
Il Passo del Lucomagno è uno degli itinerari svizzeri più indicati per gli amanti delle due ruote. Situato a 1.926 metri di altezza, ha una lunghezza di circa 60 chilometri e una pendenza massima dell’8%. Il suo paesaggio selvaggio ha affascinato i passanti fin dal Medioevo, quando il passo era il principale collegamento tra la Valle del Reno e la Pianura Padana. Grazie alla vicinanza dell’abbazia di Disentis, il valico è perfetto per un viaggio che associa storia, natura e spiritualità. Pronti per un itinerario avvincente?
Perla delle Alpi e località storica, Disentis è anche il punto di partenza dell’itinerario in moto sul Passo del Lucomagno. Questa cittadina di appena 2.000 abitanti è dominata dal profilo dell’Abbazia di Disentis, un edificio cattolico la cui impostazione originaria risale addirittura all’VIII secolo, sebbene il complesso attuale sia stato ampiamente rimodernato dopo le devastazioni napoleoniche di fine Settecento.
Prima di partire per il Lucomagno in moto, ne approfittiamo dunque per visitare questo imponente edificio, la cui storia spazia su ben tre millenni. Partiamo percorrendo la Via Lucmagn che, per un tratto, segue il percorso del Rein da Medel, e proseguiamo verso sud, salendo progressivamente fino agli oltre 1.900 metri del Lucomagno dove, tra meravigliosi laghi alpini e picchi innevati, superiamo il confine tra Canton Grigioni e Canton Ticino, la zona italofona per eccellenza della Svizzera.
Prima di tornare “a valle” passiamo accanto alla Riserva forestale della Selvasecca, per poi arrivare fino a Blenio e, da qui, a Olivone. Per chi intende proseguire il percorso, il Ticino offre interessanti percorsi, come quelli del Lago Maggiore e del Lago di Como.
[foto @YueStock / Shutterstock.com, solo per uso editoriale]
Dominata dall’imponente profilo dell’Abbazia di Disentis, Disentis/Mustér è una perla delle Alpi Svizzere che merita una sosta più approfondita prima di imboccare il Passo del Lucomagno. Fondata nel 720 d.C., l’Abbazia di Disentis è uno dei monasteri più antichi della Svizzera e, nonostante le devastazioni napoleoniche, il fascino non è cambiato.
Oltre all’architettura imponente, al suo interno c’è un museo che espone reperti legati alla lunga storia del complesso religioso: pale d’altare, paramenti e le statue più antiche nel Klostermuseum risalgono al 1200, mentre al primo piano della galleria c’è la mostra di storia naturale, con rocce e minerali.
In zona c’è anche il Mineralienmuseum Cristallina, il museo dei minerali. Potresti fare il lavaggio dell’oro nel Reno, richiamo alle ormai vecchie tecniche di estrazione dell’oro. Quando scendi a piedi puoi tenere d’occhio i vari sentieri escursionistici della zona, come il Parco Avventura Curtin Medelin (Abenteuer-Seilpark Curtin Medelin, Muntognas), che sta un po’ più in basso del fiume e ci puoi fare un mix di arrampicate, ponti sospesi e discese in corda doppia. Oppure puoi provare un’esperienza di relax: il trekking coi lama.
Dopo aver attraversato il Passo del Lucomagno, il percorso finisce a Olivone, nella Valle di Blenio. È un borghetto alpino incorniciato da vette stupende che offre diverse attrazioni. Simbolo del paese è la Chiesa di San Martino (di Tours), edificio storico con un grosso campanile romanico. Si trova proprio in centro almeno dal 1136 e fa da testimone all’architettura ticinese.
Immancabile, poi, la visita a un museo allestito dentro una casa alpina del 1659: il Museo Cà da Rivöi, con strumenti, attrezzi e oggetti d’arte sacra. Anche Olivone è una città di natura e attività outdoor e, infatti, a pochi chilometri si trova il Centro Pro Natura Lucomagno, in località Acquacalda. È un punto informativo dove vedere flora e fauna locali e da qui partono le escursioni verso il Passo del Lucomagno e l’altopiano della Greina, una delle zone più wild e affascinanti della Svizzera. In inverno, invece, Campra è una rinomata località per lo sci di fondo, con piste di vari difficoltà.

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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