Lago di Bolsena in moto

Lago di Bolsena

Lago di Bolsena è ideale per un itinerario in moto.

Il Lago di Bolsena è la meta ideale per un itinerario motociclistico nel cuore dell’Alto Lazio. Una scorribanda di tornanti, arricchiti da una cultura enogastronomica da non lasciarsi scappare.

Questo specchio d’acqua è il più grande tra i laghi di origine vulcanica in Europa, con i suoi 113,5 kmq, che lo rendono il quinto lago italiano per grandezza. La bellezza degli scenari e la vicinanza a Roma lo hanno reso nel corso dei secoli una meta privilegiata per un turismo naturale e culturale.

Le sue acque accolgono anche due piccole isole, l’Isola Martana e l’Isola Bisentina, raggiungibili comodamente con servizi di traghetti turistici.

Tutto quello che c’è da sapere sul Lago di Bolsena

Lago di Bolsena e dintorni

Sul Lago di Bolsena e nelle immediate vicinanze affacciano luoghi di particolare interesse turistico. In particolare sono i comuni di Bolsena, Montefiascone, Gradoli e Capodimonte a stupire piacevolmente il visitatore.

Ricco di cose da vedere, questo lago della Tuscia presenta attrazioni decisamente significative che meritano una visita, alla pari delle acque limpide e delle belle coste sabbiose, ideali d’estate per un tuffo. Iniziamo da Bolsena, dove nell’antico borgo medievale (costruito già a partire dall’XI secolo) troviamo la romanica Collegiata di Santa Cristina. Da vedere Rocca Monaldeschi della Cervara, costruita per difendere l’abitato dalle incursioni nemiche. Qui oggi è possibile visitare il Museo del territorio del Lago di Bolsena.

Davvero curiosa è la Fontana di San Rocco, che deve il nome proprio al santo che vi si dissetò al passaggio in città. Costruita per volontà di Giovanni de’ Medici – che sarebbe poi divenuto Papa Leone X – presenta tre vasche rettangolari in successione, sormontate dallo stemma della famiglia fiorentina. Le acque della fontana, benedette ogni 16 agosto in occasione della Festa di San Rocco, sarebbero secondo la tradizione popolare miracolose.

Suggestiva la Rocca dei Papi di Montefiascone, costruita su un antico edificio etrusco dopo l’anno Mille. L’edificio, che ospitò numerosi regnanti dell’epoca, deve però il suo nome ai soggiorni di Papa Innocenzo III e Papa Martino IV. Rimase edificio di estrema importanza per larga parte del XIV secolo, ma con il ritorno del papato a Roma fu abbandonata. L’edificio è oggi solo parzialmente integro, ma merita assolutamente la visita.

Fa parte del territorio di Capodimonte l’Isola Bisentina, una delle due isole (insieme alla Martana) del più grande lago vulcanico d’Europa. Accessibile al pubblico solo dal 2018 vi si trovano diversi edifici religiosi (tra i quali le “Sette chiesette”) e l’antica prigione della Malta dei Papi.

Lago di Bolsena spiagge

Sono diverse e per la maggior parte balneabili le spiagge del Lago di Bolsena. Le più frequentate durante il periodo estivo sono quelle di Marta: la spiaggia di Kornos e quella de “La Cava” a Borgo dei Pescatori, peraltro comunali e dunque di libero accesso.

Suggestiva la vista da La Spiaggetta di Bolsena, uno stabilimento privato ben attrezzato dotato anche di un ristorante che propone specialità di pesce. Imperdibile la spiaggia di Viale Regina Margherita Capodimonte, con il suo “contorno” di platani secolari. A Mezzonale, infine, la spiaggia è accessibile ai cani: il progetto Dog Beach riserva ai quattrozampe un tratto di arenile lungo 100 metri dove possono giocare liberamente.

Lago di Bolsena in moto

Mappa

Percorso

Partenza da Orte, comune che corrisponde al ben noto casello posto lungo l’Autostrada del Sole. Si prende da qui la SS204 in direzione Bassano in Teverina. Qui è d’uopo una deviazione verso l’ormai minuscolo Lago di Vladimonio (o Vadimone), 45 metri di larghezza per 37 metri.

Oggi interrato in larga parte, fu teatro di due fondamentali battaglie tra i romani e gli etruschi. Quella di cui si hanno maggiori fonti è del 309 avanti Cristo, raccontata da Tito Livio e che vide protagonista fondamentale il console e dittatore Quinto Fabio Massimo Ruliano.

Una leggera deviazione sulla SP20 ci conduce così a Bomarzo, il cui nome è scavato nella pietra delle rocce mostruose del suo iconico parco.

Lago di Bolsena: Bomarzo
Il parco dei mostri di Bomarzo, non lontano dal Lago di Bolsena

Questo curioso esempio di commistione tra opera dell’uomo e natura risale al 1547. Fu voluto dal principe Pierfrancesco II “Vicino” Orsini e immaginato da Pirro Ligorio. Le fonti storiche, spesso discordanti, accennano anche alla presenza nel progetto del Buonarroti e del Vignola. È tuttavia probabile che il lavoro artistico-scultorio fu affidato a Simone Moschino.

Nel Sacro Bosco si alternano decine di opere dalle forme vagheggianti, mostruose, ma anche templi e statue mitologiche. Il parco, ben descritto anche da Dalì nel secondo dopoguerra, è accessibile a pagamento.

Proseguendo per Vitorchiano si arriva a Grotte di Santo Stefano, frazione del comune di Viterbo, dalla quale deviamo per Montefiascone. La località deve molta della sua fama contemporanea al vino, che vi si produce in quantità e qualità eccellenti.

Il periplo del lago di Bolsena prosegue toccando Capodimonte (da non confondersi con la zona napoletana che ospita la Reggia) e Val di Lago, anteposto di Bolsena. Piccolo borghetto da neanche quattromila abitanti, ha un posto speciale nella storia della cristianità contemporanea. Qui nel 1263 avvenne il cosiddetto Miracolo eucaristico, ovvero la fuoriuscita di sangue da una particola consacrata. Portato all’attenzione dell’allora Papa Urbano IV, l’evento portò alla nascita della festa cattolica del Corpus Domini.

Proseguendo verso Orte incontriamo Civita di Bagnoregio, ormai da tutti conosciuta come la Città che muore. La pur infelice definizione va ricercata nella rupe tufacea che sostiene il borghetto, vittima di un fenomeno erosivo apparentemente inarrestabile. La caducità della località dinanzi alla storia l’ha, per contro, resa meta di un turismo (spesso mordi e fuggi) ampiamente sproporzionato.

Lago di Bolsena
Lago di Bolsena in moto. Il giro ci porta a Civita di Bagnoregio, la “Città che muore”

Lago di Bolsena: consigli utili

Gastronomia

Anche la pancia ha il suo peso quando si fanno itinerari di questo tipo. Per questa ragione vi rassicuriamo: la gastronomia locale offre molte prelibatezze. Su tutte il pesce di lago, ovviamente, dalla sbroscia (una tipica zuppa di pesce), all’anguilla, fino ad arrivare al fritto di persico e ai tranci di luccio.

Ovviamente se non dovesse piacere il pesce non rimarrete digiuni, sono gustosi anche i prosciutti di cinghiale e pappardelle con la lepre. Per quanto riguarda il vino su tutti due: a Montefiascone c’è l’Est Est Est!, mentre a Gradoli viene prodotto l’Aleatico.

Periodo migliore per visitare

Il Lago di Bolsena dà il meglio di sé in termini turistici in primavera e a inizio autunno. L’estate e l’inverno, vuoi per il clima o per gli alti-bassi turistici, sono meno consigliabili.

Nelle due stagioni intermedie, peraltro, si può godere delle manifestazioni enologiche e gastronomiche, come accade in larga parte del Lazio.

Meteo Lago di Bolsena

La zona del Lago di Bolsena ha un clima mediterraneo preponderante, con alcuni estremi tipici dell’entroterra. D’inverno le temperature scendono raramente sotto lo zero, fermandosi a 2 – 3 °C tra dicembre e febbraio. Sono comunque possibili giornate rigide soprattutto quando spira la tramontana.

In estate i 30 °C si raggiungono facilmente da giugno a settembre, con luglio e agosto come mesi più caldi (caldi in giornata, più miti durante la notte).

La ventilazione è piacevole e rende il lago una meta dove fuggire dal caldo cittadino, soprattutto per chi arriva da Roma. Le piogge sono presenti, a volte sotto forma di temporale, ma non è una zona eccessivamente umida.

Stefano Maria Meconi

Responsabile editoriale di TrueRiders sin dal 2015