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Multipasso, giorno 9 – Il ritorno a Monopoli (con problemi tecnici!)

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Finalmente a casa! Il Multipasso di Marco Boccaccio (aka BuonaStrada – Diario di Viaggi in Moto) giunge al termine con l’ultima tappa verso Monopoli, dalla Toscana alla Puglia con la fedelissima due ruote.

Una tappa segnata da qualche difficoltà tecnica, diciamo imprevisti dettati dalla stanchezza. Ma dopo 5.000 chilometri in nove giorni, ci sta, non pensate anche voi?

 

Giorno 9 – Da Tellaro a Monopoli

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Carburante: 70 €

Autostrada: 33,30 €

Stanotte le ragazze vicine di tenda volevano fare le ore piccole sghignazzando allegramente dentro la tenda. A quel punto gli faccio capire che io e i campeggiatori affianco volevamo riposare, gli dico: BUONANOTTE, educato ma leggermente aggressivo. Ricambiano e con molta educazione iniziano a parlare a bassa voce. Insomma, un po’ di rispetto!

Sveglia di prima mattina e smonto il bivacco. Anche l’olandese vicino inizia a smontare tutto, anche lui di rientro a casa dopo aver visitato altre nostre città del nord. Il problema però, nonostante le 7.30 fossi già operativo, il cancello del campeggio era chiuso. I campeggiatori mi riferiscono che il custode arriverà per le 8, pertanto sono costretto ad aspettarlo. Oggi, purtroppo è l’ultimo giorno, in quanto impegni di lavoro mi costringono a rientrare un giorno in anticipo. Decido comunque di fare un altro passo, no di montagna, ma di colline, le Vie del Vino.

Viene dato a volte questo nome, in quanto è la strada che unisce i paesi che portano il nome dei migliori vini toscani. Punto di partenza può essere facoltativo. Io decido di partire da Siena e di conseguenza mi dirigo lì. Per ridurre i tempi del viaggio, decido di prendere l’autostrada. Lo start è la famosa Piazza del Campo, scenario del palio di Siena, la famosa corsa dei cavalli. Credo che ogni cavallo corrisponda ad una contrada, infatti girando le vie, noto le bandiere di diverso colore e simboli. Penso che siano le bandiere delle contrade. Anche io sostanzialmente ho dei cavalli e fanno parte di una contrada: “il box della tribù dei 27 gradi” ed è il momento di farli correre.

Imbocco la SR2 direzione Buonconvento. La particolarità di queste strade, oltre le curve e boschetti sono i vigneti e colline dove spesso in cima sono situati dei bellissimi casolari. Prima tappa è Montalcino. Riesco a raggiungere quasi il centro dove è ZTL. Faccio qualche foto e riprendo il cammino verso il sud, stavolta verso Pienza, poi Chianciano Terme fino a Città della Pieve. Questo tratto di strada è sempre piacevole, ideale per le uscite domenicali. Certo, che rispetto ai passo fatti in questi giorni, non mi entusiasma tanto. Sicuramente se avessi fatto questo itinerario prima, lo avrei apprezzato di più. Sono quasi le 13.

Decido di prendere l’autostrada, direzione casa. Qualcosa interrompe la mia tranquillità. Durante la guida ho la percezione che Lara volesse spegnersi, succede solo un paio di volte, ma capisco che la colpa è della “maledetta elettronica”. Mi fermo e cerco di capire facendo dei test. Verifico che la moto a folle parte regolarmente, ma quando innesto la prima si spegne. Sono sicuro che la colpa sia del sensore-cavalletto, presumo sia inzuppato d’acqua. Gli dò una pulita, dall’esterno spruzzo del wd40, sembra tutto ok! Continuo il viaggio verso sud, tengo sott’occhio il contachilometri perché Lara sta per festeggiare i suoi 50.000 km e voglio immortalare questo numero con una foto. Giunto il momento, ci fermiamo in un’area di parcheggio e brindiamo con una Red Bull.

Siamo quasi a Bari e di botto la festeggiata si spegne! Di solito quando uno rimane a piedi è incazzato come una bestia. Io ridevo! Pensavo… non è di certo un pulsantino a fermare il nostro viaggio! Chiamo Luciano, meccanico, nonché fisioterapista di Lara, mi conferma che è il sensore, basterebbe eliminarlo e chiudere il circuito. In sostanza il sensore cavalletto è un interruttore normalmente chiuso a cavalletto a riposo. Quando invece in cavalletto è aperto il circuito si apre e di conseguenza quando si innesta la prima la moto si spegne per motivi di sicurezza. Per risolvere il problema elimino il sensore tagliando il cavo e lo metto il corto cosicché rimane sempre chiuso. Si parte! E finalmente arrivo alla base. Scarico saluti e abbracci con Lara e gli prometto che a presto la pulirò per bene.

Marco Boccaccio

BuonaStrada – Diario di Viaggi in Moto