TrueRiders

Dolomiti Marathon 2016, giorno 2 – Dalla Futa al Passo Cereda

shutterstock 3582518 compressor 740x416 - Dolomiti Marathon 2016, giorno 2 - Dalla Futa al Passo Cereda

Dopo la tranquilla prima tappa di questa Dolomiti Marathon 2016, i ragazzi di BonzoTeam ripartono dal Passo della Futa in direzione del nord Italia. Una seconda giornata ricca di colpi di scena, di luoghi e di suggestioni straordinarie.

Day 2 – 25 giugno 2016

Alle 8.15, col sole già bello caldo e con la piacevole sveglia del Presidente che camera per camera dà il “buongiorno”, siamo nel patio per la colazione (anche qui voto non sufficiente, con poca scelta dei cibi, malgrado l’operarsi del gestore per fornirci caffè e cappuccini in modo rapido). Alle 9.00 siamo con le ruote, di nuovo, sulla Futa, passiamo il passo e di gran carriera arriviamo al Passo della Raticosa (968 mt), dove già è presente un nutrito capannello di motociclisti del weekend, che affollano questa meravigliosa strada.

Noi al di là della foto ricordo abbiamo molta strada da fare, perciò ripartiamo affrontando una serie di curve niente male (con asfalto appena steso) da Loiano fino al fondo valle dove scorre il fiume Savena e la risalita verso Monzuno e da lì fino all’incrocio con la SP325 che porta nei pressi di Sasso Marconi, per l’innesto sulla A1. L’autostrada ci porta rapidi verso la pianura padana puntando prima verso Bologna, poi verso Padova sulla A13 ed infine verso Venezia sulla A27 e nei pressi di Quarto d’Altino, ci fermiamo per la pausa pranzo. Manuel (er Gondola) nativo di quelle zone ha modo di rivedere e riabbracciare il fratello per un paio d’ore e noi ci rinfreschiamo nel ristorante climatizzato! Il caldo è ancora molto forte e il nostro abbigliamento ne risente… soprattutto Max che ha la bella idea di viaggiare in canotta. Vi lascio solo immaginare gli odori prodotti dal giubbotto di pelle!

Alle 14.30 ci rivestiamo e affrontiamo gli ultimi 38 chilometri che ci separano dall’uscita di Vittorio Veneto Nord. Di nuovo serbatoi pieni e via! La vacanza “vera” inizia ora, dopo quasi 700 chilometri dalla nostra partenza da Roma! Usciti dall’autostrada prendiamo la SP35 direzione Cison di Valmarino, superando il lago di Revine per poi deviare nei pressi di Tovena, sulla SP635 in direzione Passo di San Boldo (S.Ubaldo) a 706 mt. Prima nitida sensazione avvertita è il “muro” delle montagne di fronte a noi, dove sta la strada del passo? In realtà dopo qualche curva si manifesta l’incredibile ingegneria austriaca nel ricavare dal nulla strade carrabili con l’aggravante delle 5 gallerie che limitano l’accesso delle vetture ad un solo senso di marcia!

La strada è detta dei “cento giorni” per il tempo record, nel 1918, in cui fu realizzata (e del purtroppo sostanzioso contributo di vite umane di quei luoghi). Al Passo ci fermiamo al ristorante-bar Laris dove ci dissetiamo, commentiamo la strada appena percorsa e attacchiamo il “primo” adesivo del Bonzo Team di questa vacanza! Riprese le moto, la strada scorre morbida tra i paesini delle pre-alpi bellunesi, Trichiana e poi Sospirolo ci introducono nella splendida Valle del Mis, nel Parco Nazionale delle Dolimiti Bellunesi! La strada è davvero affascinante, anche perché sembra (per chi c’è stato) un perfetto mix tra i fiordi norvegesi con le montagne a picco sullo specchio d’acqua e alcuni tratti dell’ interno della Corsica.

Numerosi i tunnel scavati dentro la roccia e le spettacolari vedute delle gole attraversate dal fiume. Il caldo afoso dell’autostrada è già un lontano ricordo e nuvole minacciose si arrampicano sulle prime vette dolomitiche che si manifestano ai nostri occhi… E’ il momento del secondo passo della giornata, il Passo Cereda a 1.369 mt sulla SS347 che collega la valle del Primiero alla valle del Mis. La strada è un bel susseguirsi di curve ben raccordabili su un asfalto in buono stato. Una volta arrivati al passo si intravede la parte terminale delle Pale di San Martino, che spettacolo! Breve sosta al passo per alcune foto di rito e per rifiatare un attimo, ma neanche troppo, i primi tuoni ci fanno capire che la parte finale del pomeriggio volge al peggio, fortuna che per arrivare all’albergo/baita Cant del Gal, nella Val Canali, mancano poco più di una quindicina di chilometri.

La discesa dal passo è forse più divertente che la salita, ma dopo alcune spettacolari curve, le prime gocce d’acqua iniziano a cadere. Arrivati in questo splendido posto facciamo in tempo ad accomodarci e a sistemare le borse, che viene giù un bel temporale che andrà avanti per tutta la notte! Grande mangiata a cena (di altissima qualità), grazie anche all’efficientissimo servizio del proprietario Nicola che ci ha trattato coi guanti. Indirizzo super-raccomandato e non solo per il contesto naturalistico in cui è inserito.