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Dolomiti Marathon 2016, giorno 3 – In moto verso l’Austria


Terzo giorno della Dolomiti Marathon 2016, la grande impresa su due ruote targata BonzoTeam. Dopo l’arrivo nel Nord Italia, oggi è la volta dei grandi passi e dello sguardo rivolto verso l’Austria, all’insegna delle vette più belle e suggestive dell’arco alpino.

Ci svegliamo con un pallido sole e tutt’intorno a noi umido e bagnato, segno che durante la notte la pioggia non si è risparmiata…alle 9,15 siamo di nuovo in sella ai nostri destrieri indossando precauzionalmente le tute antipioggia. Lasciamo la piccola e verdissima Val Canali, ripassiamo per passo Cereda e puntiamo diritti verso Forca Aurine (1.299 mt), la strada invita alla prudenza, fortuna che nel giro di poco tempo le nuvole del primo mattino inizano a farsi da parte, già pregustiamo un’altra grande giornata di moto! Ad Agordo ci fermiamo per toglierci le incerate, la Honda VFR di Tone decide che il cavalletto non va più bene e si poggia sul suo lato sinistro… leva frizione e cambio rotte! Disperazione? Quando mai! I prodi tecnici del BT (Bonzo, Sacrip’s, Sorcio, Teschio e Aldone) sistemano la moto di Tone e in poco meno di un’oretta siamo di nuovo in strada! Il Marathon prosegue!

Il passo Duran (1.601 mt) è il secondo passo che inanelliamo, tecnico e bellissimo mette tutti d’accordo su qualità dell’asfalto e guidabilità, anche qui adesivo commemorativo del nostro passaggio e via verso Dont sulla SP347. A Dont deviamo verso la SP251 per salire verso la Forcella Staulanza (1.773 mt) alle pendici del Monte Pelmo. Qui a tirare il gruppo ci si mette Manuel (che avrà fatto queste strade mille volte) imprimendo da subito un bel ritmo! Goduria pura! Altrettanto spettacolare è la discesa verso Selva di Cadore.Breve sosta per raffreddare le gomme che si riparte alla volta di Selva di Cadore da dove attacchiamo la SP638 per un “inedito” del Bonzo Team, il passo Giau (2.233 mt)! Situato al centro di un vasto alpeggio, ai piedi del Nuvolau (2.574 m) e dell’Averau, rappresenta un’interessante alternativa al Passo di Falzarego (2.109 mt) per arrivare a Cortina dalla zona dell’Agordino (ovviamente ridiscendendo, dopo la sosta, ci siamo fatti anche andataritorno al Falzarego!).

La salita è pazzesca con curvoni veloci e tornanti più stretti, addirittura verso la cima del passo ci sono due autovelox che inducono a raffreddare i “bollenti spiriti”, in realtà la magnificenza del paesaggio dovrebbe da sola suggerire una guida contemplativa, ma tant’è che arriviamo di gran carriera al passo! Decine di moto da ogni paese d’Europa fanno sosta, lo chalet , con dentro in esposizione una bellissima Honda 500 CB Four, ci accoglie per un sostanzioso pranzetto a base di fagioli, speck, frittata e wurstel (tanto per non farci mancare niente!) Un pò di relax sui verdi prati ci consente di godere di un bellissimo sole che a queste altitudini picchia forte! Vorremmo fermare il tempo!

Intorno alle 15.00 ci rimettiamo in marcia direzione Cortina d’Ampezzo (la “regina delle Dolomiti”), gioiello, racchiuso a 360° dalle Dolomiti Ampezzane, tra cui spicano le Tofane (3.244 mt), il Monte Cristallo (3.221 mt) e il Sorapiss (3.205 mt). La SS51, che avevamo fatto nel lontano 2007, è perfetta per togliersi qualche prurito velocistico, le macchine quasi del tutto assenti, ci consentono un ritmo allegro e quasi senza accorgesene arriviamo nei pressi del Lago di Misurina sulla SP49, incastonato tra le vette più incantevoli e maestose delle Dolomiti Bellunesi, come il Piz Popena, il Cristallino, le Tre Cime di Lavaredo, e il già citato Sorapiss che appare come un anfiteatro di roccia che va a specchiarsi nelle limpide acque del lago.

La sosta qui c’è tutta, vuoi per lo splendore del posto, che per riposarci un attimo! Anzi lo scenario proposto dal lago e soprattuto dalle vette che si riflettono in esso sono la cartolina più bella di questa giornata. Sulle sponde dello stesso brindiamo, con delle prestigiose birre locali, alle moto nuove di Aldone e Sorcio, prese pochi giorni prima della partenza!

Ripartiamo alla volta di Auronzo di Cadore sulla SR48, poco dopo il centro abitato, superato il lago di Santa Caterina, deviamo sulla splendida e poco battuta SP532 per il passo di S.Antonio (o del Zovo) 1.476 mt che consente di arrivare all’abitato di Padola, direttamente sulla strada del passo di Monte Croce Comelico (1.636 mt) la SS52 statale Carnica, facendoci così rientrare in Alto-Adige giungendo al bel borgo di San Candido. Vorremmo fermarci per fare due passi, ma anche oggi abbiamo macinato chilometri e non vediamo l’ora di rilassarci un po’!

L’ultimo tratto della giornata, sulla SS49, prima dell’arrivo a Prato alla Drava è molto rilassante, la Val Pusteria è attraversata dalla grande strada che la collega all’Austria, ma noi per complicarci le cose siamo speciali e troviamo una strada di montagna niente male che sale il dorso della stessa fino a giungere all’albergo Almhof, che riserva un paio di sorprese fantastiche! In primis una SPA di livello (jacuzzi, sauna, tepidarium, infrarossi…ovviamente proviamo di tutto beandoci particolarmente della jacuzzi con vista sulla montagna!) e per il dopocena il ping-pong e il biliardino (mentre il Tutina con dell’abbondante ghiaccio si prende cura del suo ginocchio che dopo 3 giorni inizia a manifestare un po’ di stanchezza e tende a gonfiarsi)! Cosa voler di più dopo una giornata così fantastica??? Alle 23 tutti a nanna, domani ci attende un tour di assoluto livello, la Grossglockner Hochalpenstrasse.