Alsazia, dove andare a fare il pieno di storia e panorami


Una moto, un viaggio, un’avventura: sono partita con una tenda e un sacco a pelo, in totale libertà.

Dopo aver svalicato il Passo del Piccolo San Bernardo, mi ritrovo a Bourg Saint Maurice dove inizia una delle mie strade preferite: il Cormet De Roselend. Sono circa le 9 del mattino e l’aria è ancora fresca; inizia la salita, strada stretta e una serie di tornanti che non mi scoraggiano; ben presto la strada si allarga lasciando spazio ad una vista sull’Aguille des Glaciers che sembra abbracciarmi. La pendenza si riduce e le curve si sono fatte più veloci, permettendomi quel divertimento che ogni motociclista cerca, fino ad arrivare al valico a 1967 mt s.l.m.

Scendendo mi ritrovo al lago con la sua chiesetta che ispirano una pausa fai da te per godermi il silenzio che il posto mi regala.

Mi rimetto in sella e punto verso la mia prossima tappa, Cluny: non vedo l’ora di scoprire ciò che rimane della sua abbazia. Rimango sorpresa  di come i resti dell’abbazia più grande dell’Europa medioevale si siano amalgamati in armonia con il paese.

Si prosegue verso il colle della Croix della Serra, una strada nascosta tra i boschi con scorci tipicamente alpini. Continuo passando per il Col de La Ferriere e lascandomi alle spalle Mulhouse, sono al centro dell’Alsazia e ben presto mi ritrovo sulla Strada dei Vini alsaziani, un percorso che si snoda letteralmente in mezzo ai vigneti che circondano le varie cantine di degustazione della zona.

Raggiungo Colmar, Kaysersberg e Riquewihr, le città più emblematiche del territorio con le loro tipiche case a traliccio, che mi catapultano direttamente nel mondo delle fiabe. A Colmar rimango stupita, ad una rotonda mi ritrovo la copia esatta della statua della libertà americana,  la città diede infatti i natali ad Auguste Bertholdi, creatore della “libertà che rischiara il mondo”.

Il mio viaggio prosegue e accarezzando la Germania arrivo al Forte di Schoenenbourg, sulla linea Maginot: un bunker costruito durante la seconda guerra mondiale per bloccare il nemico tedesco. La visita vale davvero la pena, si scende fino a circa 30 mt sotto terra e si percorrono circa 3 km di gallerie sotterranee che conservano ancora oggi tutte le attrezzature originali: cucine, impianto elettrico, infermeria, sala munizioni e armi, permettendo ai visitatori di capire come funzionava e come si svolgeva la vita in una struttura difensiva.

Dopo la visita, inizia la parte  ludica del viaggio: un bel giro sui vicini monti Vosgi; un bel susseguirsi di colli e curve, che mi regalano angoli con vista sulla pianura circostante. Ben presto però mi rendo conto che anche qui la presenza storica è importante: sul Col du Linge e sul Col de la Schlucht improvvisamente mi ritrovo all’interno di una vera trincea della Prima guerra mondiale. Infatti l’Alsazia, territorio di confine con la vicina Germania, è stata teatro di diverse sanguinose battaglie.

Mi fermo un attimo e il silenzio che mi circonda è emozionante e un forte sentimento di riflessione pervade la mia testa.

Riprendo il mio viaggio lungo la Route des Cretes che mi permette di liberare la mente e di godermi altri panorami da favola.

Ora il mio itinerario punta verso sud, e mi ritrovo nel luna park dei motociclisti alla ricerca di panorami dalle emozioni forti: sono nel Vercors. La  mia nuova avventura inizia a Pont-en Royans, un paesino caratterizzato dalle “case sospese”, case costruite a strapiombo sul fiume sottostante. Mi ritrovo in un altro mondo: strade scavate nella roccia, gole come le Gorge du Nan e le Gorge de la Bourne, e strapiombi con il Combe de Laval che fa da padrone, mi catapultano in un mondo uscito da un romanzo di Tolkien.

Ogni strada che incontro è un panorama unico e se, a causa del maltempo non riesco a conquistare il Col de la Bonette, il suo vicino Col de la Cayolle mi regala altrettanti scorci di fiumi, rocce e montagne. Salgo da Barcelonette e qui la strada è piuttosto stretta e ciò mi permette di godermi il paesaggio in totale tranquillità. Fantastico anche perchè ha appena finito di piovere e sono da sola: la vista che mi circonda è tutta mia!

Ma c’è ancora una destinazione che mi manca; un posto che chiude il cerchio di questo mio viaggio che ha come filo conduttore i luoghi della grande guerra.

Dopo aver passato le Gole del Daluis e la Route Napoleon punto sul Col del Turini sulle Alpi Marittime francesi; con una serie infinita di tornanti piuttosto stretti che con la mia moto ben carica diventano insidiosi, arrivo in vetta. Sono sul massiccio dell’Authion nel Parco Nazionale del Mercantour a circa 2000 m, nel bel mezzo delle fortificazioni di Cabanes Vieilles, costruite alla fine del XIX secolo e che permisero di fermare l’offensiva italiana nel 1940. A seguito di una serie di battaglie, si assiste allo spettacolo insolito di trovarsi un carro armato nel bel mezzo delle montagne a ben 2000 mt di quota!

La curiosità e la scoperta mi hanno fatto fare un bel pieno di panorami, curve e luoghi di importanza storica.



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