di Venezia, di Maistra o di Gnocca, dove l’acqua dolce e salata si fondono.
Se cerchi l’immagine più iconica del Delta, Scano Boa è una tappa obbligata. Raggiungibile solo in barca (con escursioni organizzate), è una striscia sabbiosa tra la laguna e il mare, abitata un tempo da pescatori e ora popolata solo da gabbiani e aironi. Le antiche capanne di canna palustre (chiamate Casoni) sono ancora visibili, simbolo di un modo di vivere estinto ma profondamente legato alla terra (e all’acqua) di qui.
Un’altra meraviglia è la Sacca degli Scardovari, un’ampia laguna salmastra dedicata alla pesca e alla mitilicoltura. Le cozze DOP di Scardovari sono famose in tutta Italia, e vale la pena fermarsi in uno dei tanti agriturismi per un piatto di spaghetti con le cozze appena raccolte. È anche luogo della Vongola di Scardovari e dell’Ostrica Rosa. La vista delle palafitte tipiche (le cavane) è uno spettacolo in sé.
Abbiamo già segnalato la possibilità di fare escursioni in barca: tante cooperative locali offrono tour nelle foci del Delta con guide naturalistiche. Se sei appassionato di fotografia, qui avrai possibilità di immortalare fenicotteri rosa, aironi cenerini e falchi di palude. Le spiagge di Barricata o Boccasette sono selvagge, battute dal vento, perfette per chi ama stare lontano dall’affollamento balneare. Per concludere alla grande la giornata, non può mancare una cena a base di pesce locale: cozze, vongole, anguille.
A Porto Tolle e dintorni le cose da fare non mancano. Nella vicina Taglio di Po, visita il Museo Regionale della Bonifica a Ca’ Vendramin, per capire come l’uomo ha “domato” queste terre d’acqua. Assaggia i dolci locali: il “bussolà” è la delizia tipica del territorio da Vicenza fino a qui. Infine, prolunga il viaggio nel Polesine fino a Comacchio o alla Sacca di Goro: su TrueRiders trovi l’itinerario perfetto per te!

Parco del Delta del Po: Porto Tolle, Rovigo.

Scrivo di viaggi e musica - che a volte sono la stessa cosa.
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