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BonzoTeam, Dolomiti Marathon 2015: la scalata al Passo dello Stelvio e l’arrivo in Austria

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Scalata alle Alpi, Passo dello Stelvio edition. In questo quinto giorno, il BonzoTeam passa dall’Italia alla Svizzera, percorrendo il Passo dello Stelvio, la Hochalpenstrasse e sfiorando il celebre Piz Buin!

Questa giornata lascerà un segno indelebile nei nostri ricordi, può essere a pieno titolo inserita nei ‘best tour’ di ogni motociclista che si rispetti! Ed in effetti è stata davvero fantastica…ma andiamo con ordine.

Livigno al mattino è uno splendore, un fantastico sole preannuncia l’arrivo dell’estate anche lì, la vallata è incantevole così come le vette delle montagne e noi dopo l’ennesima ricca colazione lasciamo il paese direzione Bormio-Passo dello Stelvio!

A dire il vero imbocchiamo la strada verso la Svizzera ed il tunnel del Gallo, fortuna che gli svizzeri si fanno pagare tutto e al ‘casello’ mi rendo conto che la direzione non è quella prevista. Insomma, retromarcia! Si ritorna a Livigno e lì trovo il bivio per Bormio. Bellissima la strada per il Passo di Foscagno, 2.291 mt fatta di 11 tornanti e 39 km che ci consente di toccare il paese di Trepalle (il comune più alto d’Italia) oltre i ‘duemila’ metri e poi scendere fino a Bormio, anzi per essere precisi poco prima prendiamo lo svincolo per il Passo dello Stelvio!

Già nel 2007 affrontammo lo Stelvio (2.758 mt), il secondo passo più alto delle Alpi (dopo il Col de l’Iseran 2770 mt) salendo da Trafoi con i suoi mitici e terribili tornanti (62!) ma poi ridiscendemmo attraverso l’Umbrail Pass per andare in Svizzera, stavolta salendo da Bormio e ridiscendendo a Trafoi (con i tornanti stavolta in discesa…) abbiamo completato l’opera (da Bormio a Prato allo Stelvio sono 82!).

Che dire dello Stelvio? Ogni volta che lo si percorre si ha la sensazione di essere entrati in un ristretto club di eroi che lo hanno scalato, è un luogo davvero unico che andrebbe visitato almeno una volta l’anno…il Passo è sempre molto trafficato tra bikers, automobilisti, qualche camper e gli ‘incredibili’ ciclisti ma una volta in vetta ci si ferma per ammirare il panorama che si ha di fronte e per rifocillarsi un po’…vanno assolutamente assaggiati i wurstel che un paio di chioschetti vendono, davvero squisiti! Io e il Sacri stavolta per non fare scontento nessuno abbiamo provato entrambi i prodotti dei due chioschi! Troppo buoni, da consigliare!

La salita da Bormio (versante meridionale) non è impegnativa come l’altro versante per quanto rimane comunque affascinante, anzi permette soste intermedie per scattare qualche foto e commentare la bellezza del paesaggio circostante. Altro aspetto unico dei passi alpini, ma è un commento che vale in assoluto non solo per lo Stelvio, è che si incontrano mezzi e due ruote di ogni tipoVespette che con l’ossigeno sempre più rarefatto vanno un po’ in crisi, sidecar teutonici inarrestabili, Guzzi e Bmw della Seconda guerra mondiale perfettamente marcianti, moto da cross con 90.000 km sul groppone, qualche scooter…nessuna Z750 (a parte quella del Presidente)!

Tutto intorno è ricoperto di neve, tantissima ma niente paura la strada è perfettamente mantenuta, la coppia Sacrip’s, anzi Lorena riesce a video-riprendere la salita e gli ultimi metri fino al tanto sospirato cartello non senza prima aver rischiato il frontale con una macchina, d’altronde fare i tornanti richiede una bravura ed esperienza tali che talvolta può capitare di non pennellare la curva correttamente…(cmq poi ho mostrato al Sacri la giusta traiettoria per i tornanti…io li faccio benissimo!). Fortuna che tutto è stato registrato per i posteri!

Ripartiti dallo Stelvio ci gustiamo le ampie e ventose curve della Val Venosta fino a Curòn e al famoso campanile che spunta dal lago, sosta obbligata per le immancabili foto col campanile a fare da sfondo…sono le 12.3o e la strada da fare è ancora tanta. In rapida successione superiamo il Passo Resia (1500 mt) che ci porta finalmente in Austria e il paese di Landeck porta d’accesso alla Silvretta Hochalpenstrasse. Devo dire che in fase di preparazione della vacanza il Silvretta mi era sconosciuto, in effetti è un po’ fuori mano rispetto ai percorsi alpini che dall’ Italia possono essere tracciati (stiamo al confine tra le regioni del Voralberg e del Tirolo), ma poi leggendo qua e là di motociclisti rimasti colpiti e affascinati da quel posto ho deciso di includerla nel Tour, col senno del poi dico che ho fatto la miglior scelta da quando organizzo viaggi.

Secondo i piani originari avremmo dovuto percorrerla da Landeck-Galtur fino al punto più alto il Bielerhohe per poi tornare indietro (in tutto un centinaio di km) e riprendere il Tour verso la Otztal fino a Solden. Ed invece una volta pagati i 18 euro della strada alpina e raggiunta la vetta assolutamente stupenda ci siamo convinti ad andare avanti, ma non sapevamo dello spettacolo naturalistico-stradale che ci attendeva una volta fatta la prima curva dopo il Bielerhohe! Altri 40 chilometri di assoluto godimento motoclistico tra tornanti (33!), curvoni e brevi rettilinei con alle spalle il mitico Piz Buin (3312 mt) a farci da osservatore speciale! Non potevamo tornare più indietro oramai; perciò il programma subisce il primo ‘allungamento’ di un certo rilievo.

Sono già le 17; in genere cerchiamo di arrivare nel luogo di destinazione entro le 18 per riposarci un po’ ed anche perché gli austriaci (ma anche gli svizzeri) alle 19.30 si mettono a tavola e alle 21 le cucine chiudono! Non vorrei lasciare il famelico Tone senza cena. Tra di me penso che forse abbiamo esagerato…le ‘zavorrine’ del gruppo cominciano ad accusare un po’ di stanchezza ed anche noi siamo un po’ stanchi.

Per accorciare i tempi ci facciamo l’Arlbergtunnel che paghiamo ben 8 euro e un minimo di autostrada (che non potremmo prendere dato che non abbiamo acquistato la ‘vignette’) e solo dopo altri 90 chilometri entriamo nella Otztal, paesino dopo paesino, curva dopo curva ammiriamo questa stupenda valle in tutta la sua bellezza…Solden non è più un miraggio, ma sono le 19 passate quando arriviamo alla Pension Andre Arnold.

Alla fine della giornata abbiamo contato più di 400 km! Ma sono valsi tutti! Una lauta e ricca cena nell’unico ristorante aperto a Solden ci ha ricompensato di tanto peregrinare e poi diritti a nanna a recuperare le energie, domani sarà la volta del celeberrimo Timmelsjoch (Passo del Rombo) e non solo.