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BonzoTeam, in moto tra la Maremma, l’Argentario e l’Amiata

maremma

Qualche giorno fa vi avevamo presentato l’itinerario che i ragazzi del BonzoTeam sarebbero andati a fare tra le strade della Toscana, e precisamente nelle belle zone naturalistiche di Maremma, Argentario e Amiata. Ecco il loro racconto di viaggio, con foto annesse!

Tra i percorsi consigliabili per un weekend motociclistico, quello appena fatto percorrendo la Tuscia, la Maremma e la zona dell’Amiata, è sicuramente tra i migliori possibili. Strade che invitano ad una guida fluida e gratificante, panorami di sicuro effetto, borghi medievali perfettamente conservati e il mare a fare a corollario in alcuni tratti!

I riders del BonzoTeam presenti a questo giro sono cinque: il Presidente Bonzo, con la sua gloriosa Z1000SX con sul groppone più di 50.000 km, Aldone e la sua Moto Guzzi Griso, Er Duka e la sua fedele KTM Superduke 990, Sacrip’s e l’inossidabile BMW K1300S ed infine Tone con la neo-arrivata Honda VFR1200. La partenza dalla capitale è come al solito di buon mattino; alle 9.00 siamo già operativi. Foto di rito al “nostro” Piazzale, uno sguardo alle moto, luccicanti nelle loro livree… e via!

La Cassia (SS2bis) che ci accompagna, uscendo da Roma, per i primi chilometri di questo weekend, solo dopo il bivio per Monterosi ci permette una guida più interessante con le prime curve di un certo spessore all’interno della Riserva naturale del Lago di Vico con i Monti Cimini a dominare il paesaggio, per poi scendere verso Viterbo ed infine Montefiascone. Prima sosta-aperitivo, dopo i primi 100 km, sul piacevole lungolago di Marta, bel borgo situato in posizione pittoresca sulla sponda meridionale del lago di Bolsena. La voglia di ripartire è tanta, perciò ci rimettiamo in marcia!

Dalla provinciale del lungolago prima di Gradoli, svoltiamo in direzione Pitigliano (la famosa “Città del Tufo”) sulla SS74. La strada si lascia guidare meravigliosamente anche se alcuni tratti di “sporco” ci hanno fatto propendere per un ritmo più blando, dandoci così la possibilità di goderci i paesaggi che incontriamo. Appena oltre prendiamo la sp22 che conduce ad altri due borghi unici, Sorano e SovanaSorano, è definita la “Matera della Toscana”, per la sua particolare caratteristica urbanistica con numerosi edifici rupestri scavati nel tufo, che ricordano i celebri Sassi di Matera. Dotata di cinta murarie che risultano a tratti incorporate nelle pareti esterne di alcuni edifici del centro storico. Ricchissima di monumenti di epoca medievale, il territorio comunale era già abitato sin dal periodo etrusco, come dimostrano i notevoli ritrovamenti di insediamenti e necropoli antiche.

Sovana, centro etrusco antichissimo, sorge nel cuore dell’area del Tufo sulla riva sinistra del fiume Fiora, è inserito tra i “borghi più belli d’Italia” e passeggiare tra le sue vie regala scorci davvero unici! Dopo le brevi soste per ammirare questi due borghi riprendiamo le moto per un’altra bella serie di curve! Il tratto di circa 35 chilometri, che da Sovana ci porta prima a San Martino sul Fiora, poi a Catabbio ed infine a Saturnia ci regala bei sorrisi sotto il casco! E’ ormai ora di pranzo e decidiamo di fermarci ad un ristorante con tavoli all’aperto, prima del bivio per Saturnia. Tagliere di prodotti tipici, pici cacio e pepe per alcuni e gnocchi al ragù per altri, dolce e caffè, 22 euro a testa, prezzo giusto ma probabilmente in zona si trova di meglio. Classica partita di “briscola in cinque”, e via! Direzione Argentario! 

La strada riprende sinuosa fino a Manciano. Ripresa la SP74 puntiamo verso il mare, direzione Albinia, per poi giungere all’Argentario. Una vera goduria motociclistica, con asfalto perfetto, curve ampie e, cosa non da poco, traffico inesistente! Arrivati all’Argentario ci gustiamo una sosta nel caratteristico borgo di Porto Santo Stefano. Totale relax! Riprese le moto, percorriamo alcuni tratti della c.d. “Panoramica” ad un certo punto chiusa al traffico. Ritornati sulla litoranea puntiamo verso il Parco Regionale della Maremma, incastonato tra i Monti dell’Uccellina ed alla foce dell’Ombrone, per giungere all’Agriturismo Buratta (Via delle Casacce – Loc. Dicioccatone, Talamone), situato in una splendida posizione all’interno del Parco. Camere in stile maremmano, arredate con arte povera, pulitissime con i proprietari davvero cordiali!  La cena è una sorta di self-service al banco della carne (rigorosamente del luogo e bio), con affettati pagati “a peso”. Peccato per i secondi piatti già cotti e serviti in ciotoline di alluminio usa e getta.

 

20 marzo 2016

sorano

Risveglio di buon ora e lauta colazione vero punto di forza dell’agriturismo con focacce, bianche e con pachino, dolci molto buoni fatti in casa, oltre ad affettati, uova, succhi, e caffetteria varia. Talamone è il borgo che subito decidiamo di vedere: antica e fiorente città già in epoca etrusca, vide combattere nel 225 a.C. sul suo territorio una decisiva battaglia tra romani e celti diretti verso Roma. Dominio degli Aldobrandeschi in epoca altomedievale, i quali costruirono l’imponente rocca nel corso del XIII secolo, passò ai senesi nella prima metà del secolo successivo. Da vedere anche la Rocca aldobrandesca, imponente fortezza che domina il borgo di Talamone, fu costruita verso la metà del XIII secolo per volontà degli Aldobrandeschi, con funzioni di avvistamento e di difesa sull’approdo sottostante.

Riprese le moto affrontiamo le prime curve verso Magliano in Toscana e poi Scansano (40 km). Da qui incrociamo la “mitica” SP323 che con una serie infinta di curve da urlo assolutamente imperdibili, ci proietta prima verso Roccalbegna e poi verso Castel del Piano. Da qui la salita all’Amiata è questione di poche curve. La discesa verso Abbadia S. Salvatore regala poi altre curve e panorami di rilievo.

Ripresa la Cassia SS2, percorriamo un tratto di assoluto relax fino ad Acquapendente, tornando in territorio laziale, poi S. Lorenzo Nuovo. Da qui prendiamo la SP74 per Castel Giorgio fino ad Orvieto. Da qui la bellissima SP448, presa prima del borgo medievale di Baschi, ci permette di costeggiare il Lago di Corbara, all’interno del Parco fluviale del Tevere, fino ad arrivare al ristorante “Scacco matto” noto per la sua succulenta “bisteccaccia”! Dopo pranzo, soddisfatti per quanto mangiato, ritroviamo subito il piacere di guida, con una delle strade preferite da noi del BT: la SP205 “Amerina” che da Baschi ci porta fino ad Amelia in 35 chilometri di assoluto piacere come poche altre strade sanno regalare! Curvoni veloci, tratti tecnici con asfalto da riferimento, in un contesto naturale di assoluto rilievo.  Da Amelia i 15 chilometri che ci separano da Orte, passando per Penne in Teverina, ci danno altri spunti motociclistici di alto livello. Gli ultimi 80 chilometri del rientro, li abbiamo fatti in autostrada oramai soddisfatti per quanto visto, assaporato e soprattutto guidato in questi due magnifici giorni!

Questa esperienza ci ha confermato per l’ennesima volta che il mezzo ideale per godere appieno delle bellezze del “Bel Paese” sia indubbiamente la moto!