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#BuonaStrada a Craco, un giro in moto nella città fantasma della Basilicata

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Marco Boccaccio, aka BuonaStrada – Diari di Viaggio in Moto è sempre a caccia dei luoghi più belli, curiosi ed emozionanti per un giro in moto. In questo diario di viaggio da una giornata ha scelto di visitare Craco, l’emozionante borgo abbandonato della Basilicata.

Protagonista delle riprese di molti film, tra i quali La Passione di Cristo di Mel Gibson, Craco è una bellissima destinazione per chi vuole godere di un piccolo viaggio in moto, soprattutto se come Marco partite dalla Puglia o dalle zone equidistanti, e dunque riuscite a condensare il tutto in un percorso di meno di 300 chilometri.

Il percorso stradale che ha seguito Marco (e che trovate alla fine dell’articolo, sulla mappa) prevede la partenza da Monopoli e, passando sulla SP237 in direzione Castellana Grotte, deviare poi sulla SP240 per Putignano, proseguire sulla SP106 in direzione Gioia del Colle, proseguire verso Matera sulla SS7 Appia e continuare sull’Appia e l’SS7racc fino a Ferrandina Scalo, dove poi si devia sulla SP176-E847 in direzione di Peschiera e, infine, di Craco, per un totale di 132 chilometri e una percorrenza di circa 2 ore, traffico permettendo.

Ma sentiamo cosa ha da dire Marco su questo bellissimo luogo, la sua “destinazione del giorno” per un giro in moto:

La #basilicata continua sempre a stupirmi! La #buonastrada mi ha portato a Craco (MT), un ulteriore borgo antico del nostro Bel Paese. Un ulteriore borgo antico “abbandonato”! Purtroppo, questa volta la causa che ha portato gli abitanti a lasciare la propria terra, le proprie origini, le loro mura, non è stata una calamità naturale che ti colpisce senza preavviso, portando via vite e distruggendo tutto ciò che incontra nel suo percorso. Craco è stata colpita da qualcosa di diverso.

Nel 1863 una frana di vaste proporzioni, distrusse la parte bassa del paese, per fortuna senza vittime, costringendo buona parte della popolazione ad abbandonare le proprie case. La causa di questa devastazione furono i lavori di insfrastruttura di fogne e reti idriche a servizio dell’abitato. Furono stanziati quasi un miliardo e mezzo di lire per mettere in sicurezza il paese e modificare la rete idrica e fogna, installati in una zona argillosa.

Ma l’incompetenza e gli “interessi” del miliardo, portarono gli ingegneri e l’amministrazione comunale a costruire un enorme muro in cemento armato al fine di contenere la collina. Il problema fu che quest’ultimo venne posizionato sopra una parte più debole e argillosa della montagna, tanto è vero che solo dopo cinque giorni il muro presentava delle crepe. L’alluvione del 1970 fu il colpo decisivo per Craco. Il paese fu dichiarato totalmente inagibile e il resto della popolazione abbandonò le proprie origini per trasferirsi a valle. La beffa!

Nonostante, la devastazione, Craco fu colpita da un susseguirsi di atti vandalici e saccheggi.. dalle ringhiere in ferro battuto, finestre, mobili delle abitazioni fino allo smantellamento dell’altare della chiesa madre. Oggi Craco è un paese fantasma con qualche bestiola che pascola tra le vie del paese e le cornacchie che hanno trovato rifugio in una cucina o in una camera da letto. Da poco più di due anni una cooperativa di giovani del luogo, con la collaborazione dell’amministrazione comunale, hanno dato via a #MyCraco che consente una visita guidata nel paese almeno nella parte messa in sicurezza.

Certo, indossare un casco di sicurezza e percorrere le vie del centro, mette un pò di soggezione, ma con un pò di immaginazione riesci a parcepire il profumo dei dolci della pasticceria in centro, il rumore della sega circolare del falegname e l’aria pulita che la terra della Basilicata ti regala. Se vi trovate in #basilicata oltre a godervi le curve, il buon cibo, un panorama stupendo, visitate questo surreale posto! #buonastrada a tutti

 

Il percorso per raggiungere Craco (partendo da Monopoli)