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Le Alpi di Lorenzo, in moto alla ricerca dei passi più belli

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TrueRiders è un progetto nato e sviluppatosi grazie alla grande comunità dei motociclisti italiani. Sempre più lettori ci scrivono per ringraziarci dei nostri itinerari e per indicarci le loro scelte, chiederci consigli. Da oggi, con I vostri diari, vogliamo dare spazio proprio a voi.

 

Dopo il racconto di viaggio di Marco Boccaccio, che insieme al suo amico Jappo ha percorso ben diecimila chilometro in moto da Monopoli a Capo Nord (e ritorno), e senza dimenticare il fondamentale contributo dei nostri amici di BonzoTeam, oggi lo spazio di apertura della nuova sezione del sito è dedicato a Lorenzo de Marchi, che ci racconta i suoi cinque giorni sulle Alpi, a caccia di passi e strade uniche, rigorosamente in solitaria, ma con la grande voglia che accomuna tutti i rider: scoprire, viaggiare, conoscere.

 

Le Alpi di Lorenzo

Il mio giro parte da lontano, dalla passione per la moto nata con me e che mi accompagna sempre, anche quando all’età di 16 anni da poco salito sulla 125, sognavo di viaggiare, ma un incidente con quella stessa moto, ha portato come conseguenza l’amputazione della gamba sinistra; ho continuato fino a quando la patente non è scaduta e non mi è stata più rinnovata. Era il 1996, da allora fino al 2014 ogni primavera i primi rombi della stagione mi hanno sempre regalato brividi e nostalgia.

Cambiata la legge ho rifatto la patente della moto, con il limite del cambio automatico. La scelta era quasi inesistente e le modifiche approvate dal ministero (una) ad un costo spropositato. Quindi su quella base e la voglia irrefrenabile di tornare sulle due ruote mi fanno decidere per un TMax, la cosa più vicina alla moto con cambio automatico e penso subito a una vacanza come quella che ho sognato a 16 anni. Cosi inizia il mio tour, da solo, randagio, con un programma di massima e non dettagliato.

 

1° giorno – 270 chilometri, da Cantello a Merano

stelvio

La partenza è dal mio paese, Cantello in provincia di Varese, ad un passo dal confine svizzero, comune di 5.000 abitanti, famoso, per chi lo sa, per gli asparagi bianchi. Caricata la moto dello zaino alle 8.30 parto, raggiungo il confine e attraverso l’autostrada A2 in Svizzera, raggiungo Como ed esco per prendere la SS340 che costeggia il lago di Como, attraverso Cernobbio e paesini incantevoli incastonati sulle rive. Tappa a Menaggio per godermi il sole che si specchia sulle acque. Riprendo il viaggio verso Colico dove mi aspetta la SS38 che attraversa la Valtellina, parecchio congestionata, fino a Bormio dove mi fermo per fare rifornimento e prepararmi alla scalata del Passo Stelvio.

Incomincio a salire e tutto quello che si dice e scrive su questo passo è la pura verità, bellissimo! Ad ogni curva o tornante il sorriso si allarga sempre più! Raggiunta la vetta, parcheggio e dopo un pranzo seduto all’aperto con altri motociclisti, mi rilasso al fresco circondato da panorami unici, complice anche la giornata stupenda. Riparto e si scende verso Prato dello Stelvio, serie di curve e tornanti infinito, a valle il caldo e lo sbalzo termico dopo 2 ore a 2.700 mt si fa sentire, vedo un area a bordo strada con una bella pianta a fare ombra e mi fermo un attimo. Passano un gruppo di motociclisti austriaci che rallentano e mi fanno cenno se è tutto a posto, rispondo che è tutto ok e proseguono. Questo mi ha fatto sentire bene, sentire che anche se randagio non si è soli, una cosa che solo in moto si può vivere. Riprendo il viaggio verso la fine della mia prima tappa: Merano.

Appena arrivo mi fermo in un locale all’aperto, il caldo a Merano è impressionante! Davanti a un bicchiere di sidro di mela e 2 canederli comincio la ricerca per sistemarmi la notte, chiamo l’ufficio turismo e prima che abbia finito il sidro ho già la sistemazione, fantastico! Trovo a Tirolo, paese sopra Merano con un panorama unico sulla Val Passiria e le coltivazioni di mele, camera, doccia, un po’ di relax e la sera torno a Merano per la cena e una visita alle sue caratteristiche vie.

 

2° giorno – 160 chilometri, da Merano a Selva

passo giovo

Sveglia ore 8, colazione e si parte: SS44 attraverso la val Passiria e i suoi paesini nascosti tra una curva e l’altra fino ad arrivare ai piedi del monte Giovo e si comincia a salire; strada perfetta (come tutte quelle in Trentino!) curve e tornanti fatti apposta per le moto fino a raggiungere la vetta e i suoi 2.094 mt. Un bar e i tavoli fuori mi invitano a una pausa e godermi il fresco dopo il caldo di Merano. Riparto e scendo verso Vipiteno, finalmente, pur scendendo di quota si sta bene.

Arrivato a valle prendo la SS12 verso Bressanone per poi deviare sulla SS49 verso Brunico e da qui il panorama intorno cambia, magnifico, verde ovunque e scorci bellissimi. Raggiungo San Lorenzo di Sebato e devio sulla SS244, entrando nella Val Badia, le cartoline non sono nulla in confronto allo spettacolo che offre dal vivo, tra curve, gallerie e il torrente Gardena che scorre al tuo fianco. Raggiungo Corvara in Badia, rifornimento e affronto il passo Gardena che fin da valle mi offre una vista unica, più sali e più il panorama tenta di distrarti con le sue vette maestose e verticali, in vetta a 2219 mt, sosta e rifornisco gli occhi di meraviglie naturali, cominciando a comprendere “perché le Dolomiti”.

Il tempo si sta guastando e comincio a scendere verso Selva, cerco l’ufficio turismo, entro e chiedo sistemazione per la notte, 1 minuto ed esco con la lista di Garni disponibili. Prima che la pioggia arrivi sono in camera, doccia, relax e poi a cena davanti a un piatto di speck, Spaezli panna e speck e gelato ai frutti di bosco freschi.

 

3° giorno – 130 chilometri, da Selva a Canazei

sella

Anche oggi sveglia ore 8, colazione e via! SS242 verso il passo Sella, meteo grigio e strada umida dopo la pioggia della notte inducono alla prudenza ma lo spettacolo è integro davanti al massiccio Sella, maestoso! Piccola tappa a 2240mt per qualche foto e si scende, neanche il tempo di arrivare a valle e si risale, SS48 in direzione dello splendido passo Pordoi, a 2239mt, il mitico del ciclismo, ad ogni infinito tornante immagino le ripartenze sui pedali dei campioni ma anche dei pazzi che incontro e sono contento di avere sul mio manubrio la manopola del gas!

Comincio ad essere inebriato da queste strade incastonate nella natura tra vette immense, non vorrei mai scendere a valle. Scendo ad Arabba e prendo la SR48 che mi porterà al passo Falzarego e si ricomincia a salire, curve tornati, curve tornati.. una danza continua e bellissima! Tappa relax in vetta a 2105mt, un caffè e due chiacchere con altri motociclisti, raccontando ognuno il proprio giro. Si riparte e scendiamo verso Cortina d’Ampezzo, entrando nella regione Veneto. Particolarità: sul lato veneto panorami bellissimi ma con i più profumi che in Trentino non percepivo. Un altro senso soddisfatto. Raggiungo Cortina, un giro in centro e l’occhio volge al meteo che si sta guastando, decido di ripartire per affrontare il passo Giau e il passo Fedaia. Arrivo al bivio e un cartello mi avvisa che il Giau è chiuso per frana, sono tentato, essendo in moto, di provarci, magari ci passo, poi la prudenza vince e rinuncio.

Ripercorro il Falzarego e Pordoi deviando a valle verso Canazei. Bellissima, molto caratteristica con le sue case in legno. Come sempre, ufficio turismo. Purtroppo non hanno disponibilità dai loro terminali ma mi consiglia di uscire e al margine della piazza, sulla strada, c’è un tabellone con gli hotel, garni, appartamenti e relativi indirizzi, a fianco di ognuno due led, uno verde e uno rosso a indicare la disponibilità. Mi dice che quello è più aggiornato in quanto gestito direttamente dagli albergatori. Esco, guardo, telefono e camera trovata. Sempre più sorpreso dell’efficienza turistica in Trentino. Camera, doccia, relax e cena (come al solito) polenta e brasato con pile addosso mentre chiamo casa e mi dicono ci siano 38 gradi. Felice di essere al fresco!

 

4° giorno – 350 chilometri, da Canazei a Comano Terme

lago di carezza

Al solito sveglia alle 8, colazione e via. Percorro la SS48 in direzione Moena, prima di arrivarci svolto a destra SS241 per il passo Costalunga (1752 metri), complice un cielo sereno offre la sua vetta immersa nell’azzurro e prati verdi, proseguo per fare una sosta al lago di Carezza, uno specchio azzurro tra pini e vette, dopo una piccola camminata sul lago riprendo la strada e scendo verso Nova Levante dove trovo la diramazione per il passo Lavazè, 1808mt sulla SS620, strada larga e curve ampie tra i fitti boschi di pino fino alla cima dove si svetta su un piccolo altopiano e la presenza di un laghetto e spazi aperti offre un ottimo ritrovo per campeggiatori.

Comincia la discesa e faccio un passo nel passo, passo Pramadiccio a 1431mt e raggiungo Tesero sulla SP215, SS48 verso Predazzo, poi SS50 che mi immette verso il passo Rolle con i suoi bei 1984mt. Strada fantastica, larga e con curve medio veloci, si sale in fretta e raggiunta la cima, eccole li, le Pale di San Martino, emozionanti e maestose. Tappa e un po’ di relax disteso su un prato a godermi uno spicchio di sole appena uscito. Si riparte verso San Martino di Castrozza, da questa parte la strada è parecchio tortuosa e bisogna essere prudenti, la vallata è stretta con le Pale a fare da guardia. Proseguo sempre sulla SS50, supero Fiera di Primero.

passo brocon

 

A Imer svolto a destra e prendo la SP79 sul passo Gobbera a 989mt che mi porterà a Canal San Bovo per cominciare la salita al passo del Brocon sulla SP79, veloce e ben tenuto il manto stradale, arrivo in un soffio ai suoi 1616mt. Tappa per un caffè al rifugio e mi rimetto in viaggio scendendo a Castel Tesino dove svolto a destra sulla SP78 attraverso Pieve Tesino, Bieno, SP39 a Strigno, SP41 fino a Telve dove comincia la salita su SP31 al passo Manghen a 2042mt, passo storico insieme al Rolle del Rally San Martino di Castrozza, mondiale degli anni ’70. Passo vecchio stile, stretto e sinuoso, poco trafficato ma l’attenzione deve essere al 100% essendo privo di protezioni la strada, ma bello.. quello stile che non è vecchio, sa di vero e puro!

In vetta raggiungo il rifugio con il suo laghetto sul cocuzzolo e come decido strada facendo, chiedo se hanno camere disponibili (chissà perché non ci ho pensato prima!), niente stanze, quindi dopo un panino e un po’ di riposo riparto decidendo di fermarmi a valle. Da questa sponda del passo la strada si apre e diventa più veloce, raggiungo valle e il paese di Molina. Complice che è domenica e la zona poco turistica non trovo dove pernottare. Devo decidere cosa fare e dopo aver guardato la cartina, proseguo sul mio percorso. Prendo la SP250 verso Trento, una strada che mi ha stupito, bella, piena di curve sempre in costa alla montagna, sfioro Trento e percorro una parte di tangenziale per prendere la SS45bis strada Gardesana di Trento fino a Sarche dove svolto a destra sulla SS237 per Comano Terme, cerco una stanza e la trovo. Tappa lunga e sono stanco ma un piatto di carne salada e lasagne fatte in casa mi ridanno forza.

 

5° giorno – 585 chilometri, da Comano Terme a Cantello

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Parto alle 8, sfalzato il programma del giorno prima mi aspetta un tappone, 7 passi. Prendo la SS237 per Tione di Trento, poi SS239 per Madonna di Campiglio, raggiunta mi fermo per una sosta e vedere un’altra località rinomata, molto carina, arroccata sulle pendici della montagna. Riparto scendendo a Dimaro dove svolto a sinistra e prendo la SS42 per il passo del Tonale con i suoi 1884mt. Strada spettacolare, veloce, curve disegnate con il compasso, anche qui, in breve raggiungo la vetta e mi lascia un po’ deluso nel vedere 3 palazzi in mezzo a caseggiati tipici di montagna.

Pausa caffè e scendiamo verso Ponte di Legno dove svolto a destra e mi immetto sulla SP300 per il passo Gavia, forte dei suoi abbondanti 2652mt. Dopo un breve tratto la strada di colpo si restringe tanto da far pensare di aver sbagliato strada, invece no.. è quella giusta! Strada affascinante ma non per chi soffre di vertigini, dove priva di protezioni il baratro lascia qualche riflessione, con prudenza salgo e ammiro il panorama, alcuni tratti sono pieni di buche e bisogna prestare attenzione, raggiungo la vetta e rimango folgorato dal fascino primitivo che la sua vetta regala. Pausa, passeggio e raggiungo la statua della Madonna con la preghiera per i pellegrini che passano da li.

Ha un fascino unico il Gavia. Riparto e scendo verso Santa Caterina Valfurva sulla SP29, da questo lato la strada è più larga e la discesa è più rilassante. Proseguo verso Bormio dove mi fermo e ripenso a 4 giorni prima li, nello stesso posto a cominciare il primo passo da fare. Decido di raggiungere Tirano e attaccare il passo Bernina dal principio, senza passare da Livigno attraverso il Foscagno e la Forcola (alternativa valida). Inizio la salita attraverso il confine procedendo sulla Cantonale 29 e 27, massima attenzione in Svizzera dove sono inflessibili i Puffi (li chiamano così in svizzera i poliziotti per la divisa blu).

spluga

 

È lungo il Bernina, bello e le strade della Confederazione sono perfette. Raggiungo la vetta a 2330mt, giusto una pausa veloce, qualche foto e via verso valle e St. Moritz, ad accogliermi il suo lago che merita una sosta e qualche foto e poi riparto per il passo Maloja a 1815mt attraverso la Cantonale 3 costeggiando i laghi della regione dove lo sport è lo sky surf, bellissimo percorso. Di fatto il Maloja non lo scalo e scendendo verso Chiavenna penso che farlo al contrario sia spettacolare! Strada perfetta per i motociclisti. Arrivato a Chiavenna controllo la tabella di marcia e considero se riesco a valicare i 3 passi che mi mancano prima che la sera e il buio arrivi.

Riparto sulla SS36 per il passo Spluga, passando per Madesimo, anche lui sembra non finire mai, pieno di curve e tornarti. Arrivo in vetta con i suoi 2133mt e mi godo l’aria fresca e il suo panorama primitivo. Mi ricorda il Gavia. Si scende verso Splugen dove mi fermo per controllare la strada e mangiare un panino. Mi immetto sulla A13 verso Andeer, Thusis e Thamins dove esco e prendo la cantonale 19 direzione Ilanz attraverso una valle bellissima, raggiungo Muster dove comincia la salita all’Oberalp pass 2046mt, strada veloce e larga resa insidiosa solo dall’asfalto umido e nuvole basse, infatti raggiunta la vetta la visibilità è quasi a zero, riparto subito e scendo verso Andermatt, Hospental e sulla Cantonale 2 inizio la scalata al passo San Gottardo, che dire, un autostrada! Larga, veloce, perfetta! In vetta mi fermo e mi do una pacca sulla spalla, 20 passi in 5 giorni e 7 solo quel giorno, arrivato sul lato ticinese il sole comincia a tramontare dietro le montagne, mi tuffo nell’ultima discesa per raggiungere Airolo e prendere l’autostrada che mi riporterà a casa attraverso Bellinzona e Lugano, uscito a Mendrisio raggiungo il confine e Cantello. Casa.

La mia è stata una vacanza on the road, dove il bello era il viaggio, era guidare, curva dopo curva e come una droga non mi sarei mai fermato. Ogni luogo che ho attraversato e citato meritava più tempo ma io volevo godermeli mentre li attraversavo e guardavo sulla moto, dalla sella!