
Ogni volta che torno al Passo del Grimsel ho la sensazione di entrare in un laboratorio a cielo aperto, dove montagne di granito e grandi opere idroelettriche convivono senza mascherarsi. 164 metri collegando l’Oberland bernese con l’Alto Vallese, è una classica d’alta quota, ma l’atmosfera non è quella del passo alpino “cartolina”: qui l’energia, l’acqua e la roccia sono protagoniste quanto i panorami.
Salendo da Innertkirchen verso Guttannen e Handegg il traffico resta intenso in estate, ma appena il bosco lascia spazio alla pietra levigata dai ghiacciai il Grimsel comincia a mostrare il suo carattere. In moto lo vivo come un percorso da assaporare con calma, tra soste ai laghi artificiali, curve da impostare con prudenza e quel continuo alternarsi di dighe, valloni e tornanti che rendono unico questo tratto di Alpi svizzere.
Il Passo del Grimsel attraversa le Alpi svizzere collegando l’area di Innertkirchen, nell’Oberland bernese, con la valle di Goms, nell’Alto Vallese. La quota di circa 2.164 metri basta da sola a spiegare perché si tratti di una strada strettamente stagionale, chiusa in inverno e riaperta solo quando neve e rischio valanghe lo consentono.
Fin dalla prima volta che l’ho percorso in moto, ho percepito il Grimsel come molto più di un semplice valico panoramico. È un corridoio alpino in cui l’intervento umano è ovunque visibile: dighe, condotte, bacini artificiali e centrali idroelettriche disegnano un paesaggio energetico che si incastra tra pareti granitiche e valloni modellati dai ghiacciai.
In estate la strada diventa una direttrice fondamentale per automobilisti, motociclisti, ciclisti ed escursionisti, spesso inserita in circuiti che comprendono altri noti passi svizzeri. Ma il fascino del Grimsel, a mio avviso, sta proprio nella sua natura ibrida: una montagna ancora severa, profondamente trasformata dall’uomo, che racconta come le Alpi siano anche luogo di lavoro e infrastrutture, non solo di vacanza.
L’avvicinamento settentrionale al Grimsel comincia da Innertkirchen, dove lascio sempre qualche minuto per controllare meteo e traffico. La strada risale la valle dell’Aare verso Guttannen e Handegg, mentre i paesi diventano via via più piccoli e le montagne incombono. Guttannen è l’ultima vera porta d’accesso prima dell’ambiente d’alta montagna: la valle si stringe, i versanti si fanno ripidi e i tremila metri compaiono tutto intorno.
Da qui in poi il granito diventa protagonista assoluto. Pareti levigate, blocchi rocciosi e superfici modellate dai ghiacciai accompagnano tornanti e curve più aperte. In moto sento il tracciato cambiare carattere: bisogna alternare tratti guidati a momenti di prudenza, perché camper, autobus turistici e biciclette condividono la carreggiata, spesso con visibilità limitata.
Poco sopra Handegg si trova la deviazione per la Gelmerbahn, la famosa ferrovia inclinata che porta al Gelmersee: una sosta che consiglio se avete tempo, per capire quanto le infrastrutture energetiche abbiano trasformato queste montagne. Proseguendo verso il valico compaiono i grandi bacini artificiali, tra cui il Grimselsee, incastonato nel granito. Vedere comparire improvvisamente una diga dopo una sequenza di curve strette è una delle immagini che, personalmente, associo di più al Grimsel.
Il territorio del Grimsel è uno dei più emblematici paesaggi idroelettrici della Svizzera. Bacini, condotte e centrali sfruttano l’abbondanza d’acqua e i forti dislivelli, trasformando l’alta valle in un sistema di produzione energetica. Dall’alto della sella stradale il contrasto è evidente: le forme rocciose modellate in tempi geologici lunghissimi convivono con i muraglioni delle dighe e le strade di servizio.
Ogni volta che mi fermo a osservare il Grimselsee resto colpito da come le opere seguano i valloni naturali, più che cancellarli. Non è un paesaggio incontaminato, ma un luogo in cui la montagna è stata adattata alle esigenze dell’uomo. Lo stesso vale per altri specchi d’acqua visibili dal passo, che non vanno confusi con laghi alpini naturali, perché molti sono bacini artificiali legati allo sfruttamento idroelettrico.
Vicino al valico si incontra anche il Totensee, il “lago dei morti”, il cui nome è tradizionalmente collegato a episodi bellici del passato. Le spiegazioni sull’origine precisa del toponimo variano e vanno considerate con cautela, ma il solo nome aggiunge una nota più cupa al paesaggio. In moto, complice il vento forte che spesso soffia qui, la sosta sulle sue rive ha sempre per me un sapore quasi sospeso, tra storia, suggestioni e realtà industriale del Grimsel.
Il Passo del Grimsel collega il bacino dell’Aare, diretto al Reno, con la valle di Goms attraversata dal giovane Rodano. In pochi chilometri si passa idealmente da un sistema idrografico che guarda al Mare del Nord a uno che scende verso il Mediterraneo. Dal valico la strada scende verso Gletsch, storico nodo viario del Vallese, da cui è possibile proseguire verso altri celebri passi alpini e costruire circuiti motociclistici di giornata molto completi.
I circa 119 chilometri dell’itinerario tipico, con tempi teorici di poco più di due ore, nella pratica richiedono decisamente di più. Personalmente metto sempre in conto soste fotografiche, pause per osservare le dighe e controlli frequenti al meteo. A oltre duemila metri nebbia, pioggia e calo di temperatura possono arrivare in fretta, quindi abbigliamento caldo e antipioggia sono essenziali anche in piena estate.
Prima di partire verifico sempre lo stato di apertura ufficiale del Grimsel, perché la chiusura invernale può protrarsi o tornare improvvisamente in caso di neve tardiva. In sella, lascio margine nelle curve cieche, specialmente vicino agli accessi alle dighe, dove il traffico può rallentare all’improvviso. Il bello del Grimsel, almeno per come lo vivo io, non è correre, ma prendersi il tempo giusto per leggere un paesaggio in cui ogni curva svela, alternativamente, una parete di granito, una diga o un nuovo lago sospeso tra le Alpi svizzere.
Tra Toscana ed Emilia-Romagna, in sella lungo l'Appennino Tosco-Emiliano per ...
Le vette del Matese nascondono strade adrenaliniche ideali per essere percorse in ...
Oggi andiamo alla scoperta di uno di quei luoghi in cui il viaggio in modo sembra ...
©
2026 Valica Spa. P.IVA 13701211008 | Tutti i diritti sono riservati.
Per la pubblicità su questo sito
Fytur