Dal Piemonte alla Calabria e ritorno attraverso i Borghi più belli d’Italia

9 giorni di viaggio al 90% in solitaria, 3101 km percorsi, 10 regioni toccate 18 borghi tra i più belli d’Italia visitati, più qualcuno fuori dalla lista. Migliaia di curve e altrettanti gradini. Tantissimi amici ritrovati e altrettanti nuovi conosciuti con cui ho passato momenti indimenticabili. Questo il mio viaggio, la mia esperienza in giro per l’Italia.

Centinaia di foto scattate, ma i ricordi più belli sono dentro di me…

Impossibile immortalare i profumi che mi hanno accompagnata dai gelsomini alle ginestre, dall’aria che sa di pino a quella che sa di mare. Impossibile immortalare le mie sensazioni mentre guido, mentre attraverso posti nuovi ed osservo con la curiosità e lo stupore di un bambino. Impossibile trasmettere il calore delle persone che ho conosciuto durante il mio tragitto, dalle chiacchiere con sconosciuti ai semplici saluti di chi incontravo per strada.

Tante volte la stanchezza ha avuto il sopravvento… Grazie a chi mi ha seguita, a chi mi è stato vicino. Sentire il calore della gente fa bene al cuore.

È stata un’esperienza fantastica!

Ripartirei domani

Giorno 1: Montaione – Buonconvento – Cetona

Oggi primo giorno di viaggio che mi porterà fino in Calabria. Ne approfitto per visitare i borghi validi per il trofeo.

L’itinerario è già pianificato da mesi e finalmente stamattina si parte!

Una leggera pioggerellina mi accompagna fino a Genova, poi il cielo per fortuna si apre e anche la temperatura inizia a salire: il clima giusto per viaggiare. Guido tranquilla e verso le 11 arrivo alla mia prima tappa: Montaione in provincia di Firenze.

Un borgo sulla collina circondato da ulivi da cui si gode un bel panorama sulla terra toscana. Passeggio per le vie del paese andando alla ricerca degli angoli più caratteristici: dalle vecchie mura ai vicoli adornati di vasi fioriti dai mille colori.

Decido di fermarmi qui a pranzo, e alla proposta di un piatto di panzanella non posso che accettare

Proseguo la mia strada passando per la val d’Elsa, luoghi a me già conosciuti: Colle val d’Elsa, Poggibonsi, Monteriggioni… E poi la val d’Orcia: Montalcino, Pienza, Montepulciano. Tutti meriterebbero una visita, ma avendoli già visitati in passato proseguo verso la mia seconda tappa: Buonconvento.

In realtà già 15 giorni fa ero passata di lì ma senza fermarmi, oggi invece vado la scoperta di questo altro borgo pianeggiante, circondato da splendide mura. La via principale è gremita di turisti, soprattutto ciclisti che percorrono la famosa Eroica.

Prima o poi riuscirò a farla anch’io, ovviamente in moto.

Mi addentro per i vicoli, dove non incontro anima viva. È bello andare alla scoperta degli angoli più nascosti, quelli più genuini, meno turistici…

Dopo aver mangiato un buon gelato mi rimetto per strada. Ho ancora un’ora di viaggio per arrivare alla destinazione finale di questa prima giornata: Cetona.

Ad accogliermi proprio davanti al cartello dei borghi c’è Francesco, il ragazzo da cui ho affittato la camera per la notte. Gentilissimo, mi aiuta a portare i bagagli in quanto non posso portare la moto nella piazza causa l’allestimento di una manifestazione.

Rimango subito colpita dalla vita che anima questo piccolo paese. La grande piazza rettangolare è piena di locali dove poter fare un aperitivo e mangiare. Un ritrovo per tutti e quindi dopo una doccia veloce vado a farmi un bel aperitivo

Voglio visitare il borgo prima che faccia buio e inizio a salire attraverso i ripidi vicoli che portano fin sotto la rocca. Definisco Cetona il paese profumato: ci tantissime piante di gelsomino dal profumo inebriante. Peccato che le foto non possano trasmettere queste sensazioni..

Per cena scelgo un piccolo ristorante adiacente la piazza, molto tranquillo. Vengo subito accolta con molta simpatia dalla coppia di gestori, con cui inizio a parlare e scopro che conoscono le zone da cui io arrivo.

La cena è squisita, piatti tradizionali ma rivisitati con accostamenti particolari che mi incuriosiscono: pici cacio e pepe con tartare di gamberi e un dolce di peconzola, amarene e biscotti.

Finisce così la mia prima giornata… Nella camera che si affaccia sulla piazza che ora è diventata silenziosa.

Domani mi aspettano altri km e posti totalmente nuovi da conoscere

Giorno 2: Acquasparta, Tagliacozzo e Atina

Il tempo è discreto, il cielo è nuvoloso ma non sembra minacciare pioggia.

Verso le 8:30 parto da Cetona, saluto la Toscana e arrivo in Umbria per la terza volta in un mese, costeggio il Trasimeno che oggi, data la giornata uggiosa non risplende con i suoi colori vivaci e poi inizio a perdermi per le strade sulle dolci colline. Dopo qualche intoppo lungo il percorso dovuto a dei cantieri arrivo nello splendido borgo di Acquasparta. La via principale dentro le mura è addobbata con le bandiere dei rioni, per la festa rinascimentale della prossima settimana.

Nella piazza principale, dominata da uno splendido palazzo, la gente è seduta ai tavolini e io inizio ad addentrarmi per i vicoletti.

Sembra quasi un labirinto, viuzze strette che si possono percorrere soltanto a piedi, un saliscendi continuo e tante volte giri l’angolo e la strada finisce… Mi diverto a cercare la via d’uscita.

Cerco di immedesimarmi in chi vive in queste case, una in fronte all’altra a distanza di un paio di metri. I panni stesi fuori, i giochi dei bambini davanti alla porta: il tutto mi dà un senso di tranquillità e semplicità. Mi fermo a fotografare una strana installazione chiamata il buco della strega e un anziano signore mi si avvicina per spiegarmi che quello è il modo con cui venivano e vengono tutt’ora fate le previsioni del tempo. Ci fermiamo a chiacchierare un po’, mi racconta di come Acquasparta a metà del secolo scorso fosse una meta ambita per le sue terme e le sue acque, mi indica il palazzo nella piazza e mi dice che lì è nata l’accademia dei Lincei. Starei ad ascoltarlo per ore, ma il tempo come previsto inizia a cambiare: scende qualche goccia e allora preferisco continuare il mio viaggio verso la prossima tappa.

Arrivo a Rieti, ogni volta che sono lì non c’è verso imboccare la strada giusta. Finalmente trovo la strada per arrivare a Tagliacozzo che per me è la vera rivelazione di questa giornata!

Arrivando si vede questo paese aggrappato sulle pendici della montagna, immagino anche qui tanti vicoletti stretti, tutti a salire. Ma una volta varcata la porta di ingresso del borgo rimango davvero a bocca aperta: un’enorme piazza, tantissimi palazzi colorati. Il bellissimo chiostro di San Francesco completamente affrescato, il convento delle monache. Capisco che questo borgo abbia avuto un passato importante.

Continuando a salire le vie si fanno sempre più strette, le case sempre una più vicina all’altra. Le poche persone che incrocio mi salutano, un signore mi indica la strada per andare a vedere altre cose belle e gliene sono grata. Il tempo è tiranno, Tagliacozzo meriterebbe una giornata intera, invece devo rimettermi in moto per raggiungere Atina dove dormirò questa notte.

Atina domina sull’intera vallata. Mi siedo al tavolino dell’unico bar aperto e ammiro di fronte a me la piazza con la fontana e l’ingresso del borgo, faccio un giro veloce, sinceramente inizio a essere un po’ stanchina e preferisco rientrare nel mio alloggio.

Giorno 3: Fornelli, Sepino e Zungoli

Da oggi mi aspettano luoghi e strade davvero sconosciuti e ammetto che un po’ d’ansia c’è.

Decido che non vale la pena correre, meglio assaporare la strada e godersi il panorama. Viaggiare da sola è un mettermi alla prova per affrontare le mie paure e sono consapevole che anche un piccolo errore potrebbe rovinare una bella giornata. Parto presto da Atina, il tempo non è dei migliori e fa freschino.

Si inizia subito con curve e tornanti della SS627: una meraviglia! È la strada che porta a Isernia attraverso le montagne, panorami stupendi e asfalto perfetto, anzi in alcuni punti c’erano ancora i cantieri. Dopo un’oretta arrivo al mio primo borgo: Fornelli. Gli ultimi tratti di strada sono immersi negli uliveti.

Fornelli è un gioiellino, racchiuso fra le sue antiche mura normanne, orgoglioso di essere uno tra i borghi più belli d’Italia. Entro dalla porta principale, e subito percorro il bel camminamento delle mura che gira tutto intorno al borgo. si può ammirare tutto intorno uno splendido panorama, le persone che incrocio mi salutano calorosamente e ciò mi fa sempre molto piacere. Mi addentro per i vicoletti, un susseguirsi di gradini, un saliscendi continuo.

Inizia a fare caldo, è troppo presto per fermarmi a pranzo, quindi dopo aver bevuto qualcosa di fresco decido di riprendere la mia strada. Per l’ora di pranzo arrivo a Sepino in provincia di Campobasso. Vista l’ora decido di cercare subito un posto dove mangiare, chiedo informazioni, ma mi dicono che non ci sono trattorie, solo una panetteria e un piccolo minimarket. Opto allora per un bel panino seduta su una panchina della piazza principale.

Dopo di che una bella passeggiata per il borgo per smaltire il lauto pranzo. Anche qua le vie sono tutte a gradini. Oggi pensavo di aver fatto tante curve, ma sicuramente i gradini sono 1000 volte di più!

Mi rimetto in sella per raggiungere il terzo borgo dove mi fermerò questa notte: Zungoli. Oggi sono davvero stanca, mi si chiudono gli occhi e non vedo l’ora di arrivare a destinazione presto in modo da avere un po’ di tempo per recuperare le energie. Passo dalla provincia di Campobasso a quella di Benevento e infine a quella di Avellino. Rimango molto colpita dai panorami, mi ricordano molto l’Umbria e la Toscana.

Arrivo a metà pomeriggio a destinazione, prendo possesso dell’appartamento, una doccia veloce, un po’ di relax sgranocchiando le ciliegie che mi sono state lasciate come benvenuto. E poi via alla scoperta di questo ennesimo borgo, di questi ennesimi vicoli e scalini. Ma il soggiorno qui ha tutto un altro sapore, ci sarà qualcuno ad attendermi, per conoscermi e per darmi il benvenuto nella propria terra.

È la prima volta che mi capita una situazione del genere. Da un lato sono divertita, io che non sono nessuno accolta come se fossi un’eroina, dall’altro lato ammetto che la cosa mi fa molto piacere.

Faccio in solitaria una prima visita del borgo, in modo da poter avere poi il tempo da dedicare ai miei ospiti.

Questo incontro nasce casualmente da un contatto con Carlo Staffa, presidente del Motoclub Irpino, che voleva conoscermi a tutti i costi. E coinvolge pure Anita Grande, consigliere comunale di Zungoli, che mi fa da guida in una interessantissima visita alla ricerca dei luoghi più caratteristici del borgo: le grotte: antiche abitazioni di Zungoli, e mi presenta a tutte le persone che incontriamo come quella che sta girando l’Italia da sola in moto

Trascorro con loro una bellissima serata, tante chiacchiere davanti a un bicchiere di vino e ai prodotti tipici di questa terra. Mi sembra di conoscerli da sempre, la loro ospitalità è semplice e genuina, vorrei stare con loro più a lungo, abbiamo tante cose da raccontarci ma dobbiamo salutarci con la promessa di rivederci.

Mai avrei immaginato che la mia passione per la moto e per i viaggi mi offrisse esperienze del genere.

Giorno 4: Gesualdo, Nusco, Altomonte

Ieri sera prima di dormire ho deciso che oggi avrei cambiato il mio itinerario rispetto a quanto avevo pianificato qualche mese fa. Anche questo è il bello di viaggiare da soli.

Già alle 8 di mattina il caldo si fa sentire. Lascio Zungoli tra i saluti dei bimbi che stanno andando a scuola. Il primo borgo che andrò a visitare dista poche decine di chilometri: Gesualdo.

Ma ci impiego quasi un’ora per raggiungerlo, visto che percorro strade molto secondarie e l’asfalto non è dei migliori. Devo usare molta prudenza. Nel casco mi dico: benvenuta nel club dei fermoni, ma chissenefrega se vado a passo di lumaca, non mi corre dietro nessuno.

A Gesualdo domina su tutto il bel castello Normanno da cui si può ammirare uno splendido panorama. La sosta qui è breve, fa molto caldo, il tempo di passeggiare un po’ per i vicoli e bere una bibita. Proseguo per una strada decisamente più agevole e raggiungo il borgo di Nusco dove decido di fermarmi per pranzo. Peccato che io sia abituata agli orari del Nord e a mezzogiorno mi dicono che è ancora presto. vabbè, andrò alla scoperta di questo paese e mi farò venire fame.

Trovo refrigerio facendo una bella passeggiata nel parco dei ruderi del castello, con vista panoramica a 360°.

Dopo la sosta a Nusco farò la strada più veloce che mi porterà ad Altomonte dove mi aspettano gli amici calabresi e dove soggiornerò per 4 notti.

Voglio arrivare presto per abbracciarli e per avere la possibilità di riposarmi come si deve.

Altomonte

Ho soggiornato qui per 4 giorni e oltre ad aver avuto modo di visitarlo per bene, ho avuto la fortuna di conoscerlo sotto molteplici aspetti grazie alla guida e ai racconti del signor Enzo e della sua famiglia che mi hanno ospitata Moto in Tour presso il loro hotel.

Questa famiglia crede tantissimo nel suo territorio e lo promuove in modo esemplare. Ti fa sentire il benvenuto, ti fa sentire a casa, ti fa sentire in famiglia. Sono sempre molto presenti, non solo per venire incontro a ogni esigenza degli ospiti, ma soprattutto per farti vivere appieno l’esperienza in questo borgo. Grazie a loro ho scoperto piatti tipici e semplici della loro terra, che ci hanno insegnato anche a riprodurre grazie a un cooking show.

Mi sono seduta nell’anfiteatro ascoltando i racconti di Enzo Barbier , che ci ha fatto da guida, riguardo Altomonte, al suo sviluppo turistico degli ultimi 50 anni grazie a persone che come lui credono nel proprio territorio.

Ho passeggiato per i vicoli, ho visitato la stupenda chiesa di Santa Maria della Consolazione, il chiostro del convento dei frati domenicani sempre accompagnata dai suoi racconti ricchi di particolari.

Oltre alla bellezza indiscussa del borgo, sono questi particolari che mi fanno apprezzare e amare ancora di più i posti che visito!

Giorno 5: Caccuri

Oggi si va alla scoperta della Calabria.

La giornata inizia con un’ottima colazione a base di “uovo al Purgatorio”: per la serie teniamoci leggeri!

Ore 10 partenza da Altomonte con tutto il gruppo, il caldo è già insopportabile. Per fortuna la destinazione di oggi è la Sila, quindi salendo in quota la temperatura è decisamente più fresca e si sente nell’aria il profumo dei pini.

La prima tappa è San Giovanni in fiore, dove ci fermiamo per ammirare la bella Abbazia florense, Ne approfitto anche per fare due passi per le viuzze circostanti. Dopo questa breve pausa decido di staccarmi dal gruppo, diretto a Camigliatello, per andare a visitare il vicino borgo di Caccuri. Il piccolo “borgo della cultura” è arroccato su uno sperone di roccia dove la fa da padrone uno splendido castello.

Sono quasi le 2 del pomeriggio, non c’è anima viva, il silenzio è assordante.

La speranza di trovare anche un bar aperto è ormai vana. Ma da una via sento delle voci, in un primo momento penso che siano amici e parenti riuniti a casa di qualcuno per il pranzo della festa (spesso in questi giorni mi è capitato di sentire le voci e i rumori della vita quotidiana all’interno delle case), invece come un miraggio mi trovo davanti una piccola osteria.

Ordino un antipasto che sembra un banchetto di nozze, c’è ogni ben di Dio. Io che volevo stare leggera mi sono dimenticata che siamo in Calabria.

Dopo pranzo ancora quattro passi per il paese dove sotto un volto ci sono delle mattonelle con le dediche di personaggi famosi che hanno visitato il borgo in occasione dell’omonimo premio letterario.

È ora di raggiungere il gruppo a Camigliatello, da lì proseguiamo verso il lago di Lorica e per una breve sosta gelato.

Oggi è stato un tour poco impegnativo, dato che tanti di noi avevano già sulle spalle centinaia di chilometri per raggiungere la Calabria.

Giorno 6: Buonvicino e Aieta

Secondo giorno in Calabria.

Oggi abbandono il gruppo degli amici per gran parte della giornata e faccio un giro in solitaria alla ricerca dei miei borghi.

Alle 8 di mattina sono già in sella, da Altomonte percorro la statale 287 che mi porta sulla costa tirrenica e arrivo fino a Diamante, da lì mi butto nell’entroterra per raggiungere Buonvicino, un piccolo borgo addossato alla montagna

Di tutti i borghi più piccoli che ho visitato finora è quello più vivo e movimentato. Il mercato nella piazza, la coda alla farmacia, la gente seduta al bar…. Mi piace!

Mi rivolgo all’ufficio informazioni turistiche per avere alcune indicazioni, mi suggeriscono di andare a visitare il museo. L’incaricato mi guida nelle varie sale dove sono conservati pezzi di vita quotidiana, strumenti di lavoro, reperti. La cosa che mi colpisce maggiormente è scoprire che facevano meravigliosi tessuti filando i rami delle ginestre. Non si finisce mai di imparare. La guida mi parla anche della grotta di San Ciriaco, ma raggiungerla sarebbe una lunga scarpinata e dato il caldo e l’abbigliamento poco adatto rinuncio alla visita.

Ancora una camminata per gli stretti vicoli e i mille gradini e poi si riparte.

Ritorno sulla strada costiera e proseguo verso nord fino a Praia a mare, da lì imbocco la strada che mi porterà ad Aieta. Il tracciato è meraviglioso: asfalto perfetto, curve ampie e qualche tornante poco impegnativo, ma soprattutto una vista mozzafiato sul mare sottostante!

Arrivo ad Aieta per l’ora di pranzo, scambio due parole con un vigile urbano il quale mi consiglia che parte del borgo visitare. Prima però mi fermo a pranzo in una trattoria alle porte del borgo. Un piatto di tortelli ripieni di ricotta, una fetta di crostata ai mirtilli, un bicchiere di vino, un caffè e sono pronta per andare alla scoperta di Aieta.

Purtroppo il castello apre a metà pomeriggio, non me la sento di aspettare due ore sotto il sole cocente, quindi faccio una bella camminata per i vicoli, almeno così digerisco.

Riprendo la strada, è ora di raggiungere il mio gruppo. Ci ritroviamo insieme ad Orsomarso, altro piccolo borgo nell’entroterra, dove ci aspetta una breve visita guidata e un piccolo rinfresco organizzato dalle rappresentanze del luogo.

Ormai è giunto il momento di rientrare alla base, e la strada che da lì ci porta fino a Campotenese, pur essendo a tratti un po’ stretta, offre panorami unici.

Giorno 7: Oriolo e Rocca Imperiale

Ultima giornata alla ricerca dei borghi calabresi.

Stamattina mi sono spostata sulla costa Ionica e dopo aver percorso un tratto della strada costiera mi addentro all’interno per giungere a Oriolo.

Oggi il caldo è davvero insopportabile, girare sia in moto che a piedi è abbastanza impegnativo, quindi dopo una pausa a bere qualcosa di fresco decido visitare per primo il castello, almeno li starò un po’ al fresco. Una ripida salita mi porta al suo ingresso, la guida locale mi racconta la storia dalle origini ai giorni nostri. All’interno le stanze sono arredate, ci sono dei vestiti d’epoca e dalle sue finestre si vede il mare.

Ora mi aspetta il borgo: una bella scarpinata per le vie che dal castello scendono verso valle.

La chiesa principale oggi è addobbata a festa, tra poco ci sarà un matrimonio.

È ora di ripartire perché devo raggiungere il gruppo a Rocca Imperiale. Ripercorro la valle verso il mare, la strada è costeggiata in gran parte oleandri fioriti. Mi immetto sulla statale jonica rispettando scrupolosamente i limiti di velocità, in quanto sono presenti numerosi autovelox e tutor.

Arrivo puntuale all’appuntamento, il gruppo che era stato a Castelsaraceno a fare il ponte tibetano purtroppo è in forte ritardo, il caldo infernale con temperature fino a 40 gradi li ha costretti a fare numerose soste. Dopo quello che doveva essere il pranzo, ma visto l’orario è diventata una merenda, saliamo al maestoso castello di Rocca Imperiale.

Da lì la vista è mozzafiato, da una parte il mare e dall’altra montagne di arenaria. Una guida ci accompagna all’interno. La visita è molto interessante, purtroppo il tempo a mia disposizione è poco e non riesco ad approfondire la visita del borgo, sarà una buona scusa per tornarci il prossimo anno.

Con oggi termina il mio soggiorno in Calabria, da domani si torna verso casa.

Purtroppo tutte le cose belle hanno una fine.

Giorno 8: Sutri

Si torna a casa.

Sarà un rientro più veloce.

Alle 9 di mattina lascio Altomonte, mi piacerebbe fermarmi a visitare Morano Calabro che dista pochi chilometri, ma rinuncio, poiché fermarmi un paio d’ore nel borgo comporterebbe arrivare a Salerno e a Roma nelle ore di punta del rientro, cosa che voglio evitare assolutamente.

La mia scelta si rivela azzeccata! Il traffico è già molto intenso, fa un caldo bestiale e per due volte sono in coda a causa di cantieri e incidenti. Dopo una settimana di strade quasi deserte faccio fatica ad abituarmi al traffico. Faccio molte pause perché la stanchezza si fa sentire. Arrivo a Sutri dove mi fermerò per la notte. Nel cercare il b&b nel centro storico del borgo, sbaglio strada e mi ritrovo direttamente nella piazza principale, isola pedonale, gremita di gente, vigili e carabinieri compresi.

Un signore molto gentile mi viene incontro dicendomi che lì non potevo passare. Raggiungo il b&b grazie anche alle indicazioni del vigile, il quale mi dice dove posteggiare in quanto da lì a poco passerà la processione.

Mi rendo subito conto che è un paese molto ospitale, oltre ad essere molto bello e interessante. Sinceramente vorrei farmi una bella dormita, ma la curiosità di scoprire questo borgo la fa da padrona.

Il cielo è nuvolo, la temperatura è scesa per fortuna. Inizio a percorrere i vicoletti adiacenti il b&b e mi ritrovo davanti a uno splendido lavatoio che occupa tutta una piazza. Da lì mi dirigo al parco dove arrivando mi avevano colpito delle strane grotte scavate nel tufo rosso. È una camminata molto interessante, si tratta di tombe etrusche, trovo anche un anfiteatro romano anch’esso scavato nel tufo. I ricordi mi portano ai Sassi di Matera e Petra in Giordania.

Risalgo nel borgo, entro in una chiesetta dove si sentono dei canti, sinceramente penso sia una registrazione, invece mi accorgo che dietro una grata ci sono le suore Carmelitane che stanno facendo la loro preghiera, l’atmosfera è molto suggestiva.

Ritorno nella piazza dove ero arrivata in moto e mi siedo ad un tavolino di un bar per l’aperitivo, ad accogliermi il signore che avevo incontrato all’inizio che si fa in quattro per darmi informazioni su Sutri.

Una cena veloce a base di arrosticini e cicoria ripassata e poi me ne torno al b&b, ho bisogno di riposare.

Giorno 9 – Rientro

Ormai la stanchezza è tanta e la voglia di tornare a casa si fa sentire, quindi da Sutri a Serravalle Scrivia decido di intraprendere il percorso più veloce. Ogni tanto ci sta.

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