La strada più "preziosa" delle Alpi è un susseguirsi di curve e panorami dorati

La strada più “preziosa” delle Alpi è un susseguirsi di curve e panorami dorati

Stefano Maria Meconi  | 24 Mar 2023  | Tempo di lettura: 4 minuti
  • Titolo: Monte Spluga
  • Lunghezza (km): 12
  • Partenza: Monte Spluga
  • Arrivo: Splügen
  • Altezza massina (m s.l.m.): 2113
  • Pendenza massima (%): 10%
  • Chiusura invernale: Sì
  • Periodo: Novembre - aprile

C’è una strada, a poca distanza dal confine italiano, dove ancora prima dei motociclisti erano arrivati i Romani. Non per fare turismo, ve lo immaginate Cesare a godersi la gita fuori porta sulle Alpi? Più semplicemente, sul Passo della Spluga c’erano dei giacimenti d’oro, un minerale prezioso tanto ieri quanto oggi, e un impero in via di espansione in tutta l’Europa continentale (e non solo) ne aveva terribilmente bisogno. Così, quella che era solo una zona di montagna anche piuttosto inaccessibile, divenne dapprima una mulattiera, e oggi è uno dei percorsi motociclistici più belli d’Europa. E come scoprirlo, se non ovviamente in moto?

Passo dello Spluga in moto. L’itinerario

Mappa

Percorso

Il nostro percorso sulla strada d’oro parte da Montespluga, nei pressi dell’omonimo lago alpino, situato a una altitudine di 1.908 metri. Con le sue poche decine di abitanti, che appartengono ufficialmente al comune di Madesimo, Montespluga è l’ultimo avamposto italiano prima della “scalata” al passo dello Spluga, che segna il confine italo-svizzero. Si tratta di una salita che, in condizioni climatiche favorevoli, non riserva particolari difficoltà. Percorrerla durante i mesi estivi (generalmente fino a ottobre) è piuttosto facile e al contempo piacevolmente emozionante.

Una volta oltrepassato il confine, si entra nel territorio svizzero di Splugen, il “corrispettivo” elvetico di Madesimo, e in particolare si può fare una sosta alla bella ed accogliente Berghaus Splügenpass, una sorta di “autogrill di montagna”, o per meglio dire un rifugio che si trova intorno ai numerosi torrenti della zona, come il Lengeggbach. Da qui parte la discesa verso il territorio svizzero “vero e proprio”, proseguendo sulla strada segnata dal confine italiano, che è piacevolmente costeggiata dallo scorrere del torrente Huschrenbach. Dopo circa 20 chilometri, si arriva finalmente a Splugen, sulla quale insiste la Strada 13, una delle principali rotte di collegamento interno in Svizzera.

Un po’ di storia dello Spluga, la ‘via aurea’ dell’antica Roma

Il Passo dello Spluga vero e proprio, come lo conosciamo oggi, risale all’Ottocento. Fu costruito tra il 1821 e il 1823 in condizioni difficili, e infatti la strada è tutt’altro che comoda: presenta moltissimi tornanti e deviazioni, con pendenze fino al 10%, che superano questo tratto alpino a metà strada tra la Lombardia e il Grigioni, uno dei due cantoni svizzeri dove si parla anche italiano.

L’origine della strada è però ancora più antica: pare risalire al I secolo avanti Cristo, quando i Romani realizzarono una via consolare che univa l’antica Mediolanum (Milano) al Lago di Costanza. Chiamata anche Via Aurea Via Drusilla Augusta (in onore della terza moglie dell’imperatore Augusto, Livia Drusilla), di questa strada rimane solo una traccia: una pietra miliare nella zona di Arcore, poco fuori Milano. La strada fu fondamentale per permettere all’esercito dell’Urbe di conquistare la regione della Rezia nel 17-16 a.C.. Non solo questo: grazie agli abbondanti bacini auriferi, la zona era chiaramente molto contesa dalle popolazioni del tempo.

Il percorso “contemporaneo” è invece molto più recente: dopo l’invasione napoleonica del 1800 a opera del generale Macdonald, furono gli austriaci a costruire la strada tra il 1821 e il 1823. Lo Spluga, dopo l’Unità d’Italia, divenne però sempre meno frequentato grazie all’apertura dei più agevoli San Bernardino e San Gottardo.

Consigli utili per affrontare il Passo dello Spluga

Passo dello Spluga, le Alpi in moto tra Italia e Svizzera

La SS36 è chiusa da novembre a maggio, a causa delle forti nevicate sulla zona. Una volta sgombrata dal residuo nevoso, la strada è percorribile per tutta l’estate e generalmente anche nel mese di ottobre. L’accesso è libero per i mezzi inferiori a 18 tonnellate e con larghezza sotto i 2,3 metri. La segnalazione stradale è presente su ambedue i lati ed è facile da comprendere. Trattandosi di un paese non-UE, al confine con la Svizzera è presente un posto frontaliero, ma i controlli sono blandi visto il ridotto traffico.

Il clima sul Passo dello Spluga è fresco durante tutto l’anno, con le temperature minime che raramente salgono sopra i 10 °C. I mesi più caldi sono quelli da luglio a settembre con le massime fino a 15 °C. In inverno si raggiungono facilmente i -10 °C e tra dicembre e febbraio sono numerosi i giorni nei quali non si supera lo zero termica.

La neve è presente in inverno ma le precipitazioni sono ampiamente possibili in autunno e primavera e, occasionalmente, anche in estate.

Stefano Maria Meconi
Stefano Maria Meconi

Responsabile editoriale di TrueRiders sin dal 2015



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