
Maggiore tra quelle della Dalmazia, oltre alle spiagge da sogno e alla movida, l’Isola di Hvar ha tantissimo da offrire. Immersa nel Mar Adriatico e circondata delle più piccole Brazza, Lissa e Curzola, è, con i suoi 28 chilometri, la più lunga fra le isole della Dalmazia. Una striscia di terra oggi rinomata meta turistica, specialmente nel periodo estivo, capace di offrire panorami mozzafiato, spiaggia di sabbia e di ciottoli, campi di lavanda, vigneti e oliveti centenari a perdita d’occhio. Non è, però, soltanto natura, ma anche storia e cultura: sparsi sui suoi 300 chilometri quadrati di superficie, decine di borghi e paesini custodiscono al loro interno reperti e opere d’arte di inestimabile valore. Partiamo per questa avventura?

Nel corso dei secoli, s’è vista contesa in decine di guerre, prima tra i Greci, poi tra i Romani, i Bizantini, gli Slavi e i Veneziani. Una storia millenaria che, inevitabilmente, ha profondamente segnato, nel bene e nel male, questa regione e le sue genti. Così bella e così vicina all’Italia, l’isola di Hvar (Lèsina, in italiano) merita senza dubbio d’esser visitata: il clima mite rende, infatti, il soggiorno piacevole in tutte le stagioni.
Pur godendo dello status di isola maggiore, i 28 chilometri di Hvar non sono poi molti: ciò vi consentirà di esplorarla in ogni sua parte, godendovi i panorami sul mare con l’aria tiepida che vi accarezza la pelle. L’isola ha molto da offrire, dalle più comuni attrazioni turistiche, come i locali notturni o le spiagge attrezzate, ai piccoli paesi sparsi su costa ed entroterra.
Da visitare, il paesino di Sucuraj, situato sulla punta orientale: un piccolo villaggio di pescatori circondato da spiagge e baie nascoste, con alle spalle, poiché un tempo dimora della regina Teuta, più di 2300 anni di storia. Seguendo, invece, la strada che da Jelsa (piccolo porto dalla vocazione particolarmente turistica e festaiola che si trova nella parte centrale della costa settentrionale) conduce al tunnel che porta a sud dell’isola, è possibile raggiungere e visitare anche il villaggio di Ivan Dolac che, circondato dai vigneti, ha caratteristiche case in pietra, simbolo dello stile architettonico dalmata.

Le spiagge di Hvar sono ambite dai turisti di tutta Europa, particolarmente dai giovani. Sabbia finissima, scogli e ciottolato rendono la vacanza una scoperta continua. La piccola caletta di Jagodna è interamente circondata dal verde: la spiaggia è di sassi e sabbia, dall’acqua cristallina con moto ondoso sempre abbastanza rilevante.
Mlaska è particolarmente adatta alle famiglie: il mare non è eccessivamente profondo e gli spazi sono ampi, con vari servizi. A Lucisce si ritrovano gli innamorati: secondo la legenda locale sembrerebbe che la spiaggia favorisca la fertilità! Tranquilla e silenziosa è Sveta Nedjelja, un piccolo angolo di sabbia finissima tra le rocce per chi non ama il caos.
L’isola è facilmente raggiungibile e le migliori soluzioni per un viaggio in moto sono due: arrivarci direttamente dall’Italia a bordo di un traghetto internazionale o salpare (sempre con la moto imbarcata) dal porto di Spalato o da quello di Drvenik. Nel primo caso, basterà imbarcare la moto in Italia, partendo dal porto di Ancona o da quello di Pescara: le partenze sono assai frequenti ma le tariffe variano a seconda della stagione.
Nel secondo caso, invece, bisognerà mettere in conto qualche (piacevolissima) ora in sella. Partendo, per esempio, da Milano, si raggiunge Spalato in circa 9 ore, percorrendo la A4 e, poi, la E71 per circa 800 chilometri. Sebbene non eccessivamente impegnativa, la cosiddetta “tirata unica” può essere evitata con la scusa di una sosta lungo la strada. In questo caso, il consiglio potrebbe essere quello di avvicinarsi alla costa una volta superata l’Istria e scegliere un posto vista mare. Giunti a Spalato – altra bellissima città che merita una visita – il gioco è fatto: il traghetto arriva al porto di Stari Grad, sull’isola Hvar, in 120 minuti.

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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