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Multipasso, giorno 1 – Direzione Appennini, da Monopoli al Gran Sasso

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Dopo aver vissuto l’incredibile esperienza di Monopoli vs. Nordkapp, Marco Boccaccio torna a raccontarci le sue avventure in moto con il Multipasso, un grande percorso alla ricerca dei più bei passi delle Alpi (e non solo).

 

Questo viaggio parte e termina, come sempre, a Monopoli, nella splendida Puglia. La prima tappa è una bella “accozzaglia” di Appennini, passando per Molise e Abruzzo, con contorno di… arrosticini e antichi borghi. Pronti per questa nuova avventura in compagnia di Marco?

Giorno 1 #multipasso – Da Monopoli a Gran Sasso

Distanza: km 561
Carburante: 42 €
Campeggio: 10 €

La decisione di partire oggi è stata presa solo due giorni fa. In tempo record procuro tutto l’occorrente mancante: vd40, grasso catena e cibo!! Carico Lara, rimetto tutte le idee a posto e rientro a casa per cena. Mio suocero sapendo della partenza con la risata sotto i baffi, esclama: “ma dove vai che il tempo è brutto in mezza Italia, piove a dirotto!”.

Non ci faccio caso alla battuta, figuriamoci… io amo guidare sotto la pioggia e di certo non mi tiro indietro per un po’ d’acqua nella visiera e sedere bagnato! Però dopo ci rifletto su…. che palle! Fare i passi con la pioggia non è una buona idea, non ti godi a pieno le curve e neanche i panorami. Prendo per buono la battuta del babbo e smanetto su internet e app varie. La situazione per l’intera settimana non è delle migliori, mi dicono e penso seriamente di rimandare! Mi metto a letto… si dice che la notte porta consiglio! Al risveglio vedo il sole dalla finestra… Ma parti c***o, esclama il lato buono della mia coscienza! E infatti, si parte!

Saluti e abbracci con la morosa e ingrano la prima. Destinazione è il Gran Sasso in Abruzzo, niente autostrada! Da Monopoli SS16 direzione Foggia per poi imboccare la SS17 e quindi la SS645 verso Campobasso. Bellissimo tratto, quest’ultimo, con curve veloci e dell’ottimo asfalto. Alla SS645 gli ho dato un nuovo nome: “Il Passo di Campobasso”. Riprendo la SS17 e all’altezza trovo un bivio per il “Passo San Leonardo”, senza esitare svolto… fatto bene! Dopo qualche km trovo l’insegna “strada chiuso al traffico causa frana”, faccio finta di non averla vista! Trovo una transenna legata con catena e lucchetto, la sposto involontariamente e passiamo! Fatto di nuovo bene! Strada deserta e la salita sulla montagna è spettacolare e veloce! Attraversiamo tutto il Parco Nazionale della Majella e quindi il Passo San Leonardo. Ritorno per la mia strada verso Castel del Monte e finalmente il Gran Sasso. Dimenticavo…. Niente pioggia, anzi, sole e un piacevole fresco! Babbo ridi ancora? Inizio a incrociare altri motociclisti, ci abbagliamo e salutiamo. Mi intossico di curve. Lara è più frizzante che mai, ci divertiamo tantissimo! Il Gran Sasso assomiglia all’altura di Nordkapp e riaffiorano dei bellissimi ricordi! La vegetazione è scarsa, niente alberi solo muschio e erba bassa, mi sto rilassando!

Una volta mio “ccuggino” amante di sci mi raccontava delle bracerie che ci sono sul ciglio della strada, dove puoi acquistare gli arrostini e cucinarteli… È bastato poco per individuarli… da lontano vedo i motociclisti parcheggiati e segnali di fumo. Era arrivata l’ora di pranzo! Con solo 5 € trasformo un semplice Sabato in Lunedi di “Pasquetta” a base di arrosticini e compro anche della salsiccia esiccata locale, per la cena. Riprendo la strada per Campo Imperatore, mancano ancora 21 km di curve. Raggiungo la vetta, il posto è bellissimo, un’aria incontaminata e c’è un bel sole. A pensare che ieri c’è stato un diluvio allucinate! Sono quasi alla fine dell’itinerario di oggi, in largo anticipo sono le 15 ed ho ancora voglia di guidare.

Decido di scendere a Santo Stefano di Sessanio, una delle porte di accesso della parte meridionale del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. La strada continua a regalarmi delle bellissime curve, cade qualche goccia d’acqua ma niente di preoccupante.  Raggiungo il paesino e ne approfitto a fare una passeggiata per visitare il centro storico. Vedo molte impalcature e capisco che la causa della distruzione di buona parte del paese è stato il terremoto che ha colpito l’Abbruzzo nel 2009. Chiedo, comunque,  ad un artigiano il quale mi conferma e che ormai sono rimasti circa 60 persone residenti in centro, il resto vive nei prefabbricati o chi è più fortunato è riuscito a ricostruirsi casa. Comunque il centro è bellissimo, piccoli vicoli e moltissime scalinate ed archi, qualche negozio di souvenir e prodotti tipici. Riprendo Lara e ci dirigiamo verso un campeggio. Avevo visto l’insegna scendendo dal passo. Il posto è carino, sistemo la tenda e pianifico la strada di domani. Nel mirino Bocca Trabaria, la Futa e forse ci butto dentro altro.. Ciao a tutti!

Marco Boccaccio

BuonaStrada – Diario di Viaggi in Moto